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Bari, la zona delle casermette

Bari 20 foto 6 March 2017

E’ una parte di Bari apparentemente anonima, percorsa quotidianamente da migliaia di auto che provengono o si dirigono in via Fanelli o verso la Statale 100. Insomma una zona di passaggio a cui raramente si presta attenzione. Eppure la “zona delle casermette” di Bari nasconde numerose particolarità: da alcune ville ottocentesche a una delle poche chiese rurali inglobate nel tessuto cittadino, da una lama nascosta tra i palazzi all’unico menhir ancora presente nel capoluogo pugliese. E naturalmente a dominare il tutto ci sono le tante caserme che sorgono qui da decenni. Particolarità dicevamo, ma anche abbandono, visto che tutti i siti di interesse citati sono in realtà dimenticati: lasciati a marcire praticamente per strada (Foto di Gennaro Gargiulo)  

20 fotografie
Il nostro punto di partenza è la piccola e rosa chiesetta rurale di San Pasquale, che si trova in via Fanelli quasi ad angolo con via Marin. La cappella fu costruita nel 1901
Il nostro punto di partenza è la piccola e rosa chiesetta rurale di San Pasquale, che si trova in via Fanelli quasi ad angolo con via Marin. La cappella fu costruita nel 1901
La chiesetta è sempre chiusa, così ci limitiamo ad osservarla da fuori nella sua bellezza purtroppo lacerata da due grossi “tagli” che rovinano il portone
La chiesetta è sempre chiusa, così ci limitiamo ad osservarla da fuori nella sua bellezza purtroppo lacerata da due grossi “tagli” che rovinano il portone
Proseguiamo su via Fanelli in direzione Valenzano: sulla sinistra una serie di villette, sulla destra costeggiamo invece il lungo muro perimetrale della Caserma Vitrani
Proseguiamo su via Fanelli in direzione Valenzano: sulla sinistra una serie di villette, sulla destra costeggiamo invece il lungo muro perimetrale della Caserma Vitrani
Siamo di fronte all’entrata caratterizzata da un cancello rosso scorrevole sul quale è stato raffigurato lo stemma con il pino verde della Brigata Pinerolo
Siamo di fronte all’entrata caratterizzata da un cancello rosso scorrevole sul quale è stato raffigurato lo stemma con il pino verde della Brigata Pinerolo
Attraversiamo a questo punto la via perché sul marciapiede opposto, nascosta dietro un albero di ulivo e sepolta da rifiuti e sterpaglie, troviamo una lastra. E’ un menhir, una grossa pietra grezza conficcata nel terreno risalente al periodo Neolitico. Si tratta dell’unico monolite sopravvissuto a Bari città che appare però spezzato, inclinato e danneggiato
Attraversiamo a questo punto la via perché sul marciapiede opposto, nascosta dietro un albero di ulivo e sepolta da rifiuti e sterpaglie, troviamo una lastra. E’ un menhir, una grossa pietra grezza conficcata nel terreno risalente al periodo Neolitico. Si tratta dell’unico monolite sopravvissuto a Bari città che appare però spezzato, inclinato e danneggiato
Alle spalle del menhir si trova una recinzione metallica che nasconde i resti dell’ottocentesca Villa Marilena. In realtà dell’edificio è rimasto solamente il nome scritto ai lati del cancello in ferro battuto ormai arrugginito
Alle spalle del menhir si trova una recinzione metallica che nasconde i resti dell’ottocentesca Villa Marilena. In realtà dell’edificio è rimasto solamente il nome scritto ai lati del cancello in ferro battuto ormai arrugginito
Scrutiamo al di là della cancellata e ciò che vediamo immersa nell’erba altissima è lo scheletro di una costruzione iniziata e mai finita. Anche se qualcosa sembra essere stato completato: un piccolissimo water coperto da una struttura aperta che giace isolato sul campo
Scrutiamo al di là della cancellata e ciò che vediamo immersa nell’erba altissima è lo scheletro di una costruzione iniziata e mai finita. Anche se qualcosa sembra essere stato completato: un piccolissimo water coperto da una struttura aperta che giace isolato sul campo
Riattraversiamo a questo punto la strada e imbocchiamo via Alberotanza, non senza prima aver alzato la testa e aver notato la torre di vedetta che controlla la zona dall’alto
Riattraversiamo a questo punto la strada e imbocchiamo via Alberotanza, non senza prima aver alzato la testa e aver notato la torre di vedetta che controlla la zona dall’alto
