Notizie
Tutte le gallerie
Fotogallery

Bari, San Bartolomeo: la chiesa svuotata

Bari 17 foto 9 November 2018

Tra le tante chiese di Bari Vecchia è quella a cui è toccata la sorte peggiore: adibita a cucina per alcune suore. Parliamo dell’antica San Bartolomeo: costruita nel 1075, poi distrutta da Guglielmo il Malo nel 1156 e infine riedificata nel 1180. Attiva fino agli anni 80 del secolo scorso, è stata in seguito sconsacrata e svuotata, anche se il suo elegante profilo continua a stagliarsi sulla viuzza omonima che collega strada dè Gironda a Largo Chiurlia (foto di Antonio Caradonna)

17 fotografie
La chiesa di San Bartolomeo: attiva fino agli anni 80 del secolo scorso, è stata in seguito sconsacrata e svuotata, anche se il suo elegante profilo continua a stagliarsi tra i panni stesi sulla viuzza omonima che collega strada dè Gironda a Largo Chiurlia
La chiesa di San Bartolomeo: attiva fino agli anni 80 del secolo scorso, è stata in seguito sconsacrata e svuotata, anche se il suo elegante profilo continua a stagliarsi tra i panni stesi sulla viuzza omonima che collega strada dè Gironda a Largo Chiurlia
La chiesa, di un particolare color rosa pallido, ci appare nelle sue forme settecentesche, risultato di un evidente restauro terminato nel 1836
La chiesa, di un particolare color rosa pallido, ci appare nelle sue forme settecentesche, risultato di un evidente restauro terminato nel 1836
Il portale è sovrastato da un timpano triangolare formato da montanti a doppio listello e nel cui fregio è incisa un’iscrizione latina che attesta l’avvenuta ristrutturazione
Il portale è sovrastato da un timpano triangolare formato da montanti a doppio listello e nel cui fregio è incisa un’iscrizione latina che attesta l’avvenuta ristrutturazione
Al centro della facciata è presente un rosone tra volute scanalate con sovrastante timpano curvilineo
Al centro della facciata è presente un rosone tra volute scanalate con sovrastante timpano curvilineo
Entrare risulta chiaramente impossibile, l’unica possibilità è quella di bussare all’adiacente istituto delle “Figlie di Sant’Anna”, collegato alla chiesa e ubicato nel seicentesco Palazzo dei Marchesi Diana
Entrare risulta chiaramente impossibile, l’unica possibilità è quella di bussare all’adiacente istituto delle “Figlie di Sant’Anna”, collegato alla chiesa e ubicato nel seicentesco Palazzo dei Marchesi Diana
Ad aprirci è l'anziana ma vispa suor Lucia, che con entusiasmo ci porta alla scoperta dell’edificio. Ci ritroviamo all’interno di un grande atrio  dall’arredamento molto rètro...
Ad aprirci è l'anziana ma vispa suor Lucia, che con entusiasmo ci porta alla scoperta dell’edificio. Ci ritroviamo all’interno di un grande atrio dall’arredamento molto rètro...
...alla fine del quale si apre su di noi un pozzo luce...
...alla fine del quale si apre su di noi un pozzo luce...
...su cui si affacciano le eleganti ringhiere che chiudono le logge dei piani superiori
...su cui si affacciano le eleganti ringhiere che chiudono le logge dei piani superiori
Percorriamo a questo punto un corridoio presente sulla sinistra, che conduce prima in una cappella di nuova realizzazione...
Percorriamo a questo punto un corridoio presente sulla sinistra, che conduce prima in una cappella di nuova realizzazione...
...e poi in uno stanzone dove facciamo la conoscenza della superiora Veronica, minuta signora dall’incredibile età di 102 anni
...e poi in uno stanzone dove facciamo la conoscenza della superiora Veronica, minuta signora dall’incredibile età di 102 anni
La stanza è dominata da un dipinto settecentesco che ritrae San Bartolomeo, San Nicola e la Vergine col Bambino. «È tutto ciò che è rimasto della chiesa antica», ci spiega la nostra guida
La stanza è dominata da un dipinto settecentesco che ritrae San Bartolomeo, San Nicola e la Vergine col Bambino. «È tutto ciò che è rimasto della chiesa antica», ci spiega la nostra guida
Chiesa che andiamo finalmente a visitare. Un passaggio ci porta infatti nelle cucine, quelle che fino a qualche decennio fa ospitavano proprio il tempio religioso
Chiesa che andiamo finalmente a visitare. Un passaggio ci porta infatti nelle cucine, quelle che fino a qualche decennio fa ospitavano proprio il tempio religioso
Se non fosse però per le finestre ad arco non ci passerebbe mai per la testa il pensiero di trovarci in un posto dove un tempo si pregava
Se non fosse però per le finestre ad arco non ci passerebbe mai per la testa il pensiero di trovarci in un posto dove un tempo si pregava
Qui a dominare sono infatti solo fornelli e lavandini. «Hanno tolto tutto – precisa la suora – anche il grande altare. Chissà che fine ha fatto»
Qui a dominare sono infatti solo fornelli e lavandini. «Hanno tolto tutto – precisa la suora – anche il grande altare. Chissà che fine ha fatto»
Tramite un ascensore accediamo all’ultimo piano, dove davanti a noi si svela un fastigio balaustrato recante al centro un arco su cui svetta un elegante quanto particolare pinnacolo
Tramite un ascensore accediamo all’ultimo piano, dove davanti a noi si svela un fastigio balaustrato recante al centro un arco su cui svetta un elegante quanto particolare pinnacolo
C’è una croce sulla sommità a ricordare l’antica religiosità del luogo...
C’è una croce sulla sommità a ricordare l’antica religiosità del luogo...
...e in un angolo è anche nascosta una piccola campana, quella che un tempo risuonava per richiamare i fedeli
...e in un angolo è anche nascosta una piccola campana, quella che un tempo risuonava per richiamare i fedeli