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Bari, la storia del Manichinaio

Bari 21 foto 29 May 2021

Tra le botteghe senza insegna del quartiere Libertà di Bari ce n’è una dove regnano i fili di ferro: pendono dal soffitto, si arrampicano sulle pareti, affollano gli scaffali, dormono sul pavimento e prendono vita in sculture di persone e animali. È questo lo stravagante mondo del signor Sifola (o Sifolà come preferisce farsi chiamare), 52enne artista e artigiano barese. Quest’uomo è infatti capace di plasmare il ferro realizzando oggetti unici d’arredamento, anche se ciò che lo ha reso famoso è stata l’invenzione, negli anni 80, dei manichini fatti con i trafilati metallici, attività che gli ha regalato anche il nome d’arte  di “Manichinaio”. Per anni lui ha venduto le sue creazioni a negozi e privati, fino a quando nel 2020 ha preso la decisione di produrre solo per sé, trasformando così il suo lavoro in un hobby che tutt’ora coltiva nel proprio locale aperto trent’anni fa. Siamo andati a trovarlo (foto di Christian Lisco)

21 fotografie
Il laboratorio di Sifolà si trova in via Dante, ma non possiamo rivelare il numero civico perché l'artigiano preferisce mantenere segreto l’indirizzo della sua bottega. «Non voglio farmi pubblicità, ma solo raccontarvi la mia storia per amore dell’artigianato», afferma aprendoci le porte della bottega
Il laboratorio di Sifolà si trova in via Dante, ma non possiamo rivelare il numero civico perché l'artigiano preferisce mantenere segreto l’indirizzo della sua bottega. «Non voglio farmi pubblicità, ma solo raccontarvi la mia storia per amore dell’artigianato», afferma aprendoci le porte della bottega
Una volta entrati, veniamo risucchiati da un confusionario corridoio...
Una volta entrati, veniamo risucchiati da un confusionario corridoio...
...abitato da manichini...
...abitato da manichini...
...dove alcune mani in acciaio sembrano sbucare dalle mura con l’intenzione di toccarci
...dove alcune mani in acciaio sembrano sbucare dalle mura con l’intenzione di toccarci
Tra gli scaffali riposano ordinati i trafilati...
Tra gli scaffali riposano ordinati i trafilati...
...suddivisi per lunghezza ...
...suddivisi per lunghezza ...
...e spessore
...e spessore
Alzando lo sguardo al soffitto, rimaniamo poi stupefatti dalla presenza di paralumi e “scheletri” ferrosi di ogni dimensione...
Alzando lo sguardo al soffitto, rimaniamo poi stupefatti dalla presenza di paralumi e “scheletri” ferrosi di ogni dimensione...
...appesi negli angoli più nascosti
...appesi negli angoli più nascosti
Compiuti i 18 anni Sifola venne contattato da un imprenditore fiorentino che gli fece un particolare ordine. «Mi chiese se fossi in grado di realizzare per lui qualcosa di mai visto prima: dei manichini in fil di ferro – rammenta  –. Io mi misi all’opera e in una settimana gliene costruii cinque»
Compiuti i 18 anni Sifola venne contattato da un imprenditore fiorentino che gli fece un particolare ordine. «Mi chiese se fossi in grado di realizzare per lui qualcosa di mai visto prima: dei manichini in fil di ferro – rammenta –. Io mi misi all’opera e in una settimana gliene costruii cinque»
In quell’occasione, per la prima volta, il giovane Sifola diede così vita ai suoi “scheletri” di metallo. «Nessuno li aveva prodotti prima di me – afferma risoluto – e ancora adesso questi manufatti sono realizzati più che altro in plastica e legno»
In quell’occasione, per la prima volta, il giovane Sifola diede così vita ai suoi “scheletri” di metallo. «Nessuno li aveva prodotti prima di me – afferma risoluto – e ancora adesso questi manufatti sono realizzati più che altro in plastica e legno»
Da allora Sifola divenne per tutti il “Manichinaio” e per i suoi originali e inediti busti in ferro arrivarono richieste addirittura dall’estero
Da allora Sifola divenne per tutti il “Manichinaio” e per i suoi originali e inediti busti in ferro arrivarono richieste addirittura dall’estero
«La mia fama crebbe a livello internazionale – afferma mostrandoci alcuni ritagli di giornale che parlano di lui –: molte testate giornalistiche mi dedicarono articoli e fui ospitato anche dalle maggiori emittenti televisive nazionali»
«La mia fama crebbe a livello internazionale – afferma mostrandoci alcuni ritagli di giornale che parlano di lui –: molte testate giornalistiche mi dedicarono articoli e fui ospitato anche dalle maggiori emittenti televisive nazionali»
L’artista ci mostra la sua opera di più difficile realizzazione: la statua di San Nicola alta due metri, i cui fili di ferro si confondono...
L’artista ci mostra la sua opera di più difficile realizzazione: la statua di San Nicola alta due metri, i cui fili di ferro si confondono...
...con quelli di una cicogna...
...con quelli di una cicogna...
...e di un trenino...
...e di un trenino...
...e la cui barba è addobbata con bottigliette di bevande alcoliche. «È stato faticoso soprattutto fare la testa – afferma -, ma ne è valsa la pena, dato che nel 1998 la mia statua fu posizionata accanto a quella del Santo Patrono dinanzi alla Cattedrale»
...e la cui barba è addobbata con bottigliette di bevande alcoliche. «È stato faticoso soprattutto fare la testa – afferma -, ma ne è valsa la pena, dato che nel 1998 la mia statua fu posizionata accanto a quella del Santo Patrono dinanzi alla Cattedrale»
Il signore si posiziona ora dietro al lungo bancone per mostrarci il suo lavoro quotidiano. Parte piegando un fil di ferro con la sola forza delle mani...
Il signore si posiziona ora dietro al lungo bancone per mostrarci il suo lavoro quotidiano. Parte piegando un fil di ferro con la sola forza delle mani...
...per poi avvalersi di pinze, incudine e martello
...per poi avvalersi di pinze, incudine e martello
E così dopo pochi minuti il nome di chi scrive (“Gaia”) è pronto per andare a decorare la parete di una stanza
E così dopo pochi minuti il nome di chi scrive (“Gaia”) è pronto per andare a decorare la parete di una stanza
«Questa però non è la mia unica passione, sono anche uno scrittore», ci svela prima di salutarci. Al suo attivo vi sono infatti tre volumi tra cui “Il re delle gabbie”: quest’ultimo è esposto nel locale, mantenuto da un portalibro in ferro a forma di cavallo blu
«Questa però non è la mia unica passione, sono anche uno scrittore», ci svela prima di salutarci. Al suo attivo vi sono infatti tre volumi tra cui “Il re delle gabbie”: quest’ultimo è esposto nel locale, mantenuto da un portalibro in ferro a forma di cavallo blu