Tutte le gallerie
Fotogallery
Bari, la collezione di marmi antichi
C’è la “lumachella cenerina” i cui fossili presenti all’interno creano un elegante effetto decorativo, il “portasanta” bordeaux che arricchisce la cripta di San Nicola o i bianchi “Paros” e “Naxos” celebri per essere stati utilizzati per le sculture monumentali greche. È il mondo dei marmi: rocce impiegate da sempre per decorare e rivestire edifici e creare sculture immortali. Bene, in pochi sanno che a Bari c’è una preziosa collezione di marmi antichi: è ospitata all’interno del Museo della Terra del Campus universitario e conta di 577 pezzi provenienti da luoghi lontani sia nello spazio che nel tempo. Siamo quindi andati a visitare questa importante esposizione (foto di Rafael La Perna)
14 fotografie
In pochi sanno che a Bari c’è una preziosa collezione di marmi antichi: è ospitata all’interno del Museo della Terra del Campus universitario...
...e conta di 577 pezzi provenienti da luoghi lontani sia nello spazio che nel tempo
La collezione prende il nome dall’avvocato romano Francesco Belli che...
...a partire dal 1850 iniziò a raccogliere pietre ornamentali da tutta Europa
I campioni hanno tutti la stessa dimensione: 12 centimetri per 7 centimetri
Ognuno è contrassegnato da un numero, da un nome e da asterischi che ne indicano la rarità: fino a tre per i pezzi più rari
A prima vista sembrano saponette colorate, lisce al tatto, con piccoli disegni che ricordano fantasie pittoriche. Non si tratta però di decorazioni, ma di fossili di organismi marini incastonati nella roccia
I primi pezzi che osserviamo provengono dalla Grecia e sono i marmi di Paros e di Naxos: entrambi di colore bianco e dalla grana fine, sono celebri per essere stati utilizzati per le sculture monumentali e le statue votive antiche
Rarissima è invece la breccia trapanata, detta anche frutticolosa. Il nome deriva dalla presenza di frammenti di roccia colorati immersi in una matrice più chiara, che ricordano frutti sparsi nella pietra
Il pezzo che ci affascina di più è però la lumachella cenerina scura. Il nome deriva proprio dalla lumaca per via della evidente presenza al suo interno di gusci di piccoli organismi. Questi, in contrasto con il nero lucido della matrice, creano un effetto decorativo molto elegante e particolare
Altre lumachelle sono l’occhio di pavone di colore bordeaux con striature beige...
...e quella di Sant’Andrea dallo sfondo ocra con inclusioni fossili grigie e nere
Dalla Turchia proviene invece l’africano bruno lumachellato (detto anche marmor luculleum) di colore beige con venature rossastre. É quello che fu impiegato per decorare le colonne della cripta della Basilica di San Nicola...
...luogo in cui venne utilizzato anche il portasanta bordeaux con sfumature bianche, grigie e rosa chiaro