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Bari, la nascosta Masseria De Tullio

Bari 37 foto 28 October 2020

Un edificio del 500 immerso in un’area verde incontaminata e arricchito da una preziosa chiesetta rurale. È questa la descrizione di Masseria De Tullio, un luogo che immagineremmo posto in qualche agro periferico, ma che al contrario sorge a due passi dalla trafficata via Amendola, completamente nascosto dagli alti palazzoni dell’Executive Center (foto di Valentina Rosati)

37 fotografie
Per visitare la Masseria bisogna percorrere Via Amendola
Per visitare la Masseria bisogna percorrere Via Amendola
Appena superata l’inutilizzata Caserma Magrone, si apre sulla sinistra via Cesare Diomede Fresa, che dopo aver costeggiato l’Executive conduce alla retrostante campagna
Appena superata l’inutilizzata Caserma Magrone, si apre sulla sinistra via Cesare Diomede Fresa, che dopo aver costeggiato l’Executive conduce alla retrostante campagna
Qui, dietro una recinzione...
Qui, dietro una recinzione...
...si erge la bianca Masseria De Tullio
...si erge la bianca Masseria De Tullio
Per il posto in cui è situata la masseria risulta quindi completamente celata dal colossale complesso di appartamenti e uffici costruito negli anni 90
Per il posto in cui è situata la masseria risulta quindi completamente celata dal colossale complesso di appartamenti e uffici costruito negli anni 90
Entriamo dunque nel giardino della De Tullio, dove imperano orti e alberi da frutto
Entriamo dunque nel giardino della De Tullio, dove imperano orti e alberi da frutto
Tra tavoli e oggetti lasciati un po’ alla rinfusa, notiamo l’ingresso in legno della masseria...
Tra tavoli e oggetti lasciati un po’ alla rinfusa, notiamo l’ingresso in legno della masseria...
...lì dove è anche poggiato un antico cippo confinario con iscrizione
...lì dove è anche poggiato un antico cippo confinario con iscrizione
Sull’arco in pietra risalta la scritta “Quisisana”, un richiamo alla pace e salubrità del luogo
Sull’arco in pietra risalta la scritta “Quisisana”, un richiamo alla pace e salubrità del luogo
Ed eccoci davanti alla prima vera tappa della nostra visita: la settecentesca chiesetta dedicata a San Gaetano, situata a uno degli angoli della masseria
Ed eccoci davanti alla prima vera tappa della nostra visita: la settecentesca chiesetta dedicata a San Gaetano, situata a uno degli angoli della masseria
Bianca e graziosa, presenta una struttura semplice...
Bianca e graziosa, presenta una struttura semplice...
...con finestrella centrale dominata da un cornicione in pietra che culmina con un piccolo campanile decorato a volute
...con finestrella centrale dominata da un cornicione in pietra che culmina con un piccolo campanile decorato a volute
L’interno, a volta, è decorato con quadri religiosi, arredi sacri...
L’interno, a volta, è decorato con quadri religiosi, arredi sacri...
...e statue
...e statue
Domina sul retro dell’altare un dipinto di San Gaetano del 1802 firmato dal pittore barese Michele Lapegna
Domina sul retro dell’altare un dipinto di San Gaetano del 1802 firmato dal pittore barese Michele Lapegna
Ai piedi della cattedra troviamo invece la campana della chiesa, datata 1709 e ancora inserita nel suo supporto in legno
Ai piedi della cattedra troviamo invece la campana della chiesa, datata 1709 e ancora inserita nel suo supporto in legno
Fiancheggiamo il muro perimetrale per recarci alle spalle della masseria
Fiancheggiamo il muro perimetrale per recarci alle spalle della masseria
Da questo lato possiamo ammirare meglio il corpo principale del fabbricato. Si tratta di una struttura di due piani non messa benissimo, scandita da finestre in legno ormai divelte
Da questo lato possiamo ammirare meglio il corpo principale del fabbricato. Si tratta di una struttura di due piani non messa benissimo, scandita da finestre in legno ormai divelte
Decidiamo di salire con una scala a pioli sul tetto. Da qui riusciamo a intravedere il cortile interno della masseria, dominato da piante e materiale di ogni genere...
Decidiamo di salire con una scala a pioli sul tetto. Da qui riusciamo a intravedere il cortile interno della masseria, dominato da piante e materiale di ogni genere...
...ma soprattutto abbiamo accesso agli ambienti del piano superiore, quello che un tempo rappresentava la dimora padronale
...ma soprattutto abbiamo accesso agli ambienti del piano superiore, quello che un tempo rappresentava la dimora padronale
