Tutte le gallerie
Fotogallery
Bari, una passeggiata su via Sparano
Strada pedonale dello shopping, asse centrale del quartiere Murat, “biglietto da visita” della città, palcoscenico degli artisti di strada, storico punto di incontro. Tutto questo è via Sparano, l’arteria più famosa di Bari: un boulevard ottocentesco in continua trasformazione ma in fondo sempre fedele a sé stesso (foto di Antonio Caradonna)
30 fotografie
Lunga 750 metri, via Sparano congiunge la stazione al centro storico, attraversando tutto il borgo murattiano.
Dal 1910 venne attraversata dalla linea tranviaria...
...ma nel 1948 i binari furono smantellati per trasformare la strada in una normale arteria aperta alle auto e al parcheggio
Fu solo nel 1973 che si decise di renderla pedonale e da lì in poi la via venne arricchita di piante, fiori, panchine e soprattutto di palme, che la contraddistinsero per quasi quarant’anni (foto di Daniele Napolitano)
Questo però fino al suo recente e discusso restyling terminato nel dicembre del 2018 che, dopo aver eliminato gli alberi, ha trasformato nuovamente la strada dotandola di sette “salotti” con diversa pavimentazione e “arredamento”
Lasciandoci alle spalle la Stazione Centrale e piazza Aldo Moro, imbocchiamo via Sparano, per ritrovarci nel primo isolato che ha assunto la denominazione di “salotto della musica”
Il pavimento e le panchine in effetti rimandano alla tastiera di un pianoforte, peccato che nel 2017 abbia chiuso lo storico negozio di strumenti musicali Giannini, aperto qui dal 1874, la cui presenza avrebbe dato un senso al nome del tratto di strada
Ora a farla da padrone è invece il fast food Mcdonald’s, diventato da tempo punto d’incontro dei giovanissimi
L’isolato successivo è il “salotto di piazza Umberto”, che prende il nome dal grande giardino circostante da sempre ritrovo di “coloro che non sanno dove andare”
Sulla strada si stagliano a sinistra l’Ateneo cittadino, che col suo prospetto color crema domina dal 1890...
...e sulla destra la scultura dedicata ad Umberto I, ideata nel 1905 da Filippo Cifariello
E mentre incrociamo persone che passeggiano, guardano le vetrine e fanno acquisti...
...entriamo nel “salotto letterario”, dove il pavimento riproduce poesie e passi narrativi
Qui si cominciano a notare i contrasti architettonici comuni a tutto il quartiere Murat, con eleganti edifici di inizio secolo che fanno a pugni con nuovi palazzi costruiti senza criterio negli anni 70 e 80
Oltrepassata la Società Anonima Cima, uno dei negozi più antichi di Bari, che dal 1928 si occupa di vendere capi d’intimo...
...arriviamo al fulcro del salotto: la storica libreria Laterza. La casa editrice è presente qui dal 1963 ed è alloggiata in uno stabile disegnato dall’architetto Alfredo Lambertucci. Dal 2013 ha ceduto l’ingresso principale al negozio di abbigliamento Prada
Chi invece ha chiuso definitivamente nell’aprile di quest’anno è la gioielleria Trizio Caiati, che aveva da 50 anni un suo punto vendita in via Sparano
Negozio che si trovava accanto a uno degli edifici più prestigiosi dell’arteria: Palazzo Giannelli, dal colore grigio scuro, realizzato nel 1929 dal celebre architetto Saverio Dioguardi assieme all’ingegnere Ettore Patruno
Su questo isolato facciamo la conoscenza di uno dei tanti artisti di strada che affollano l’arteria. E’ il chitarrista Marcello, che da 12 anni propone cover di brani famosi ai passanti. Lo becchiamo un attimo prima che venga avvicinato e allontanato dalla polizia municipale
Non ci resta ora che giungere nell’isolato più famoso della via: il “salotto Liberty”...
...il cui pavimento propone disegni dalle linee sinuose che ricordano l’epoca artistica di inizio 900
Il nome dell’area prende spunto dallo splendido Palazzo dei Magazzini Mincuzzi del 1928. Commissionato dall’omonima ditta di abbigliamento all’architetto Aldo Forcignanò e all’ingegner Gaetano Palmiotto, è caratterizzato da ricche decorazioni e dall’iconica cupola su timpano che reca il nome dei committenti. Da anni però i suoi tre piani sono occupati dalla multinazionale dei vestiti Benetton
Ma proprio all’ingresso della casa della moda, a regalarci un po’ di baresità, c’è il “mitico” 65enne Rinaldo, che da 13 anni si esibisce con la sua possente voce, proponendo classici della musica leggera italiana
La nostra passeggiata continua nel quinto salotto, quello “del culto”, caratterizzato dalla presenza della chiesa di San Ferdinando
Parliamo di un edificio del 1849 completamente nel 1934 da Dioguardi. Il color ocra, gli arconi, le torri, le asciutte superfici totalmente prive di decorazioni danno all’insieme un aspetto atemporale e metafisico
Accediamo ora al “salotto della moda” caratterizzato da una pavimentazione che dà l’idea di un elegante tessuto che si dispiega lungo la strada
Sull’isolato è presente Pallante, negozio di stoffe aperto dal 1933...
...e soprattutto lo storico palazzo della Rinascente, progettato in stile art nouveau dall’architetto Rampazzini nel 1924 e sede per ottant’anni dell’omonima catena di negozi. Anch’esso oggi ospita un grande magazzino internazionale: “H&M”
Qui però a mantenere la tradizione ci pensa il 59enne Nicola, che da più di trent’anni si apposta con il suo colorato treruote proponendo ai passanti, a seconda della stagione, castagne, granite, cocco fresco, popcorn e zucchero filato
Giungiamo infine all’ultimo isolato, denominato “salotto di porta vecchia”, questo perchè conduce alla città antica. Sul pavimento infatti si staglia la mappa del centro storico accanto a un disegno più stilizzato del murattiano
E così, affiancati dai moderni palazzi Conte Celio Sabini e Borrea (degli architetti Chiaia e Napolitano), usciamo da via Sparano, la strada più contradditoria e più amata di Bari