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Bari, l'antica chiesa di San Gregorio
La chiesa di San Gregorio: un tempio che ha riaperto le sue porte lo scorso 30 novembre, dopo quasi quattro anni di chiusura forzata dovuta a importanti lavori di restauro. Parliamo della chiesa più antica del centro storico assieme a San Marco dei Veneziani: fu costruita infatti tra il X e l’inizio dell’XI secolo (foto di Antonio Caradonna)
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Il nostro viaggio parte da piazza San Nicola, dove si estende il retro di San Gregorio, situato accanto alla ben più “nuova” Basilica, la cui costruzione iniziò solo nel 1087
Osserviamo così il candido prospetto absidato del piccolo tempio, con la sua copertura a doppio spiovente
Il profilo delle fiancate a doppio ordine, interrotte solo dalle sette finestrelle, si staglia silenzioso al fianco della bronzea statua del santo patrono di Bari
Superiamo ora l’Arco Angioino per girare a destra...
...arrivando dopo pochi passi su Piazzetta dei 62 marinai, lì dove si erge la facciata “nascosta” di San Gregorio, quasi inglobata dalle abitazioni che la circondano
Il bianco prospetto dai chiari connotati romanici è in tufo, cuspidato al centro e spiovente ai lati
Tripartito da colonne alte e sottili, è caratterizzato dalla presenza di diverse monofore e da un portale in legno inquadrato in una cornice ad arco sormontato da un'apertura a semiluna che doveva conservare un affresco liturgico
Avvicinandosi è possibile ancora scorgere macchie di colore rosse e blu su uno sfondo ormai consunto dal tempo
Sollevando lo sguardo, al di sopra delle tre finestrelle abbellite tutt’intorno da grani di rosario...
...la nostra attenzione è catturata dal timpano triangolare...
...racchiuso da un grande arco che include due coppie di piccole bifore, stupisce per le grottesche figure di animali che lo incorniciano
La facciata è conclusa lateralmente da due aperture rettangolari ormai murate e sormontate anch’esse da due monofore transennate
Una curiosità. Su tutto il prospetto sono incisi dei nomi: sono quelli di alcuni defunti, devoti in vita a San Gregorio
Non resta ora che entrare. Varchiamo l'accesso, ritrovandoci in un ambiente a tre navate, divise da due file di otto colonne per lato
Tutto lo spazio, immerso in una calda luce soffusa, è dominato da arcate e capitelli di reimpiego magistralmente scolpiti: riportano indietro al dominio bizantino della città
Camminando sul pavimento in pietra di Trani, ci avviciniamo all’altare maggiore. La sua decorazione appare essenziale, caratterizzata da una bianca ara in pietra poggiata su un basso gradino in marmo e “colorata” solo da fiori e candele rosa e viola alla sua sinistra
Il grande pezzo di pregio è però il crocifisso ligneo del XVII secolo interamente dipinto a mano. Cristo inchiodato alla croce con le braccia tese nel dolore ed avvolto in un panno bianco malconcio, reclina il suo capo sofferente coronato di spine sulla spalla destra
Spostandoci nella navata destra, a dominare la scena è una statua di San Nicola con le braccia spalancate, la veste vescovile indosso e le tre palle d’oro che poggiano sulla Bibbia nella mano sinistra
Specularmente al santo di Myra, alla fine del corridoio laterale, un affresco di San Gregorio del 1983 tinge con i suoi accesi toni rosso e oro la spenta muratura di fondo
Nella parte sinistra protagonisti sono invece una statua di Sant’Antonio...
...e un suo dipinto collocato nell’opposta parete. Quest’opera del XVI secolo fu scoperta per caso durante i lavori del 1937
Da questo lato riusciamo ad osservare anche i capitelli più pregiati, finalmente riconoscibili dopo la pulitura: figure umane stilizzate sembrano correre tra grappoli d’uva...
...con fregi di foglie d’acanto che si alternano a fronde di palme...
...mentre qua e là minute volute emergono da fitti cespugli
Immersi in quest’atmosfera amena, veniamo avvicinati dall’architetto autore del restyling, che ci svela un “segreto”: «Al di sotto delle lastre pavimentali abbiamo trovato tracce di alcune strutture che non conoscevamo: forse sono la testimonianza di una chiesa ancora più antica che sorgeva in questo punto»
Se fosse confermato, sarebbe l’ennesimo tesoro celato da questa piccola e antica chiesa racchiusa nel centro storico di Bari