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Bari, il quartiere Murat

Bari 25 foto 25 July 2017

E’ dopo la città vecchia la zona più antica di Bari, realizzata a partire dal lontano 1813 e disegnata come una perfetta scacchiera. Parliamo ovviamente del quartiere Murat: il cosiddetto “centro”. Un rione che seppur storico conserva molto poco dei fasti del passato. Anche se in realtà, tra una vetrina e l’altra, è possibile ancora oggi scorgere dei gioielli sopravvissuti alla demolizione selvaggia (foto di Antonio Caradonna)  

25 fotografie
Il nostro punto di partenza è corso Vittorio Emanuele. Qui, all’angolo con corso Cavour, una grossa lapide posta all’angolo del grattacielo a noto come “palazzo Motta” ricorda l’inizio dei lavori del borgo, avvenuto il 25 aprile 1813
Il nostro punto di partenza è corso Vittorio Emanuele. Qui, all’angolo con corso Cavour, una grossa lapide posta all’angolo del grattacielo a noto come “palazzo Motta” ricorda l’inizio dei lavori del borgo, avvenuto il 25 aprile 1813
Inbocchiamo a questo punto corso Cavour: si tratta di una via caratterizzata dalla convivenza tra una miriade di negozi che convivono con edifici dalla grande storia. E’ il caso del palazzo ubicato al civico n.11, il più antico di tutto il borgo
Inbocchiamo a questo punto corso Cavour: si tratta di una via caratterizzata dalla convivenza tra una miriade di negozi che convivono con edifici dalla grande storia. E’ il caso del palazzo ubicato al civico n.11, il più antico di tutto il borgo
Proseguiamo di qualche metro per raggiungere l’angolo con via Piccinni, dove fa bella mostra di sé uno dei più riusciti esempi di liberty di Bari: un palazzo del 1911 caratterizzato da due finte torri laterali aggettanti e da una fascia di piastrelle in ceramica decorata con motivi floreali che funge da parapetto alle finestre dell’ultimo piano
Proseguiamo di qualche metro per raggiungere l’angolo con via Piccinni, dove fa bella mostra di sé uno dei più riusciti esempi di liberty di Bari: un palazzo del 1911 caratterizzato da due finte torri laterali aggettanti e da una fascia di piastrelle in ceramica decorata con motivi floreali che funge da parapetto alle finestre dell’ultimo piano
All’angolo con via Putignani è invece presente un edificio color crema fatto costruire dal commerciante Nicola Scattarelli nel 1915. Costellato da balconcini con parapetti balaustrati, presenta finestre dai timpani triangolari e arrotondati e ricche decorazioni
All’angolo con via Putignani è invece presente un edificio color crema fatto costruire dal commerciante Nicola Scattarelli nel 1915. Costellato da balconcini con parapetti balaustrati, presenta finestre dai timpani triangolari e arrotondati e ricche decorazioni
Chiude il corso un ultimo particolare isolato che vive all’ombra del ponte XX Settembre, lì dove i negozi si diradano e sorgono due storiche scuole superiori: il liceo Scacchi e l’istituto Pitagora
Chiude il corso un ultimo particolare isolato che vive all’ombra del ponte XX Settembre, lì dove i negozi si diradano e sorgono due storiche scuole superiori: il liceo Scacchi e l’istituto Pitagora
Lo Scacchi fu progettato dall’architetto Pietro Trotti come abitazione attorno al 1882 e si caratterizza con un prospetto elegante verniciato di giallo pallido e per le decorazioni antropomorfe e floreali del portale e il cornicione
Lo Scacchi fu progettato dall’architetto Pietro Trotti come abitazione attorno al 1882 e si caratterizza con un prospetto elegante verniciato di giallo pallido e per le decorazioni antropomorfe e floreali del portale e il cornicione
L’adiacente Pitagora fu invece terminato nel marzo 1930. Di ispirazione neoclassica, presenta una facciata in bugnato nella fascia inferiore e di colore salmone nei piani superiori
L’adiacente Pitagora fu invece terminato nel marzo 1930. Di ispirazione neoclassica, presenta una facciata in bugnato nella fascia inferiore e di colore salmone nei piani superiori
Ci spostiamo ora sulla parallela via Melo da Bari, dove tra via Caduti di via Fani e via Prospero Petroni, si trova un particolare palazzetto neo-liberty del 1895 costruito dall’architetto Pasquale di Rienzo che oggi appare quasi composto da tre edifici diversi per via delle facciate di colori differenti (foto di Ilaria Palumbo)
