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Bari, il villaggio neolitico vicino all'aeroporto
Un enorme villaggio neolitico risalente ad almeno 6000 anni fa è stato scoperto nei pressi dell’aeroporto di Bari. Si tratterebbe del più grande insediamento mai rinvenuto in città, anche superiore a quello presente in zona San Pietro, nel centro storico. Tra l’altro gli scavi sono ancora in atto e la zona potrebbe essere ancora più vasta di quella attualmente visibile. Accompagnati da un nostro fidato archeologo e dall’esperto del territorio Nicola De Toma (colui che ci ha segnalato l’area), siamo andati a visitare il sito (foto di Eva Signorile)
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Ci troviamo in aperta campagna, in una vasta piana circondata da alberi di ulivo. Tra una serie di avvisi di lavori in corso ecco che ci appare il villaggio
Parliamo di ben 9 aree di scavo distinte, di una grandezza che si aggira mediamente sui 15-20 metri quadrati. Il tutto è circoscritto da nastri bianchi e rossi...
...e alcune “fosse” sono coperte da teli di plastica per tutelarle dalle intemperie
In più sul terreno sono piantati alcuni picchetti non direttamente collegati alle aree delimitate: potrebbero testimoniare l’intenzione di aprire altre zone di ricerca
Ci avviciniamo all’insediamento e osserviamo alcuni scavi
Davanti a quello più grande l’archeologo ci segnala un gruppo di piccole pietre. «È un “crollo” – ci spiega – quello che resta di una capanna del tempo»
Poi ci mostra anche un foro coperto dalla terra: lì, probabilmente, era stato infilato uno dei pali di una capanna
Nel “saggio” più lontano si trovano delle pietre calcaree in cui i buchi sono addirittura tre, posti a distanza regolare
Naturalmente non possiamo entrare nel villaggio, perché non ne abbiamo l’autorizzazione. Ma non è un problema, visto che tutto intorno sul terreno è pieno di reperti
L’archeologo ci mostra frammenti di terracotta su cui sono ancora visibili le tracce delle unghie del fabbricatore...
...e nuclei di materiale rossastro con dei segni di stacco, da cui cioè sono stati ricavati altri frammenti più piccoli utili alla creazione di grattatoi, bulini e punte
Rinveniamo qua e là anche qualche frammento osseo...
...e soprattutto una “palla” in pietra. Si tratta di un “percussore da levigatura”, una sorta di martello che veniva utilizzato per smussare gli oggetti
Infine notiamo una lastra con la superficie superiore liscia e insellata che sembrerebbe proprio un’antica macina
Nel frattempo sulle nostre teste continuano a sfrecciare gli aerei: sono talmente vicini che incutono quasi timore. E a un certo punto De Toma rompe il silenzio ed esclama: «Da quello che sono venuto a sapere questa è l’area interessata dai nuovi lavori di allungamento dell’aviopista»