Sulla destra e sulla sinistra della strada siamo circondati da filo spinato e da cartelli che continuano a invitarci a fare attenzione
Sulla destra e sulla sinistra della strada siamo circondati da filo spinato e da cartelli che continuano a invitarci a fare attenzione
Sulla sinistra incrociamo l’ingresso dell'11° Battiglione Carabinieri Puglia
Sulla sinistra incrociamo l’ingresso dell'11° Battiglione Carabinieri Puglia
Le caserme dopo una curva lasciano però spazio alla campagna. In realtà sulla sinistra si trova un’area adibita a parcheggio per camper e a diverse attività commerciali
Le caserme dopo una curva lasciano però spazio alla campagna. In realtà sulla sinistra si trova un’area adibita a parcheggio per camper e a diverse attività commerciali
Sulla destra si apre un sentiero che decidiamo di intraprendere
Sulla destra si apre un sentiero che decidiamo di intraprendere
Alla fine della stradina ci ritroviamo nel pieno di una lama: si tratta di lama Valenzano, il letto di un antico torrente che partendo da Valenzano percorre questa zona e “sfocia” sul lungomare a sud di Bari. La lama è praticamente una discarica a cielo aperto:  sacchi della spazzatura, resti di mobili e rifiuti di altro genere rovinano la vegetazione e nascondono le viole che iniziano a fiorire qua e là
Alla fine della stradina ci ritroviamo nel pieno di una lama: si tratta di lama Valenzano, il letto di un antico torrente che partendo da Valenzano percorre questa zona e “sfocia” sul lungomare a sud di Bari. La lama è praticamente una discarica a cielo aperto: sacchi della spazzatura, resti di mobili e rifiuti di altro genere rovinano la vegetazione e nascondono le viole che iniziano a fiorire qua e là
Ritorniamo così su via Alberotanza dove troviamo una di fronte all'altra due caserme “fantasma”, collegate da un ponte pedonale grigio sopraelevato che domina la strada
Ritorniamo così su via Alberotanza dove troviamo una di fronte all'altra due caserme “fantasma”, collegate da un ponte pedonale grigio sopraelevato che domina la strada
Questa zona un tempo frequentata da tanti militari è infatti ora in stato di abbandono: qualche anno fa si era pensato di trasformare le caserme in polo della giustizia o in alloggi per i migranti e per i senzatetto, ma questo progetto non è andato in porto
Questa zona un tempo frequentata da tanti militari è infatti ora in stato di abbandono: qualche anno fa si era pensato di trasformare le caserme in polo della giustizia o in alloggi per i migranti e per i senzatetto, ma questo progetto non è andato in porto
Proviamo a bussare al campanello che troviamo sulla porta di ferro della Caserma Milano, quella che fiancheggia il sentiero e che ospitava fino al 2012 il VII Reggimento Bersaglieri trasferitosi poi ad Altamura. Non ci apre nessuno
Proviamo a bussare al campanello che troviamo sulla porta di ferro della Caserma Milano, quella che fiancheggia il sentiero e che ospitava fino al 2012 il VII Reggimento Bersaglieri trasferitosi poi ad Altamura. Non ci apre nessuno
Da una finestra protetta da inferriate notiamo però che sul davanzale interno qualcuno ha posto delle stelle di natale rosse: magari c’è chi continua ad “abitare” qui, forse un custode
Da una finestra protetta da inferriate notiamo però che sul davanzale interno qualcuno ha posto delle stelle di natale rosse: magari c’è chi continua ad “abitare” qui, forse un custode
Di fronte si trova invece la caserma Capozzi, anch’essa priva di vita. Siamo però scossi da un rumore molto forte: ci accorgiamo che l’alto e rosso cancello scorrevole dell’edificio è sganciato da un lato e il vento lo fa muovere
Di fronte si trova invece la caserma Capozzi, anch’essa priva di vita. Siamo però scossi da un rumore molto forte: ci accorgiamo che l’alto e rosso cancello scorrevole dell’edificio è sganciato da un lato e il vento lo fa muovere
La curiosità ci spinge a scrutare attraverso le fessure del cancello...
La curiosità ci spinge a scrutare attraverso le fessure del cancello...
...ciò che siamo costretti ad “ammirare” è un viale dominato da alberi spogli e ormai morti. Uno spettacolo spettrale
...ciò che siamo costretti ad “ammirare” è un viale dominato da alberi spogli e ormai morti. Uno spettacolo spettrale