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Bari, le antiche ville liberty scomparse

Bari 19 foto 19 September 2021

A Bari la perenne assenza di vincoli paesaggistici e piani urbanistici generali ha consentito, soprattutto a partire dal Dopoguerra, di annientare migliaia di immobili d’epoca e di cambiare per sempre volto a interi quartieri come il Murattiano. E tra palazzi (come quello della Gazzetta), gruppi di abitazioni (i Villini Postelegrafonici) e alberghi diurni, sotto le ruspe ci sono finite anche splendide ville liberty. Parlamo di edifici di pregio fatti costruire dalla borghesia tra l’Ottocento e il Novecento che arricchivano un tempo le antiche contrade cittadine. Dimore fatte fuori dalla fame edilizia che portò alla cancellazione della campagna e alla nascita di nuovi rioni. Certo, alcune di loro si sono salvate (tra le più prestigiose Villa Lucia, Villa Anna, Villa Lucae, Villa Bonomo, Villa Luisa), ma tante altre sono andate incontro a un triste destino. Siamo quindi tornati indietro con la memoria alla ricerca di queste residenze scomparse, di cui ormai non resta che qualche rara immagine in bianco e nero

19 fotografie
Partiamo da via Amendola, arteria del quartiere San Pasquale sulla quale sopravvivono ancora grandiose dimore. Ma una delle più eleganti e particolari non esiste più: si trattava di Villa Labriola, abbattuta per far posto all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII
Partiamo da via Amendola, arteria del quartiere San Pasquale sulla quale sopravvivono ancora grandiose dimore. Ma una delle più eleganti e particolari non esiste più: si trattava di Villa Labriola, abbattuta per far posto all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII
Il nostro viaggio nella memoria di queste storiche abitazioni parte da via Amendola, una delle arterie cittadine ancora ricca di grandiose ed eleganti abitazioni. Al civico 207, dove oggi sorge l’ospedale pediatrico Giovanni XXIII, fino agli anni 70 era possibile ammirare la stupenda villa Labriola. Quest’ultima fu edificata nel 1898 per volere del notaio Pietrantonio Labriola
Il nostro viaggio nella memoria di queste storiche abitazioni parte da via Amendola, una delle arterie cittadine ancora ricca di grandiose ed eleganti abitazioni. Al civico 207, dove oggi sorge l’ospedale pediatrico Giovanni XXIII, fino agli anni 70 era possibile ammirare la stupenda villa Labriola. Quest’ultima fu edificata nel 1898 per volere del notaio Pietrantonio Labriola
Il piano nobile era scandito da una serie di finestre con fini architravi, oltre ai quali correva una continua serie di archetti sui quali si ergevano timpani in pietra impreziositi da fregi e decori. Completava la struttura un grazioso torrino laterale che conduceva al terrazzo (foto di Carlo Longo de Bellis)
Il piano nobile era scandito da una serie di finestre con fini architravi, oltre ai quali correva una continua serie di archetti sui quali si ergevano timpani in pietra impreziositi da fregi e decori. Completava la struttura un grazioso torrino laterale che conduceva al terrazzo (foto di Carlo Longo de Bellis)
In alcune foto scattate negli anni 40 è possibile ammirare i proprietari assieme alla servitù sulle monumentali scale (foto di Carlo Longo de Bellis)
In alcune foto scattate negli anni 40 è possibile ammirare i proprietari assieme alla servitù sulle monumentali scale (foto di Carlo Longo de Bellis)
Nel quadrilatero compreso tra le attuali viale Einaudi, via Fanelli, via Palmieri e via Pavoncelli, si trovava invece la grande Villa Re David
Nel quadrilatero compreso tra le attuali viale Einaudi, via Fanelli, via Palmieri e via Pavoncelli, si trovava invece la grande Villa Re David
Un edificio di cui sono rimasti il muro perimetrale in pietra e il cancello di ingresso racchiuso da due colonne...
Un edificio di cui sono rimasti il muro perimetrale in pietra e il cancello di ingresso racchiuso da due colonne...
...sovrastate da due statue di elefanti
...sovrastate da due statue di elefanti
Al suo posto sorge da cinquant’anni un complesso residenziale. Della dimora non è stata conservata nemmeno una fotografia, anche se in suo ricordo è stato lasciato nel giardino del condominio un piccolo gazebo a cupola in pietra che ne arricchiva l’esterno
Al suo posto sorge da cinquant’anni un complesso residenziale. Della dimora non è stata conservata nemmeno una fotografia, anche se in suo ricordo è stato lasciato nel giardino del condominio un piccolo gazebo a cupola in pietra che ne arricchiva l’esterno
Su via Giulio Petroni si stagliava invece il Villino Laterza, di proprietà degli storici editori baresi. Situato ad angolo dell’odierna via Cancello Rotto, fu costruito nel 1910 su progetto del celebre architetto Cesare Augusto Corradini
Su via Giulio Petroni si stagliava invece il Villino Laterza, di proprietà degli storici editori baresi. Situato ad angolo dell’odierna via Cancello Rotto, fu costruito nel 1910 su progetto del celebre architetto Cesare Augusto Corradini
Immerso in un vasto giardino, era composto da tre piani, di cui uno mansardato, contraddistinti da una serie di finestrelle ad arco, una merlatura pensile marcapiano ed eleganti balaustre in pietra. Di particolare pregio il torrino ottagonale posteriore il quale, dominando l’intero edificio, culminava con un piccolo terrazzino coperto da una struttura a cupola sorretta da fini colonne
