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Bari, la zona del ponte Adriatico
Possiamo definirla la “zona del ponte Adriatico” o “del cimitero” ed è un’area di Bari caratterizzata da un evidente contrasto: quello tra fatiscente e ultramoderno. Stiamo parlando del quadrilatero situato fra i quartieri Libertà e Marconi, compreso tra via Napoli, via Nazariantz, via Crispi e via Brigata Regina. Qui, accanto a imponenti palazzoni, grandi cavalcavia e skate park, convivono officine abbandonate, tribunali in disuso e discariche a cielo aperto, ma anche edifici di inizio secolo, marmerie funerarie e “orti urbani” (foto di Antonio Caradonna)
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Possiamo definirla la “zona del ponte nuovo” oppure quella “del cimitero” ed è un’area di Bari caratterizzata da un evidente contrasto: quello tra fatiscente e ultramoderno. Stiamo parlando del quadrilatero situato fra i quartieri Libertà e Marconi, compreso tra via Napoli, via Nazariantz, via Crispi e via Brigata Regina
Per visitare il quartiere “scendiamo” dal ponte Adriatico, enorme struttura inaugurata nel 2016 per collegare il Sud e il Nord di Bari
Ci ritroviamo così davanti a una rotonda con una zampillante fontana. Di fronte a noi si ergono gli alti edifici situati tra via Napoli, via Tommaso Fiore e corso della Carboneria, tra i quali si trova anche la sede del Tribunale dei Minorenni
Il nostro viaggio comincia però dalla parte opposta. Imbocchiamo infatti via Nazariantz, strada che si sviluppa ai lati del ponte
E ci imbattiamo subito nello skate park...
...e nel campo da basket creati nel 2020 tra i pilastri dell’Adriatico, sotto l’opera ingegneristica
Sulla destra si profila invece il camposanto cittadino, di cui scorgiamo alcuni loculi nascosti tra gli alti cipressi
Sulla sinistra a dominare è invece la carcassa grigia dell’ex Tribunale, protagonista di una storia travagliata iniziata nel 1998 e conclusasi con il suo abbandono vent’anni dopo
Ci avviciniamo e sbirciamo tra le grate del cancello, sul quale sono affissi cartelli che riportano la dicitura “rischio crollo”
Proseguendo notiamo sulla sinistra una rampa in discesa: è quella che conduce nella stretta “via della lapidi” Nicola De Crescenzio...
...famosa per le sue marmerie specializzate in cappelle funerarie e sepolcri
Una strada segnata però anche da un notevole degrado fatto di edifici decadenti...
...e discariche a cielo aperto
...e vitali murales
Ai quali però fanno da contrasto colorati palazzotti di inizio secolo...
Tra questi ultimi il disegno di una Madonna con su scritto “Santa Maria proteggi il rione. Amen”
Del resto questa strada è diventata nota anche per il suo particolare lato religioso. Qui infatti, in un locale ricolmo di statue e santini, prega e accoglie i fedeli il 44enne Nino, “miracolato” che parla con Gesù
Torniamo ora indietro per riapprodare su via Nazariantz
Camminiamo sin dove sulla destra si apre il viale che conduce all’entrata in stile tempio greco del Cimitero Monumentale, ottocentesca area della necropoli che accoglie vere e proprie opere d’arte funerarie
Sulla nostra testa invece si erge il bianco pilone a “y capovolta” che incorona il punto più alto del ponte Adriatico, da cui si irradiano gli stralli ad arpa di sostegno
Via Nazariantz si conclude con il sottopasso che porta in via Bruno Buozzi, sul quale sfrecciano i treni del Nord Barese
Noi giriamo quindi a sinistra, dove si trova un incrocio che divide via Pagano da via Crispi. Sulla prima è possibile notare il profilo dell’ex Filanda Costantino...
...rosso monumento all’archeologia industriale che pare quasi una cattedrale romanica, con tanto di rosone, facciata a capanna e finestre monofore
Su via Crispi invece si alternano altre marmerie, basse palazzine di inizio secolo dai colori sbiaditi...
...imponenti palazzi e note pizzerie
Le due strade sbucano entrambe su via Brigata Regina...
...trafficata arteria segnata da enormi condomini intervellati da garage e supermercati
Noi la percorriamo sino all’incrocio con corso Mazzini e viale della Carboneria, che ci riporta al nostro punto di partenza. Corso della Carboneria merita però un’attenzione particolare, visto che rappresenta un po’ il simbolo della zona
Se sul lato destro si ergono alti e moderni edifici impreziositi da palme, sulla sinistra si susseguono basse e vecchie costruzioni che un tempo ospitavano stalle e locali di artigiani
Al civico 34 notiamo ad esempio un portone logorato dal tempo e una saracinesca abbassata. «Era l’officina di un ferraio ed è in disuso da una decina di anni», ci dice il 60enne Antonio, proprietario di un locale in zona
A pochi passi vi è poi un cancello consunto “incoronato” da uno pneumatico che chiude l’accesso a un giardino incolto. Vi lavorava un gommista, ma oggi è una discarica a cielo aperto
Al numero civico 44 spiccano poi sulle pareti delle colorate piastrelle...
...alcune delle quali compongono la figura di “Ciao”, la mascotte di Italia 90
Alla fine dell’isolato vi è addirittura una vecchia stalla completamente smembrata. Qui alloggiavano i cavalli ai tempi della Pazzarìdde: trainavano i carri che portavano nei paesi vicini la frutta e la verdura che arrivava dal vicino porto
L’ultima tappa del nostro viaggio è però ad angolo con via Tommaso Fiore. Sulla sinistra infatti si apre un sorprendente “orto urbano” : un grande appezzamento di terreno adibito alla coltura di finocchi, cavoli, rape e cicorie
Uno spazio verde che giace all’ombra di ponti, ex tribunali e palazzoni: ennesimo contrasto di un’area “irrisolta” della città di Bari