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Bari, il quartiere Picone
La Bari “nuova”, quella sorta a partire dall’800 fuori dalle mura del centro storico, è una città costruita seguendo un preciso disegno urbanistico, fondato su un sistema di vie parallele e perpendicolari. C’è però un’eccezione, una zona di Bari che sfugge ai principi suddetti e che oggi appare come un groviglio di strade che scendono, salgono, curvano, si ramificano e si dividono. Parliamo del quartiere Picone (foto di Antonio Caradonna)
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Il nostro punto di partenza è l’extramurale Capruzzi, lì dove inizia la lunga via Giulio Petroni, una strada che separa il rione Carrassi da Picone e si presenta da subito in leggera salita
Sulla destra, di fronte all’ex caserma Rossani e accanto all’hotel Excelsior, ecco la prima particolarità del quartiere: una stretta viuzza si insinua tra i palazzi prima scendendo e poi salendo...
...collegandosi da un lato a via Einstein...
...e dall’altro a via Devitofrancesco. Il passaggio “sotterraneo” si chiama via Tenente Pilota Licio Carri e affianca una serie di saracinesche abbassate: sembra di essere in qualche periferia newyorkese
Riprendiamo ora via Giulio Petroni fino ad arrivare a un bivio: l’arteria si divide in due e ci porta sulla destra in via Ricchioni, anch’essa in salita, che dopo aver incrociato via Lembo prende il nome di via Campione
Ed eccoci davanti a un lungo curvone...
...che ci conduce sulla sinistra su via Zanotti Bianco Umberto, che affianca un “rione nel rione”...
...composto da basse e colorate case popolari senza balconi disposte su stradine che di colpo si fanno parallele e perpendicolari
Da qui ci spostiamo su via Dodaro, altra strada particolare dove una serie di palazzi si affacciano su una piazzola alberata nascosta, purtroppo occupata da una serie di auto
Proseguendo arriviamo su via Scipione l’Africano, lungo viale caratterizzato da platani sempreverdi
Qui si trova la vecchia sede della Gazzetta del Mezzogiorno, inutilizzata dal 2015...
...e l’austero Istituto Preziosissimo Sangue, scuola privata fondata nel 1938 dalle suore Adoratrici del Sangue di Cristo e presente in questa via dal Dopoguerra
Siamo ora arrivati nel cuore del rione Picone: piazzale Giulio Cesare, dominato dal grande Policlinico, il vero simbolo del quartiere, la cui costruzione fu avviata nel 1936
Da questo punto si estendono a raggiera ben cinque strade: via Scipione l’Africano, via Campione, viale Salandra, viale Ennio e via Orazio Flacco: la strada costeggia il Villaggio del fanciullo, realizzato nel 1949 per aiutare i bambini in difficoltà
Noi decidiamo di proseguire il nostro viaggio attraverso viale Ennio, che affianca a sinistra il muro perimetrale del Policlinico...
...e a destra un caseggiato su cui è ben visibile una scritta risalente al Ventennio fascista. La palazzina fa angolo con via Carafa...
...dove ancora oggi è presente un’insegna gialla a caratteri rossi con su scritto: “Cinema Marilon”. Si tratta della mitica sala aperta nel 1953 che dagli anni 80 ai 90 proiettò film a luci rosse
Scendiamo dunque per via Carafa raggiungendo viale Salandra, trafficata arteria alberata che costeggia sulla sinistra la parte più antica del quartiere
Da qui infatti tutta una serie di stradine in salita (via Lecce, via Foggia, via Lucera) si dirigono in una zona che conserva alcuni edifici di inizio secolo
Tra questi un palazzo color rosa con annessa cappella che dal 1897 fino agli anni 50 ha ospitato un presepe monumentale un tempo famoso in tutta la città
La zona storica si trova di fatto su una piccola altura, tanto che per proseguire su via Lucera a un certo punto è necessario addirittura salire una ripida scala
Viale Salandra poi incrocia con via Di Tullio, lì dove è presente l’ennesima stranezza di questo rione: un eucalipto che divide in due l’arteria, una sorta di spartitraffico naturale
L’albero è lì dagli anni 40 e fu piantato secondo la leggenda dai soldati americani che stavano lasciando la città
Non ci resta ora che dirigerci verso l’ultima tappa del nostro viaggio. Da viale Salandra sulla destra si apre una stretta viuzza: via Collodi
Racchiude un po’ tutti gli elementi caratteristici di Picone. E’ tortuosa e a un certo punto si divide: da una parte porta a un vicolo chiuso dove i murales la fanno da padrone...
...dall’altra sale e curva...
...fino a terminare in un parcheggio che si trova sotto il livello stradale
Su via Collodi conosciamo anche uno dei “personaggi” di Picone: “l’enorme” 83enne Antonio. Lo troviamo seduto su una sedia davanti alla sua vecchia officina meccanica
Dai racconti di Antonio emerge come questa fosse poi un’area piena di fabbriche. Del resto anche lì dove oggi si trova il “parco degli aquiloni”, tra via Collodi e via Devitofrancesco, sorgeva l’industria delle Fucine meridionali, la stessa che occupata negli anni 90 divenne il primo centro sociale della città