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Bari, le bellezze nascoste dell'Ateneo

Bari 20 foto 15 March 2017

È frequentato ogni giorno da migliaia di studenti ma la maggior parte di loro ne ignora il valore storico e artistico, anche perchè i suoi angoli più affascinanti sono spesso chiusi al pubblico. Parliamo del Palazzo Ateneo di Bari, l'imponente sede dell'Università cittadina eretta a partire dal 1868 su progetto di Giovanni Castelli, architetto napoletano che si ispirò per l'occasione a uno stile classico di matrice eclettica (foto di Ilaria Palumbo)

20 fotografie
Giungiamo di fronte all'ingresso principale dell'Ateneo, posizionato in piazza Umberto. La monumentale costruzione, a pianta rettangolare, si presenta con una facciata di un delicato color crema e si articola su tre livelli
Giungiamo di fronte all'ingresso principale dell'Ateneo, posizionato in piazza Umberto. La monumentale costruzione, a pianta rettangolare, si presenta con una facciata di un delicato color crema e si articola su tre livelli
Il piano terra è rivestito da un bugnato levigato, mentre l'entrata presenta tre cancellate in ferro ad arco a tutto sesto, incorniciate da quattro colonne ioniche che sostengono l'elegante balcone del primo piano
Il piano terra è rivestito da un bugnato levigato, mentre l'entrata presenta tre cancellate in ferro ad arco a tutto sesto, incorniciate da quattro colonne ioniche che sostengono l'elegante balcone del primo piano
La scritta latina Vniversità degli stvdi Aldo Moro campeggia sotto il secondo piano, a sua volta sormontato da una torretta che ospita un orologio da torre e delle piccole campane
La scritta latina Vniversità degli stvdi Aldo Moro campeggia sotto il secondo piano, a sua volta sormontato da una torretta che ospita un orologio da torre e delle piccole campane
Varchiamo l'accesso e superiamo un androne semibuio, ritrovandoci così in un arioso cortile porticato su cui fanno capolino le numerose finestre dei piani superiori: sembra di essere in un convento
Varchiamo l'accesso e superiamo un androne semibuio, ritrovandoci così in un arioso cortile porticato su cui fanno capolino le numerose finestre dei piani superiori: sembra di essere in un convento
Disposte simmetricamente come i fuochi di un'ellisse, spiccano all'interno del cortile due palme, piantate su altrettante aiuole che nel mese di maggio si colorano di rosso grazie alla fioritura delle rose
Disposte simmetricamente come i fuochi di un'ellisse, spiccano all'interno del cortile due palme, piantate su altrettante aiuole che nel mese di maggio si colorano di rosso grazie alla fioritura delle rose
Nell'Ateneo ci sono quattro cortili, tutti più o meno ingentiliti da piante, fontanelle e panchine di pietra occupate dagli studenti in pausa pranzo
Nell'Ateneo ci sono quattro cortili, tutti più o meno ingentiliti da piante, fontanelle e panchine di pietra occupate dagli studenti in pausa pranzo
Proseguiamo dritto verso il corridoio centrale e notiamo l'ingresso della Cappella universitaria. Si tratta di un ambiente dall'atmosfera intima dotato di tutte le caratteristiche tipiche di una chiesetta, con una grande tela collocata dietro l'altare che raffigura la Vergine incoronata assieme ad alcuni angeli
Proseguiamo dritto verso il corridoio centrale e notiamo l'ingresso della Cappella universitaria. Si tratta di un ambiente dall'atmosfera intima dotato di tutte le caratteristiche tipiche di una chiesetta, con una grande tela collocata dietro l'altare che raffigura la Vergine incoronata assieme ad alcuni angeli
Usciamo dal luogo di culto per raggiungere finalmente il chiassoso corridoio. Imbocchiamo il cosiddetto Scalone d'onore, una scala in marmo bianco che conduce al primo piano dell'ala est dell'edificio
Usciamo dal luogo di culto per raggiungere finalmente il chiassoso corridoio. Imbocchiamo il cosiddetto Scalone d'onore, una scala in marmo bianco che conduce al primo piano dell'ala est dell'edificio
Percorriamo la scala lentamente con l'impressione di entrare "in un altro mondo": il silenzio sostituisce il vocio del viavai sottostante mentre ammiriamo le estese pareti che ci circondano, affrescate con cartigli e festoni dai colori essenzialmente beige e celeste
