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Bari, la Cava di Maso

Bari 18 foto 15 March 2018

Un fossato profondo 40 metri su cui affacciano a strapiombo schiere di palazzi. E’ il particolare scenario di Santa Rita, un quartiere di Bari sviluppatosi a partire dalla fine degli anni 80 a ridosso della grande cava di pietra “Di Maso”. Una zona periferica che nel 2004 ebbe modo di valorizzarsi grazie a un parco realizzato proprio nel “canyon”, area attrezzata che però dopo appena un anno fu spazzata via da una tremenda alluvione che colpì la città nella notte tra il 22 e il 23 ottobre del 2005 (foto di Antonio Caradonna)  

18 fotografie
Un fossato profondo 40 metri su cui affacciano a strapiombo schiere di palazzi. E’ il particolare scenario di Santa Rita, un quartiere di Bari sviluppatosi a partire dalla fine degli anni 80 a ridosso della grande cava di pietra “Di Maso”
Un fossato profondo 40 metri su cui affacciano a strapiombo schiere di palazzi. E’ il particolare scenario di Santa Rita, un quartiere di Bari sviluppatosi a partire dalla fine degli anni 80 a ridosso della grande cava di pietra “Di Maso”
Decidiamo di iniziare il nostro viaggio nella parte più a sud del rione, lì dove si trova la chiesa che dà il nome alla zona, eretta in via dei Costruttori della Pace nel 2000
Decidiamo di iniziare il nostro viaggio nella parte più a sud del rione, lì dove si trova la chiesa che dà il nome alla zona, eretta in via dei Costruttori della Pace nel 2000
E’ su questa strada infatti che è presente il cancello che permette l’ingresso nella cava
E’ su questa strada infatti che è presente il cancello che permette l’ingresso nella cava
A terra, nei pressi dell’entrata, un triste cartello divelto informa che siamo vicini alla “miniera del divertimento ex cava di maso, parco pubblico protetto”
A terra, nei pressi dell’entrata, un triste cartello divelto informa che siamo vicini alla “miniera del divertimento ex cava di maso, parco pubblico protetto”
Salutiamo i due residenti ed entriamo quindi in questo posto desolato grande all’incirca 300 metri per 200 che fu scavato tra gli anni 60 e 70
Salutiamo i due residenti ed entriamo quindi in questo posto desolato grande all’incirca 300 metri per 200 che fu scavato tra gli anni 60 e 70
Una stradina asfaltata ci permette di scendere pian piano
Una stradina asfaltata ci permette di scendere pian piano
Ci guardiamo intorno: le pareti rossastre del canyon sono decorate qua e là dal verde di piccoli cespugli e risultano completamente coperte da una rete in ferro utile a frenare eventuali cadute di terriccio e pietre
Ci guardiamo intorno: le pareti rossastre del canyon sono decorate qua e là dal verde di piccoli cespugli e risultano completamente coperte da una rete in ferro utile a frenare eventuali cadute di terriccio e pietre
Man mano che ci avviciniamo al fondo della cava la via si fa sempre più larga...
Man mano che ci avviciniamo al fondo della cava la via si fa sempre più larga...
...sino ad arrivare a una piazzola: il vecchio parcheggio del parco. Qui i visitatori avevano accesso a un’area verde dotata di campi di calcio e basket, una pista per pattinare, un bar e persino un ristorante
...sino ad arrivare a una piazzola: il vecchio parcheggio del parco. Qui i visitatori avevano accesso a un’area verde dotata di campi di calcio e basket, una pista per pattinare, un bar e persino un ristorante
Attorno a noi però vediamo solo una costruzione in legno che spunta fuori da un mare di erba...
Attorno a noi però vediamo solo una costruzione in legno che spunta fuori da un mare di erba...
...e la carrozzeria di una vecchia auto, probabilmente trascinata qui dalla corrente d’acqua durante l’alluvione
...e la carrozzeria di una vecchia auto, probabilmente trascinata qui dalla corrente d’acqua durante l’alluvione
Sullo sfondo è poi visibile una diga: fu costruita dopo l’alluvione per liberare la cava da tutta l’acqua
Sullo sfondo è poi visibile una diga: fu costruita dopo l’alluvione per liberare la cava da tutta l’acqua
Scendendo ancora possiamo poi raggiungere gli unici due edifici del parco ancora “esistenti”...
Scendendo ancora possiamo poi raggiungere gli unici due edifici del parco ancora “esistenti”...
ruderi sommersi dalla vegetazione che un tempo ospitavano il bar ed i bagni
ruderi sommersi dalla vegetazione che un tempo ospitavano il bar ed i bagni
E’ tanta la desolazione che ci circonda e al centro della cava ci sentiamo davvero piccoli, sopraffatti come siamo dalle alte e nude pareti di roccia
E’ tanta la desolazione che ci circonda e al centro della cava ci sentiamo davvero piccoli, sopraffatti come siamo dalle alte e nude pareti di roccia
Una sensazione che proviamo ancora più forte quando raggiungiamo la zona su cui si affacciano a strapiombo le palazzine di via Rocco di Cillo
Una sensazione che proviamo ancora più forte quando raggiungiamo la zona su cui si affacciano a strapiombo le palazzine di via Rocco di Cillo
«Quelle costruzioni sono fortemente a rischio – ci avverte l’esperto del territorio Nicola De Toma -.  Il drenaggio necessario per lo svuotamento della cava dall’acqua ha infatti indebolito la “struttura” del fossato: se le pareti cedessero per gli edifici sarebbe la fine. La speranza è che possano partire a breve gli annunciati lavori per il consolidamento del sito»
«Quelle costruzioni sono fortemente a rischio – ci avverte l’esperto del territorio Nicola De Toma -. Il drenaggio necessario per lo svuotamento della cava dall’acqua ha infatti indebolito la “struttura” del fossato: se le pareti cedessero per gli edifici sarebbe la fine. La speranza è che possano partire a breve gli annunciati lavori per il consolidamento del sito»
Non ci resta ora che tornare sui nostri passi: risaliamo, ma prima di salutare il quartiere raggiungiamo un piccolo rettangolo verde che si affaccia sulla cava. E qui, attraverso una retina che ci separa dal vuoto, ammiriamo il grande canyon nella sua bellezza così triste e selvaggia
Non ci resta ora che tornare sui nostri passi: risaliamo, ma prima di salutare il quartiere raggiungiamo un piccolo rettangolo verde che si affaccia sulla cava. E qui, attraverso una retina che ci separa dal vuoto, ammiriamo il grande canyon nella sua bellezza così triste e selvaggia