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Bari, le masserie abbandonate attorno allo stadio

Bari 34 foto 23 May 2018

Una zona tra le più ricche di storia di tutta la città, densa com’è di antiche masserie, chiesette, lame e ipogei, ma di fatto abbandonata a se stessa e divenuta nel corso degli anni preda di prostituzione, pedofilia, scambismo, vandalismo, incuria e degrado. Quella di cui parliamo è la grande area che circonda lo stadio San Nicola, l’impianto sportivo inaugurato nel 1990 che a distanza di quasi trent’anni sta cadendo anch’esso a pezzi. Una “cattedrale nel deserto” che non solo non è riuscita a “riqualificare” questa parte di Bari, ma anzi l’ha resa ancora più decadente, attirando soprattutto di notte qualsiasi genere di attività. Facendoci largo tra ogni genere di rifiuto, siamo andati a visitare quest’area che nasconde bellezze che meriterebbero maggiore tutela e protezione (foto di Antonio Caradonna)

34 fotografie
Una zona tra le più ricche di storia di tutta la città, densa com’è di antiche masserie, chiesette, lame e ipogei, ma di fatto abbandonata a se stessa e divenuta nel corso degli anni preda di prostituzione, pedofilia, scambismo, vandalismo, incuria e degrado. Quella di cui parliamo è la grande area che circonda lo stadio San Nicola di Bari(foto di Francesco Cocco-fkdrone)
Una zona tra le più ricche di storia di tutta la città, densa com’è di antiche masserie, chiesette, lame e ipogei, ma di fatto abbandonata a se stessa e divenuta nel corso degli anni preda di prostituzione, pedofilia, scambismo, vandalismo, incuria e degrado. Quella di cui parliamo è la grande area che circonda lo stadio San Nicola di Bari(foto di Francesco Cocco-fkdrone)
Il nostro punto di partenza è il raccordo Giuseppe Rossi, che ci permette attraverso la provinciale 110 Modugno-Carbonara di accedere alla zona dello stadio. Tra il raccordo e quest’ultima strada si trova un’area di campagna che racchiude i primi tre siti che andiamo a visitare
Il nostro punto di partenza è il raccordo Giuseppe Rossi, che ci permette attraverso la provinciale 110 Modugno-Carbonara di accedere alla zona dello stadio. Tra il raccordo e quest’ultima strada si trova un’area di campagna che racchiude i primi tre siti che andiamo a visitare
..tra questi la strada romana chiamata “Tre Passi”, che come ci dice l’esperto del territorio Nicola De Toma, «rappresentava un collegamento con la via Minuncia, a sua volta una diramazione della via Traiana»
..tra questi la strada romana chiamata “Tre Passi”, che come ci dice l’esperto del territorio Nicola De Toma, «rappresentava un collegamento con la via Minuncia, a sua volta una diramazione della via Traiana»
Troviamo poi abbandonato a se stesso uno dei tanti ipogei presenti in questa zona, denominato “della via Minuncia”. L’ingresso, invaso da foglie di edera, è sbarrato da una rete di un letto incastrata tra i rami di un albero...
Troviamo poi abbandonato a se stesso uno dei tanti ipogei presenti in questa zona, denominato “della via Minuncia”. L’ingresso, invaso da foglie di edera, è sbarrato da una rete di un letto incastrata tra i rami di un albero...
...l’ambiente sotterraneo è invaso da tronchi e massi che non ci permettono di avanzare verso i numerosi vani della “grotta” scavata intorno all’anno mille d.C
...l’ambiente sotterraneo è invaso da tronchi e massi che non ci permettono di avanzare verso i numerosi vani della “grotta” scavata intorno all’anno mille d.C
E’ arrivato ora il momento di dirigerci verso lo stadio, lì dove di fronte ai parcheggi della tribuna est troviamo il primo degli storici edifici abbandonati presenti in zona: è la masseria Alberotanza
E’ arrivato ora il momento di dirigerci verso lo stadio, lì dove di fronte ai parcheggi della tribuna est troviamo il primo degli storici edifici abbandonati presenti in zona: è la masseria Alberotanza
Si tratta di una struttura caratterizzata da una torre di tre piani realizzata agli inizi del XVIII secolo su una precedente costruzione del 200
Si tratta di una struttura caratterizzata da una torre di tre piani realizzata agli inizi del XVIII secolo su una precedente costruzione del 200
Gli unici due ingressi sono murati e il giardino è invaso dalla vegetazione cresciuta praticamente ovunque...
Gli unici due ingressi sono murati e il giardino è invaso dalla vegetazione cresciuta praticamente ovunque...