Percorriamo la scala lentamente con l'impressione di entrare "in un altro mondo": il silenzio sostituisce il vocio del viavai sottostante mentre ammiriamo le estese pareti che ci circondano, affrescate con cartigli e festoni dai colori essenzialmente beige e celeste
I gradini terminano sotto tre sinuosi archi che danno vita anche a due balconcini laterali neoclassici
I gradini terminano sotto tre sinuosi archi che danno vita anche a due balconcini laterali neoclassici
Il Salone degli Affreschi, adibito a museo archeologico nel 1890 e usato dal 2003 anche come sala conferenze
Il Salone degli Affreschi, adibito a museo archeologico nel 1890 e usato dal 2003 anche come sala conferenze
Il lungo stanzone è da esplorare col naso all'insù: l'intero soffitto è infatti ornato dalla mano di Casanova con bizzarre grottesche e forme geometriche dai colori piuttosto accesi
Il lungo stanzone è da esplorare col naso all'insù: l'intero soffitto è infatti ornato dalla mano di Casanova con bizzarre grottesche e forme geometriche dai colori piuttosto accesi
Gli affreschi dominano anche la volta di una graziosa camera attigua, abbellita da aquile, tempietti e motivi vegetali che accerchiano un solitario angioletto rosa pallido
Gli affreschi dominano anche la volta di una graziosa camera attigua, abbellita da aquile, tempietti e motivi vegetali che accerchiano un solitario angioletto rosa pallido
Il Salone Dorato: qui non troviamo affreschi, ma lo sfarzo è quello di una residenza nobiliare: in particolare il leitmotiv è costituito dal dorato che riveste i raffinati divanetti e persino la carta da parati
Il Salone Dorato: qui non troviamo affreschi, ma lo sfarzo è quello di una residenza nobiliare: in particolare il leitmotiv è costituito dal dorato che riveste i raffinati divanetti e persino la carta da parati
Un tempo dedicato al Duce, consiste in uno spazio illuminato da due sontuosi lampadari di cristallo che sovrastano un grande tavolo di legno centrale
Un tempo dedicato al Duce, consiste in uno spazio illuminato da due sontuosi lampadari di cristallo che sovrastano un grande tavolo di legno centrale
Uno dei lampadari riflesso in uno specchio anch'esso dorato
Uno dei lampadari riflesso in uno specchio anch'esso dorato
L'Aula Magna intitolata all'ex rettore Aldo Cossu. È un locale angusto, illuminato a malapena da alcuni lampadari laterali e contraddistinto dall'onnipresenza del legno: lo si trova sulle pareti, sull'abside e persino nelle tante sedie intagliate dislocate a centro sala
L'Aula Magna intitolata all'ex rettore Aldo Cossu. È un locale angusto, illuminato a malapena da alcuni lampadari laterali e contraddistinto dall'onnipresenza del legno: lo si trova sulle pareti, sull'abside e persino nelle tante sedie intagliate dislocate a centro sala
Siamo avvolti da un tripudio di colori e immagini: sembra quasi di essere all’interno di una chiesa rinascimentale. Ancora una volta sono gli affreschi a monopolizzare il soffitto. Realizzati dai fratelli veneziani Mario e Guido Prayer, rappresentano spesso puttini e fanciulle sensuali su sfondo chiaro
Siamo avvolti da un tripudio di colori e immagini: sembra quasi di essere all’interno di una chiesa rinascimentale. Ancora una volta sono gli affreschi a monopolizzare il soffitto. Realizzati dai fratelli veneziani Mario e Guido Prayer, rappresentano spesso puttini e fanciulle sensuali su sfondo chiaro
Fra le immagini più significative osserviamo sulla calotta absidale le figure di Morgagni, Galilei, Leonardo, Dante, D'Aquino e Vico raccolte attorno a un melograno
Fra le immagini più significative osserviamo sulla calotta absidale le figure di Morgagni, Galilei, Leonardo, Dante, D'Aquino e Vico raccolte attorno a un melograno
Sulla parete opposta è invece evidente il volto di una donna con sotto la scritta "Libertas", disegno effettuato per coprire un dipinto preesistente di Benito Mussolini
Sulla parete opposta è invece evidente il volto di una donna con sotto la scritta "Libertas", disegno effettuato per coprire un dipinto preesistente di Benito Mussolini