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Bari, la zona di San marcello

Bari 20 foto 27 October 2017

Un quartiere nel quartiere, nato negli 50 e caratterizzato per il fatto di ospitare alcuni dei punti di riferimento più “famosi” di Bari. Parliamo di San Marcello, zona del rione San Pasquale compresa tra via Fanelli, via Omodeo, via Amendola e il Campus universitario. Un quadrilatero che da qualche mese è interessato da un Pirp (Piano integrato di riqualificazione delle periferie) che cambierà completamente il suo aspetto (foto di Gennaro Gargiulo)

20 fotografie
Il nostro punto di partenza è la parrocchia di San Marcello, che dà il nome alla zona. E’ una struttura in cemento dalla forma irregolare che si impone all’inizio di via Fanelli, in largo don Franco Ricci
Il nostro punto di partenza è la parrocchia di San Marcello, che dà il nome alla zona. E’ una struttura in cemento dalla forma irregolare che si impone all’inizio di via Fanelli, in largo don Franco Ricci
In questo punto è già possibile respirare aria di cambiamento: di fronte alla chiesa è stata infatti da poco realizzata una grande rotonda che ospita alcune palme...
In questo punto è già possibile respirare aria di cambiamento: di fronte alla chiesa è stata infatti da poco realizzata una grande rotonda che ospita alcune palme...
...mentre non esiste più il campetto da calcio che sorgeva accanto all’edificio religioso, da poco abbattuto per far spazio a un complesso residenziale
...mentre non esiste più il campetto da calcio che sorgeva accanto all’edificio religioso, da poco abbattuto per far spazio a un complesso residenziale
Proseguiamo per via Fanelli, per andare a incontrare sulla destra alcuni degli esercizi commerciali più antichi della zona...
Proseguiamo per via Fanelli, per andare a incontrare sulla destra alcuni degli esercizi commerciali più antichi della zona...
...tra questi una farmacia, un negozio di giocattoli e la pizzeria “Nonno Marcello” che conserva ancora la scritta retrò “tavola calda”
...tra questi una farmacia, un negozio di giocattoli e la pizzeria “Nonno Marcello” che conserva ancora la scritta retrò “tavola calda”
Di fronte a noi si erge l’alta antenna di Telebari, emittente locale attiva dal 1972...
Di fronte a noi si erge l’alta antenna di Telebari, emittente locale attiva dal 1972...
...mentre sulla sinistra si apre un grande campo abbandonato con un sentiero che conduce direttamente a una casa rossa...
...mentre sulla sinistra si apre un grande campo abbandonato con un sentiero che conduce direttamente a una casa rossa...
...è villa Giustiniani, la masseria più vicina al centro di Bari: si tratta di un edificio ottocentesco rimasto abbandonato per decenni e che nasconde al suo interno un ipogeo medievale
...è villa Giustiniani, la masseria più vicina al centro di Bari: si tratta di un edificio ottocentesco rimasto abbandonato per decenni e che nasconde al suo interno un ipogeo medievale
Eppure nonostante il degrado questo rimane uno degli angoli più inusuali di Bari: ciò che si rivela agli occhi è questo antico edificio inserito in un grande appezzamento di terreno ricoperto da alti arbusti selvatici e situato praticamente “in mezzo alla strada”, circondato da una serie di palazzi. Una specie di “giungla urbana”
Eppure nonostante il degrado questo rimane uno degli angoli più inusuali di Bari: ciò che si rivela agli occhi è questo antico edificio inserito in un grande appezzamento di terreno ricoperto da alti arbusti selvatici e situato praticamente “in mezzo alla strada”, circondato da una serie di palazzi. Una specie di “giungla urbana”
Prendiamo ora sulla sinistra via Omodeo: sotto un portico si trova un piccolo mercato comunale, dove è possibile comprare fiori, frutta, pesce e casalinghi. «Le nostre bancarelle sono presenti qui dagli anni 60», ci spiega il 73enne signor Gaetano detto “Nanuccio”, proprietario del negozio di frutta e verdura
Prendiamo ora sulla sinistra via Omodeo: sotto un portico si trova un piccolo mercato comunale, dove è possibile comprare fiori, frutta, pesce e casalinghi. «Le nostre bancarelle sono presenti qui dagli anni 60», ci spiega il 73enne signor Gaetano detto “Nanuccio”, proprietario del negozio di frutta e verdura
Il figlio Mario ci mostra nel frattempo una foto d’epoca con la vecchia bancarella ricolma di arance
Il figlio Mario ci mostra nel frattempo una foto d’epoca con la vecchia bancarella ricolma di arance
«Prima il mercato non esisteva: avevamo le bancarelle di fianco alla chiesa, che era molto più piccola e usavamo Villa Giustiniani come deposito», ci dice sempre Nanuccio
«Prima il mercato non esisteva: avevamo le bancarelle di fianco alla chiesa, che era molto più piccola e usavamo Villa Giustiniani come deposito», ci dice sempre Nanuccio
Salutiamo i due venditori e proseguiamo su via Omodeo, fino a incrociare sulla destra prima una delle poche storiche cape de fiirre (fontane di ferro) presenti ancora in città...
Salutiamo i due venditori e proseguiamo su via Omodeo, fino a incrociare sulla destra prima una delle poche storiche cape de fiirre (fontane di ferro) presenti ancora in città...
...e poi il piazzale Largo Lorusso, lì dove ogni giovedì...
...e poi il piazzale Largo Lorusso, lì dove ogni giovedì...
...si tiene un vivacissimo mercato di abbigliamento
...si tiene un vivacissimo mercato di abbigliamento
Sullo sfondo si erge l’alto ex Hotel Ambasciatori, oggi completamente coperto da materiale protettivo, perché oggetto di lavori di ristrutturazione
Sullo sfondo si erge l’alto ex Hotel Ambasciatori, oggi completamente coperto da materiale protettivo, perché oggetto di lavori di ristrutturazione
Con la piazza alle spalle attraversiamo ora via Omodeo e percorriamo via Salvemini, strada circondata da basse case popolari dai colori spenti...
Con la piazza alle spalle attraversiamo ora via Omodeo e percorriamo via Salvemini, strada circondata da basse case popolari dai colori spenti...
...le case popolari sono conosciute come “le palazzine”, rappresentano il nucleo più antico del rione e saranno oggetto di un profondo restyling
...le case popolari sono conosciute come “le palazzine”, rappresentano il nucleo più antico del rione e saranno oggetto di un profondo restyling
Su un marciapiede scorgiamo un gazebo con sedie e tavolini, punto di ritrovo per uomini e anziani del quartiere che spesso sfruttano lo spazio per giocare a carte
Su un marciapiede scorgiamo un gazebo con sedie e tavolini, punto di ritrovo per uomini e anziani del quartiere che spesso sfruttano lo spazio per giocare a carte
Via Salvemini sfocia su via Orabona, lì dove sorge l’entrata della grande zona dedicata al Politecnico e al Campus Universitario. Si tratta di un’area sulla quale si dal 1951 hanno cominciato a sorgere edifici dedicati alle varie facoltà, la prima delle quali fu quella di Agraria
Via Salvemini sfocia su via Orabona, lì dove sorge l’entrata della grande zona dedicata al Politecnico e al Campus Universitario. Si tratta di un’area sulla quale si dal 1951 hanno cominciato a sorgere edifici dedicati alle varie facoltà, la prima delle quali fu quella di Agraria