...anche davanti all’entrata di un ipogeo scavato nel tufo
...anche davanti all’entrata di un ipogeo scavato nel tufo
Di fronte alla masseria si trova una delle tante sedie che è facile trovare attorno allo stadio: postazioni di prostitute che aspettano qui i loro clienti
Di fronte alla masseria si trova una delle tante sedie che è facile trovare attorno allo stadio: postazioni di prostitute che aspettano qui i loro clienti
...accanto alla sedia un paio di scarpe lasciate per strada...
...accanto alla sedia un paio di scarpe lasciate per strada...
...e un preservativo usato, giallo. Ad ogni ragazza viene infatti “assegnato” un numero di profilattici di un certo colore, in maniera che a fine giornata i “protettori” possano controllare se i conti tornano
...e un preservativo usato, giallo. Ad ogni ragazza viene infatti “assegnato” un numero di profilattici di un certo colore, in maniera che a fine giornata i “protettori” possano controllare se i conti tornano
Imbocchiamo ora via Floriano Ludwig, strada che costeggia i parcheggi della tribuna est e ci fermiamo per un attimo a osservare le condizioni dello stadio disegnato da Renzo Piano, con i tanti petali in teflon letteralmente volati via nel corso degli anni
Imbocchiamo ora via Floriano Ludwig, strada che costeggia i parcheggi della tribuna est e ci fermiamo per un attimo a osservare le condizioni dello stadio disegnato da Renzo Piano, con i tanti petali in teflon letteralmente volati via nel corso degli anni
Arriviamo così a una seconda rotatoria che si trova in prossimità dei parcheggi della curva sud e sulla quale si affaccia un casolare abbandonato all’interno del quale la sporcizia regna sovrana...
Arriviamo così a una seconda rotatoria che si trova in prossimità dei parcheggi della curva sud e sulla quale si affaccia un casolare abbandonato all’interno del quale la sporcizia regna sovrana...
...in una stanza troviamo addirittura dei divani, probabilmente usati per più “comodi” rapporti sessuali
...in una stanza troviamo addirittura dei divani, probabilmente usati per più “comodi” rapporti sessuali
Da qui imbocchiamo strada Rurale Tresca. Dopo 400 metri ecco stagliarsi sulla destra il monumentale arco in pietra che segna l’ingresso di quella che è senza dubbio la masseria abbandonata più sontuosa di tutta la città: Villa Lamberti
Da qui imbocchiamo strada Rurale Tresca. Dopo 400 metri ecco stagliarsi sulla destra il monumentale arco in pietra che segna l’ingresso di quella che è senza dubbio la masseria abbandonata più sontuosa di tutta la città: Villa Lamberti
Si tratta di una grande costruzione fortificata settecentesca, caratterizzata da quattro garitte pensili, una scala a doppia rampa...
Si tratta di una grande costruzione fortificata settecentesca, caratterizzata da quattro garitte pensili, una scala a doppia rampa...
...e una chiesetta dedicata a San Michele Arcangelo
...e una chiesetta dedicata a San Michele Arcangelo
L’interno, invaso da pietre e calcinacci...
L’interno, invaso da pietre e calcinacci...
...regala la visione dell’indimenticabile cappella. La chiesa è infatti è caratterizzata da un tripudio di stucchi, bassorilievi, archi a tutto sesto...
...regala la visione dell’indimenticabile cappella. La chiesa è infatti è caratterizzata da un tripudio di stucchi, bassorilievi, archi a tutto sesto...
...e da una particolare cupola ribassata che lascia immaginare quale fosse il suo splendore originale
...e da una particolare cupola ribassata che lascia immaginare quale fosse il suo splendore originale
Ritorniamo ora indietro su strada rurale Tresca fino ad arrivare all’incrocio con via Bitritto, lì dove si apre una vasta area di parcheggio per le auto, dove tra l’erba alta e dorata spicca un pagliaio, antica costruzione usata dai contadini per riporre gli attrezzi
Ritorniamo ora indietro su strada rurale Tresca fino ad arrivare all’incrocio con via Bitritto, lì dove si apre una vasta area di parcheggio per le auto, dove tra l’erba alta e dorata spicca un pagliaio, antica costruzione usata dai contadini per riporre gli attrezzi
E’ arrivato ora il momento di circumnavigare lo stadio per arrivare all’altezza dei parcheggi della curva nord, nel punto in cui si trova l’antistadio. Superiamo il campo di allenamento del Bari calcio procedendo su via Torrebella fino a incontrare sulla destra un cancello arrugginito e malmesso posto tra due colonne. E’ l’ingresso della masseria Torrebella, le cui prime notizie risalgono al 300...
