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Bari, le dimenticate reliquie di San Sabino

Bari 20 foto 27 September 2021

La Cattedrale di Bari è dedicata ufficialmente a Santa Maria dell’Assunta, ma è conosciuta da tutti come “Cattedrale di San Sabino”. Il motivo? Nella sua cripta si nascondono da più di mille anni le reliquie del primo patrono della città. Solo che in pochi lo sanno. Un tempo veneratissimo, il vescovo di Canosa ha infatti perso la sua fama nel corso  del tempo, soppiantato dal più “internazionale” San Nicola, diventato unico e solo patrono del capoluogo pugliese nel 1961. In più c’è da considerare che per motivi religiosi le sue ossa non possono essere visibili al pubblico. Il risultato è che queste preziose spoglie giacciono nascoste e dimenticate dentro un altare, prive della devozione dei fedeli. Noi però abbiamo avuto il privilegio di poterle vedere e fotografare, riscoprendo un luogo avvolto dalla sacralità. E questo è il nostro racconto (foto di Christian Lisco)

20 fotografie
Il nostro viaggio inizia in piazza dell’Odegitria, dove si staglia la duecentesca facciata della Cattedrale...
Il nostro viaggio inizia in piazza dell’Odegitria, dove si staglia la duecentesca facciata della Cattedrale...
...la cui linearità romanica è spezzata da un gruppo di statue barocche che rappresentano la Madonna affiancata da due figure dalla lunga barba
...la cui linearità romanica è spezzata da un gruppo di statue barocche che rappresentano la Madonna affiancata da due figure dalla lunga barba
Si tratta di San Nicola...
Si tratta di San Nicola...
...e di San Sabino, poste lì quasi a voler ricordare a tutti il loro secolare “antagonismo”
...e di San Sabino, poste lì quasi a voler ricordare a tutti il loro secolare “antagonismo”
Varcando il portale del tempio ci ritroviamo avvolti dall’incenso...
Varcando il portale del tempio ci ritroviamo avvolti dall’incenso...
...e dalla luce calda che filtra dall’enorme rosone
...e dalla luce calda che filtra dall’enorme rosone
Notiamo poi sulla sinistra un quadro dai colori vivaci, che raffigura un uomo barbuto simile a quello della statua. «In effetti è San Sabino – sottolinea il 45enne Don Michele, viceparroco della chiesa -: il dipinto è uno dei pochi indizi che lasciano presagire che qui siano presenti le sue reliquie»
Notiamo poi sulla sinistra un quadro dai colori vivaci, che raffigura un uomo barbuto simile a quello della statua. «In effetti è San Sabino – sottolinea il 45enne Don Michele, viceparroco della chiesa -: il dipinto è uno dei pochi indizi che lasciano presagire che qui siano presenti le sue reliquie»
Ci dirigiamo così nella cripta per ammirare le spoglie di San Sabino. Scendiamo una scalinata in marmo...
Ci dirigiamo così nella cripta per ammirare le spoglie di San Sabino. Scendiamo una scalinata in marmo...
...per ritrovarci in uno sfarzoso ambiente ricco di stucchi dorati e decorazioni sinuose
...per ritrovarci in uno sfarzoso ambiente ricco di stucchi dorati e decorazioni sinuose
Don Michele ci guida davanti all’altare, dominato non però dall’immagine di San Sabino, ma da un quadro della Madonna dell’Odegitria
Don Michele ci guida davanti all’altare, dominato non però dall’immagine di San Sabino, ma da un quadro della Madonna dell’Odegitria
La cattedra, dietro la quale si celano i sacri resti, è delimitata da una balaustra in legno chiusa da un cancelletto che non permette l’accesso al presbiterio
La cattedra, dietro la quale si celano i sacri resti, è delimitata da una balaustra in legno chiusa da un cancelletto che non permette l’accesso al presbiterio
Noi però abbiamo il permesso di varcare il passaggio, che ci viene aperto da Don Michele
Noi però abbiamo il permesso di varcare il passaggio, che ci viene aperto da Don Michele
Possiamo quindi ammirare il retro dell’altare composto da marmo bianco su cui si staglia un quadro raffigurante sempre la Madonna dell’Odegitria
Possiamo quindi ammirare il retro dell’altare composto da marmo bianco su cui si staglia un quadro raffigurante sempre la Madonna dell’Odegitria
Il nostro guardo è però catturato dalla forte luce che proviene da una vetrinetta posta sotto il dipinto
Il nostro guardo è però catturato dalla forte luce che proviene da una vetrinetta posta sotto il dipinto
E scorgendo oltre il vetro, all’interno di una nicchia interna alla cattedra, possiamo finalmente ammirare i piccoli frammenti ossei appartenenti al dito del santo
E scorgendo oltre il vetro, all’interno di una nicchia interna alla cattedra, possiamo finalmente ammirare i piccoli frammenti ossei appartenenti al dito del santo
Sono accolti in un settecentesco reliquiario d’oro dalla forma tondeggiante...
Sono accolti in un settecentesco reliquiario d’oro dalla forma tondeggiante...
...intarsiato con raffinati fiori a raggiera
...intarsiato con raffinati fiori a raggiera
Ai lati della teca troviamo anche due lapidi in pietra incise con scritte in latino, che ricordano la storia millenaria di questo prezioso reperto
Ai lati della teca troviamo anche due lapidi in pietra incise con scritte in latino, che ricordano la storia millenaria di questo prezioso reperto
Sulla sinistra c’è quella che evoca il momento della consacrazione dell’altare a San Sabino, voluta dal vescovo Giovanni nel 1156
Sulla sinistra c’è quella che evoca il momento della consacrazione dell’altare a San Sabino, voluta dal vescovo Giovanni nel 1156
Sulla destra invece si narra di quando Angelario da Canosa portò le ossa a Bari
Sulla destra invece si narra di quando Angelario da Canosa portò le ossa a Bari