Tutte le gallerie
Fotogallery
Bari, la storia delle case popolari
Ci sono quelle in stile liberty, altre che racchiudono degli accoglienti giardini e persino alcune che in passato sono state oggetto dei capricci di Mussolini. Parliamo delle case popolari di Bari, 36mila alloggi realizzati dal 1906 ad oggi: edifici che caratterizzano profondamente la fisionomia dei quartieri della città
21 fotografie
Il primo gruppo a essere eretto in città fu il "Duca degli Abruzzi", ancora esistente in piazza Diaz, nel quartiere Madonnella, di fronte alla “rotonda”. Il complesso, edificato tra il 1909 e il 1914, è costituito da una serie di palazzi a tre piani (ne verrà aggiunto un quarto nel Dopoguerra). Si tratta di immobili eleganti, concepiti in stile liberty
Arriviamo agli anni 20, quando a vedere la luce è il “gruppo Alluvionati”, pensato per offrire un riparo ai cittadini rimasti senza casa dopo la tragica alluvione del 6 novembre. Prese corpo nel rione Libertà, nell’attuale zona del Redentore, tra via Nicolai, via Martiri d'Otranto, via Don Bosco e e via Libertà
Sopra ciascun portale d'ingresso del quadrilatero un'iscrizione ricorda il disastroso evento
Proprio accanto agli “alluvionati”, negli stessi anni, viene poi innalzato il gruppo Garibaldi. Si presenta composto da due palazzi gemelli, entrambi "divisi" architettonicamente a metà: i primi due piani, di colore marrone, rispettano i dettami dell'architettura fascista e gli ultimi tre, dipinti di rosa, presentano chiari tratti liberty
Infine un complesso praticamente gemello al Garibaldi viene aperto nel 1928 al quartiere San Pasquale: è il gruppo Toti, massiccio edificio di cinque piani "incastrato" tra via dei Mille, via de Deo, via Nizza e via Lattanzio
Nella zona del Tribunale del rione Libertà, nasce tra il 1932 e il 1934 il gruppo Crispi, insieme di fabbricati dalla forma curva e dai colori giallo e rosso che si affacciano sull'omonima via. Come si evince dalla scritta presente sulle palazzine, qui ha anche avuto sede lo Iacp
Nel 1937 si inaugura lo squadrato gruppo San Nicola, ubicato a Bari Vecchia di fronte all’entrata del porto
All’inizio degli anni 40, all’inizio di viale Orazio Flacco, spunta il gruppo Ciano, quello dalla genesi più strampalata...
...viste dall'alto, le costruzioni che lo compongono comprese tra via Flacco, via Zuccaro, via Petrera e via Gorjux, formano la scritta "Cian", senza la "o" finale...
...il Duce infatti ordinò che la conformazione del complesso dovesse formare la scritta "Ciano", ovvero il cognome del genero Galeazzo, ma i rapporti tra i due si incrinarono prima del completamento delle case. Ecco spiegata la mancanza dell'ultima vocale...
Nel 1947 sorge poi il gruppo Petroni, mucchio di piccole palazzine senza balconi adagiate sull'omonima via, tra il quartiere Picone e il rione Carrassi
Sempre nel 1947 a Mungivacca viene approntato il gruppo Borgata operai, sequenza di basse e silenziose abitazioni a due piani progettate per fornire un alloggio ai dipendenti di alcune aziende cittadine
Alla fine degli anni 50 viene avviata l’urbanizzazione di San Girolamo, rione affacciato sul mare e fino ad allora frequentato perlopiù da pescatori. A sorgere sono una serie di colorate ma molto semplici costruzioni a quattro piani
Nello stesso periodo viene aperto in via Giustino Fortunato, di fronte al Campus universitario, il “villaggio” della zona di San Marcello, attualmente interessata da un Pirp che porterà si spera alla sua riqualificazione
E poi il grande rione San Paolo. La realizzazione del Cep fu decisa alla fine degli anni 50, anche se le prime case furono realizzate solo all’inizio degli anni 60...
...da quel momento si ebbe un grande sviluppo di questa zona della città, che però già all’epoca si presentò come avulsa dal contesto cittadino e priva di molti servizi essenziali
Un destino altrettanto difficile per gli occupanti della la "zona 45" realizzata all’inizio degli anni 70 in un’area del quartiere Japigia che diventerà nei decenni successivi la principale piazza di spaccio di eroina del Mezzogiorno
Fanno eccezione al grigiore generale gli immobili posizionati a Poggiofranco "bassa", nella zona della piazzetta dei Papi, tra via Concilio Vaticano II e via Saverio Lioce. Da queste parti l'aspetto cromatico è decisamente più curato, con facciate vivaci che insistono su giardini curatissimi
Con il passare degli anni la ricerca dell’”inclusione” che aveva caratterizzato le prime abitazioni popolari viene definitivamente abbandonata. Vedono la luce complessi periferici completamente estranei rispetto al centro urbano, come gli alti e grigi casermoni senza balconi di Loseto...
...o i palazzi di Carbonara 2 (poi ribattezzato “quartiere Santa Rita"), situato a ridosso della Cava di Maso
Gli anni 80 sono anche il decennio della nascita di Enziteto, poi chiamato San Pio, zona dormitorio e feudo della malavita: un luogo così staccato dalla vita barese da far dimenticare ai residenti stessi di essere a Bari