Immerso in un vasto giardino, era composto da tre piani, di cui uno mansardato, contraddistinti da una serie di finestrelle ad arco, una merlatura pensile marcapiano ed eleganti balaustre in pietra. Di particolare pregio il torrino ottagonale posteriore il quale, dominando l’intero edificio, culminava con un piccolo terrazzino coperto da una struttura a cupola sorretta da fini colonne
La residenza tra gli anni 30 e 40 del 900, grazie ai suoi proprietari  Giovanni ed Angela Laterza, divenne un vero e proprio cenacolo culturale che ospitò intellettuali e studiosi molti dei quali protagonisti delle fasi di liberazione dall'Italia fascista. Tra questi Benedetto Croce, Tommaso Fiore, Fabrizio Canfora, Michele Cifarielli e Giuseppe Bartolo
La residenza tra gli anni 30 e 40 del 900, grazie ai suoi proprietari Giovanni ed Angela Laterza, divenne un vero e proprio cenacolo culturale che ospitò intellettuali e studiosi molti dei quali protagonisti delle fasi di liberazione dall'Italia fascista. Tra questi Benedetto Croce, Tommaso Fiore, Fabrizio Canfora, Michele Cifarielli e Giuseppe Bartolo
Sull’attuale corso Benedetto Croce, di fronte alla Chiesa Russa, faceva sfoggio di sè la graziosa Villa Santina, “uccisa” in epoca più recente: nel 1995. L’immobile, un tempo coperto da verdeggianti arbusti, si alzava dal livello stradale soltanto di un piano, raggiungibile attraverso una piccola scalinata che portava a un ballatoio delimitato da tante colonnine in pietra (foto di Mariano Argentieri)
Sull’attuale corso Benedetto Croce, di fronte alla Chiesa Russa, faceva sfoggio di sè la graziosa Villa Santina, “uccisa” in epoca più recente: nel 1995. L’immobile, un tempo coperto da verdeggianti arbusti, si alzava dal livello stradale soltanto di un piano, raggiungibile attraverso una piccola scalinata che portava a un ballatoio delimitato da tante colonnine in pietra (foto di Mariano Argentieri)
La facciata color ocra presentava invece una ricca varietà di decori a partire dalle lesene che impreziosivano sia le finestre che la porta di accesso. Più in alto una magnifica cornice con fregi vegetali e floreali lasciava spazio a un timpano, sul quale spiccava il nome della proprietà e che chiudeva in alto il prospetto (foto di Mariano Argentieri)
La facciata color ocra presentava invece una ricca varietà di decori a partire dalle lesene che impreziosivano sia le finestre che la porta di accesso. Più in alto una magnifica cornice con fregi vegetali e floreali lasciava spazio a un timpano, sul quale spiccava il nome della proprietà e che chiudeva in alto il prospetto (foto di Mariano Argentieri)
All’interno invece il soffitto e parte delle mura del salone principale erano interamente affrescati dai dipinti del noto pittore barese Antonio Lanave. La spettacolare volta raffigurava un cielo azzurro attorno al quale erano rappresentate angeli, piccoli cherubini e altri personaggi in un’atmosfera classica con fiori ed eleganti decori
All’interno invece il soffitto e parte delle mura del salone principale erano interamente affrescati dai dipinti del noto pittore barese Antonio Lanave. La spettacolare volta raffigurava un cielo azzurro attorno al quale erano rappresentate angeli, piccoli cherubini e altri personaggi in un’atmosfera classica con fiori ed eleganti decori
Il nostro viaggio a ritroso nel tempo si conclude nel quartiere San Cataldo, che a inizio secolo vantava un gran numero di residenze borghesi, ora quasi del tutto scomparse
Il nostro viaggio a ritroso nel tempo si conclude nel quartiere San Cataldo, che a inizio secolo vantava un gran numero di residenze borghesi, ora quasi del tutto scomparse
Una di queste era Villa Aurora, costruita nei primi anni del 900 dal conte altamurano Vincenzo Sabini. La raffinata abitazione affacciava direttamente sul mare...
Una di queste era Villa Aurora, costruita nei primi anni del 900 dal conte altamurano Vincenzo Sabini. La raffinata abitazione affacciava direttamente sul mare...
...mentre alle spalle guardava le antenne fatte innalzare da Guglielmo Marconi nel 1904 per il suo celebre esperimento di trasmissione radiofonica tra Bari e Bar
...mentre alle spalle guardava le antenne fatte innalzare da Guglielmo Marconi nel 1904 per il suo celebre esperimento di trasmissione radiofonica tra Bari e Bar
Era anticipata da due graziose dépandance con fini merlature che portavano alla struttura principale su due livelli, con un grazioso torrino centrale sul terrazzo. Numerosi pregevoli particolari la contraddistinguevano, tra cui la grande scalinata che conduceva all’ingresso e la tettoia in ferro che la circondava interamente. Al centro della facciata dominava infine il sontuoso timpano col nome della villa sovrastato da un elegante ornamento a conchiglia
Era anticipata da due graziose dépandance con fini merlature che portavano alla struttura principale su due livelli, con un grazioso torrino centrale sul terrazzo. Numerosi pregevoli particolari la contraddistinguevano, tra cui la grande scalinata che conduceva all’ingresso e la tettoia in ferro che la circondava interamente. Al centro della facciata dominava infine il sontuoso timpano col nome della villa sovrastato da un elegante ornamento a conchiglia
Il finale già lo conosciamo. L’Aurora fu demolita agli inizi degli anni 50 per far posto all’ospedale Cto, andando così ad “arricchire” la lunga lista degli edifici liberty cancellati da una cieca furia edilizia
Il finale già lo conosciamo. L’Aurora fu demolita agli inizi degli anni 50 per far posto all’ospedale Cto, andando così ad “arricchire” la lunga lista degli edifici liberty cancellati da una cieca furia edilizia