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Bari Vecchia, la chiesa di Sant'Anna

Bari 16 foto 11 May 2018

La chiesa di Sant'Anna a Bari Vecchia: piccolo luogo di culto eretto tra l'XI e il XII secolo. Si caratterizza per due aspetti: riunisce tutte le confraternite rimaste nel tempo senza sede e soprattutto è il luogo dove ogni domenica si celebra un rito particolare: la “benedizione dei neonati” (foto di Antonio Caradonna)

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Per scovare la chiesa, da piazza Mercantile basta prendere la stretta via Francigena per poi girare subito a destra su strada Palazzo di Città...
Per scovare la chiesa, da piazza Mercantile basta prendere la stretta via Francigena per poi girare subito a destra su strada Palazzo di Città...
...dopo 50 metri l’edificio religioso apparirà sulla destra in una rientranza circondata da palazzine
...dopo 50 metri l’edificio religioso apparirà sulla destra in una rientranza circondata da palazzine
La chiesa fu eretta sul finire dell'XI secolo, come suggeriscono gli spioventi e i blocchi lisci della muratura esterna e alcuni resti scultorei sparsi al di sopra del portale, quale un grifo alato con la coda terminante in un fiocco
La chiesa fu eretta sul finire dell'XI secolo, come suggeriscono gli spioventi e i blocchi lisci della muratura esterna e alcuni resti scultorei sparsi al di sopra del portale, quale un grifo alato con la coda terminante in un fiocco
Soggetto a numerosi rifacimenti, oggi si presenta con la facciata rettangolare liscia interrotta al centro da una finestrella circolare e il campanile a vela che spicca sul lato destro
Soggetto a numerosi rifacimenti, oggi si presenta con la facciata rettangolare liscia interrotta al centro da una finestrella circolare e il campanile a vela che spicca sul lato destro
La porta d'accesso è racchiusa da un architrave originario, al di sopra del quale si erge un teschio, simbolo dell'arciconfraternita di San Marco della Buona Morte. Un’epigrafe invece ricorda quando la chiesa fu gestita dai nobili lombardi giunti a Bari al seguito di Iabella d’Aragona e Bona Sforza, assumendo il nome di Sant’Ambrogio prima e Sant'Agostino poi, con il subentro dei monaci devoti all'Ipponate
La porta d'accesso è racchiusa da un architrave originario, al di sopra del quale si erge un teschio, simbolo dell'arciconfraternita di San Marco della Buona Morte. Un’epigrafe invece ricorda quando la chiesa fu gestita dai nobili lombardi giunti a Bari al seguito di Iabella d’Aragona e Bona Sforza, assumendo il nome di Sant’Ambrogio prima e Sant'Agostino poi, con il subentro dei monaci devoti all'Ipponate
Non resta ora che entrare. La chiesetta è piena di fedeli e subito ci rendiamo conto del perché...
Non resta ora che entrare. La chiesetta è piena di fedeli e subito ci rendiamo conto del perché...
Intorno all'altare, disposti su due file, una ventina di bebè in braccio alle loro mamme stanno ricevendo una particolare benedizione dedicata proprio ai neonati, prima ancora che ricevano il Battesimo
Intorno all'altare, disposti su due file, una ventina di bebè in braccio alle loro mamme stanno ricevendo una particolare benedizione dedicata proprio ai neonati, prima ancora che ricevano il Battesimo
Il prete, don Antonio, dopo aver chiesto il nome ai genitori, consacra i bambini, gettando su di loro dell’acqua benedetta con l’aspersorio
Il prete, don Antonio, dopo aver chiesto il nome ai genitori, consacra i bambini, gettando su di loro dell’acqua benedetta con l’aspersorio
Il sacerdote è accompagnato dal 60enne signo Rino, colui che cura la chiesetta da tempo, che ci spiega il significato di questo rito. «I neonati, ma in alcuni casi anche le gestanti - ci racconta - ricevono questo atto sacramentale per avere la protezione di Sant'Anna. Si tratta di una celebrazione risalente al 600 e portata a Bari dai Veneziani»
Il sacerdote è accompagnato dal 60enne signo Rino, colui che cura la chiesetta da tempo, che ci spiega il significato di questo rito. «I neonati, ma in alcuni casi anche le gestanti - ci racconta - ricevono questo atto sacramentale per avere la protezione di Sant'Anna. Si tratta di una celebrazione risalente al 600 e portata a Bari dai Veneziani»
Poi chiede a mamme e papà di avvicinarsi a un piccolo altare dedicato a Sant’Anna...
Poi chiede a mamme e papà di avvicinarsi a un piccolo altare dedicato a Sant’Anna...
...per ricevere una medaglietta dorata e un santino
...per ricevere una medaglietta dorata e un santino
Non ci resta ora che aspettare la fine della messa per poter ammirare gli interni. La chiesa si presenta con una navata unica lunga 16 metri e coperta da volta a botte, alla fine della quale troneggia un imponente altare di legno dorato del XVI secolo nel cui riquadro centrale si trova un crocifisso ligneo di fine 400
Non ci resta ora che aspettare la fine della messa per poter ammirare gli interni. La chiesa si presenta con una navata unica lunga 16 metri e coperta da volta a botte, alla fine della quale troneggia un imponente altare di legno dorato del XVI secolo nel cui riquadro centrale si trova un crocifisso ligneo di fine 400
Spostandoci sulle pareti laterali, notiamo che sono scandite da tre arcate ciascuna, contenenti dipinti seicenteschi e statue sacre, alcune delle quali sono patrimonio di confraternite rimaste senza una chiesa e ospitate nel corso dei secoli tutte in questa “casa”
Spostandoci sulle pareti laterali, notiamo che sono scandite da tre arcate ciascuna, contenenti dipinti seicenteschi e statue sacre, alcune delle quali sono patrimonio di confraternite rimaste senza una chiesa e ospitate nel corso dei secoli tutte in questa “casa”
Ad esempio troviamo lo stendardo della già citata Confraternita di San Marco della Buona Morte...
Ad esempio troviamo lo stendardo della già citata Confraternita di San Marco della Buona Morte...
...oppure la statua lignea della Madonna della Candelora appertenente alla confraternita della Maria SS. della Purificazione che un tempo si trovava nell’ormai sconsacrata chiesa della Vallisa
...oppure la statua lignea della Madonna della Candelora appertenente alla confraternita della Maria SS. della Purificazione che un tempo si trovava nell’ormai sconsacrata chiesa della Vallisa
O ancora ecco la statua lignea di Sant'Antonio, la stessa contenuta nella chiesetta ubicata fino agli anni 90 sotto il Fortino. Quest’ultima è una scultura “mitica”: si dice che stata salvata dalla chiesa sommersa sull'isola di Monte Rosso
O ancora ecco la statua lignea di Sant'Antonio, la stessa contenuta nella chiesetta ubicata fino agli anni 90 sotto il Fortino. Quest’ultima è una scultura “mitica”: si dice che stata salvata dalla chiesa sommersa sull'isola di Monte Rosso