E’ arrivato ora il momento di circumnavigare lo stadio per arrivare all’altezza dei parcheggi della curva nord, nel punto in cui si trova l’antistadio. Superiamo il campo di allenamento del Bari calcio procedendo su via Torrebella fino a incontrare sulla destra un cancello arrugginito e malmesso posto tra due colonne. E’ l’ingresso della masseria Torrebella, le cui prime notizie risalgono al 300...
...oggi appare come una grande casa di campagna di due piani con le finestre protette da inferriate. Questa masseria abbandonata circondata dall’erba alta nasconderebbe anche un ipogeo
...oggi appare come una grande casa di campagna di due piani con le finestre protette da inferriate. Questa masseria abbandonata circondata dall’erba alta nasconderebbe anche un ipogeo
Riprendiamo l’auto per proseguire sulla provinciale 110 in direzione Modugno e prendere lo svincolo che ci porta sulla provinciale 236 per Bitritto. Dopo 300 metri ecco apparire sulla destra, in prossimità di un’uscita per lo stadio, un edificio rossastro circondato da alti muri: è Villa Starita...
Riprendiamo l’auto per proseguire sulla provinciale 110 in direzione Modugno e prendere lo svincolo che ci porta sulla provinciale 236 per Bitritto. Dopo 300 metri ecco apparire sulla destra, in prossimità di un’uscita per lo stadio, un edificio rossastro circondato da alti muri: è Villa Starita...
...si tratta delle dimora ottocentesca che dal 1960 fino agli anni 80 è stata la sede del più antico circolo ippico pugliese. Anch’essa inutilizzata, reca ancora la scritta “Scuola barese di equitazione Generale Starita”
...si tratta delle dimora ottocentesca che dal 1960 fino agli anni 80 è stata la sede del più antico circolo ippico pugliese. Anch’essa inutilizzata, reca ancora la scritta “Scuola barese di equitazione Generale Starita”
Riprendiamo la provinciale e dopo cinquecento metri usciamo a Parco Adria, per poi imboccare la piccola “strada detta delle Monache”, che ci porta praticamente in campagna. Ci facciamo largo tra la vegetazione fino a incontrare due costruzioni “fantasma” senza tetto, porte e finestre, circondate da alti alberi di pino
Riprendiamo la provinciale e dopo cinquecento metri usciamo a Parco Adria, per poi imboccare la piccola “strada detta delle Monache”, che ci porta praticamente in campagna. Ci facciamo largo tra la vegetazione fino a incontrare due costruzioni “fantasma” senza tetto, porte e finestre, circondate da alti alberi di pino
Dobbiamo procedere ancora a piedi per qualche centinaio di metri per arrivare finalmente davanti all’ultima tappa del tour. È masseria La Monaca: una struttura del XIII secolo che prende il nome dalla vicina omonima lama
Dobbiamo procedere ancora a piedi per qualche centinaio di metri per arrivare finalmente davanti all’ultima tappa del tour. È masseria La Monaca: una struttura del XIII secolo che prende il nome dalla vicina omonima lama
Circondata da enormi distese di campi, alcuni dei quali colorati dal verde intenso degli ulivi..(foto di Francesco Cocco-fkdrone)
Circondata da enormi distese di campi, alcuni dei quali colorati dal verde intenso degli ulivi..(foto di Francesco Cocco-fkdrone)
...è caratterizzata da un’alta torre che si erge al centro di una costruzione a pianta rettangolare
...è caratterizzata da un’alta torre che si erge al centro di una costruzione a pianta rettangolare
Accediamo al giardino invaso dalla vegetazione e attraverso delle scale esterne in gran parte crollate ci avventuriamo all’interno
Accediamo al giardino invaso dalla vegetazione e attraverso delle scale esterne in gran parte crollate ci avventuriamo all’interno
Qui troviamo stanze buie ricoperte da scritte di ogni genere...
Qui troviamo stanze buie ricoperte da scritte di ogni genere...
...anche se alzando lo sguardo riusciamo ancora ad ammirare ciò che resta della volta a botte del soffitto
...anche se alzando lo sguardo riusciamo ancora ad ammirare ciò che resta della volta a botte del soffitto
Siamo così arrivati alla fine del nostro viaggio, ma prima di andare via ci affacciamo a una delle finestre che ornano la masseria: di fronte a noi si staglia l’inconfondibile e onnipresente sagoma del San Nicola, quell’”astronave” atterrata in un deserto di storia e cultura
Siamo così arrivati alla fine del nostro viaggio, ma prima di andare via ci affacciamo a una delle finestre che ornano la masseria: di fronte a noi si staglia l’inconfondibile e onnipresente sagoma del San Nicola, quell’”astronave” atterrata in un deserto di storia e cultura