E qui rimaniamo senza fiato: tutto sembra essere rimasto com’era cento anni fa
E qui rimaniamo senza fiato: tutto sembra essere rimasto com’era cento anni fa
Ci ritroviamo infatti all’interno di stanze che presentano alte volte...
Ci ritroviamo infatti all’interno di stanze che presentano alte volte...
...e persino decorazioni
...e persino decorazioni
Qui sono stati lasciati fermi nel tempo posti arredi, materassi e stipi in legno con borse e scatole, oggi completamente ricoperti di terra, polvere e guano di uccelli
Qui sono stati lasciati fermi nel tempo posti arredi, materassi e stipi in legno con borse e scatole, oggi completamente ricoperti di terra, polvere e guano di uccelli
Su un divano si trova anche il ritratto di un uomo vissuto probabilmente alla fine dell’800...
Su un divano si trova anche il ritratto di un uomo vissuto probabilmente alla fine dell’800...
...e sulla parete alle sue spalle una piccola fotografia di famiglia. È probabilmente tutto ciò che resta dei ricordi dei De Tullio
...e sulla parete alle sue spalle una piccola fotografia di famiglia. È probabilmente tutto ciò che resta dei ricordi dei De Tullio
Ridiscendiamo ora per andare a visitare il retro della struttura. Prima però il nostro sguardo si posa su una recinzione che delimita una grande area con delle macerie al centro: sono i resti di un edificio coevo alla masseria, abbattuto nel luglio del 2012
Ridiscendiamo ora per andare a visitare il retro della struttura. Prima però il nostro sguardo si posa su una recinzione che delimita una grande area con delle macerie al centro: sono i resti di un edificio coevo alla masseria, abbattuto nel luglio del 2012
Alle spalle della masseria sembra poi di trovarsi veramente in un altro mondo
Alle spalle della masseria sembra poi di trovarsi veramente in un altro mondo
Siamo in città, ma qui è il regno di verdi prati, rare catalpe...
Siamo in città, ma qui è il regno di verdi prati, rare catalpe...
...e alberi di ulivi e fichi
...e alberi di ulivi e fichi
Un luogo che, tra altri cippi in pietra che paiono menhir, gode della presenza di falchi grillai, gheppi e pappagalli
Un luogo che, tra altri cippi in pietra che paiono menhir, gode della presenza di falchi grillai, gheppi e pappagalli
Da questo punto possiamo andare a visitare il giardino interno alla masseria, in cui entriamo sfruttando un’apertura del muro
Da questo punto possiamo andare a visitare il giardino interno alla masseria, in cui entriamo sfruttando un’apertura del muro
È posto su due livelli e a quello più basso accediamo percorrendo una malconcia quanto caratteristica scaletta in pietra
È posto su due livelli e a quello più basso accediamo percorrendo una malconcia quanto caratteristica scaletta in pietra
Ci ritroviamo così in una specie di fitta boscaglia, dove i rovi di more hanno invaso tutto l’ambiente
Ci ritroviamo così in una specie di fitta boscaglia, dove i rovi di more hanno invaso tutto l’ambiente
Non risulta per nulla agevole camminare, ma nonostante questo riusciamo a raggiungere gli antichi locali posti sotto la masseria, che presentano volte a botte e pareti in pietra viva
Non risulta per nulla agevole camminare, ma nonostante questo riusciamo a raggiungere gli antichi locali posti sotto la masseria, che presentano volte a botte e pareti in pietra viva
Ritroviamo la signora Domenica Frasca, che prima di salutarci ci mostra un acquerello: raffiugura la masseria com’era un tempo. Si notano due colonne non più esistenti che anticipavano il viale che portava all’edificio principale. E al centro si scorge un uomo con cavallo mentre ara la terra
Ritroviamo la signora Domenica Frasca, che prima di salutarci ci mostra un acquerello: raffiugura la masseria com’era un tempo. Si notano due colonne non più esistenti che anticipavano il viale che portava all’edificio principale. E al centro si scorge un uomo con cavallo mentre ara la terra
È mio padre Bartolo – dichiara commossa la donna –. Ha curato questo luogo in prima persona sino al 2009, anno della sua morte. Se fosse vivo chissà come si batterebbe per evitare che questo luogo possa diventare un giorno un enorme parcheggio»
È mio padre Bartolo – dichiara commossa la donna –. Ha curato questo luogo in prima persona sino al 2009, anno della sua morte. Se fosse vivo chissà come si batterebbe per evitare che questo luogo possa diventare un giorno un enorme parcheggio»