Ci spostiamo ora sulla parallela via Melo da Bari, dove tra via Caduti di via Fani e via Prospero Petroni, si trova un particolare palazzetto neo-liberty del 1895 costruito dall’architetto Pasquale di Rienzo che oggi appare quasi composto da tre edifici diversi per via delle facciate di colori differenti (foto di Ilaria Palumbo)
Raggiungiamo ora la vicina Stazione centrale, quasi identica a com’era al momento della sua edificazione, risalente al 1864 con la sua facciata beige e bianca e la pensilina in stile liberty
Raggiungiamo ora la vicina Stazione centrale, quasi identica a com’era al momento della sua edificazione, risalente al 1864 con la sua facciata beige e bianca e la pensilina in stile liberty
Da qui possiamo ammirare alla nostra sinistra il grandioso e prezioso Palazzo dell’Ateneo, sede dell’Università barese che col suo prospetto color crema è presente in città dal 1890
Da qui possiamo ammirare alla nostra sinistra il grandioso e prezioso Palazzo dell’Ateneo, sede dell’Università barese che col suo prospetto color crema è presente in città dal 1890
La grande piazza Umberto I, area verde punto di ritrovo di “coloro che non sanno dove andare” e posto dove un tempo, nell’edificio della Goccia del latte, le balie nutrivano i neonati baresi (foto di Ilaria Palumbo)
La grande piazza Umberto I, area verde punto di ritrovo di “coloro che non sanno dove andare” e posto dove un tempo, nell’edificio della Goccia del latte, le balie nutrivano i neonati baresi (foto di Ilaria Palumbo)
Proseguiamo quindi per via Sparano, la più nota strada dello shopping barese oggi al centro di un contestato lavoro di “restyling”
Proseguiamo quindi per via Sparano, la più nota strada dello shopping barese oggi al centro di un contestato lavoro di “restyling”
L’edificio simbolo di via Sparano: Palazzo Mincuzzi, costruzione liberty che si staglia dal 1928 all’angolo con via Putignani. Commissionato dall’omonima ditta di abbigliamento (ma ora di proprietà di una multinazionale dei vestiti), è caratterizzata dall’iconica cupola su timpano che reca il nome dei committenti (foto di Ilaria Palumbo)
L’edificio simbolo di via Sparano: Palazzo Mincuzzi, costruzione liberty che si staglia dal 1928 all’angolo con via Putignani. Commissionato dall’omonima ditta di abbigliamento (ma ora di proprietà di una multinazionale dei vestiti), è caratterizzata dall’iconica cupola su timpano che reca il nome dei committenti (foto di Ilaria Palumbo)
A un solo isolato di distanza si trova la chiesa di San Ferdinando, voluta da re Ferdinando II di Napoli nel 1843 ma completamente rifatta nel 1934, quando assunse l’aspetto massiccio e marcatamente laico con cui si presenta oggi, col suo color ocra e i tre alti arconi che si aprono all’ingresso
A un solo isolato di distanza si trova la chiesa di San Ferdinando, voluta da re Ferdinando II di Napoli nel 1843 ma completamente rifatta nel 1934, quando assunse l’aspetto massiccio e marcatamente laico con cui si presenta oggi, col suo color ocra e i tre alti arconi che si aprono all’ingresso
Superando ad angolo con via Piccinni il Palazzo della Rinascente, progettato in stile art nouveau dall’architetto Rampazzini nel 1924 e sede per 80 anni dell’omonima catena di negozi...
Superando ad angolo con via Piccinni il Palazzo della Rinascente, progettato in stile art nouveau dall’architetto Rampazzini nel 1924 e sede per 80 anni dell’omonima catena di negozi...
...accediamo sulla maestosa corso Vittorio Emanuele. Ad angolo con via Roberto da Bari non si può ignorare la facciata tripartita del maestoso Teatro Piccinni, uno dei rari spazi pubblici previsti dall’originario piano Gimma, inaugurato nel 1854 e in ristrutturazione da anni
...accediamo sulla maestosa corso Vittorio Emanuele. Ad angolo con via Roberto da Bari non si può ignorare la facciata tripartita del maestoso Teatro Piccinni, uno dei rari spazi pubblici previsti dall’originario piano Gimma, inaugurato nel 1854 e in ristrutturazione da anni
Di fronte al politeama si staglia invece l’imponente Palazzo della Prefettura, di severo stile neoclassico. Progettato dopo che nel 1806 Bari “strappò” a Trani il titolo di capoluogo di provincia, si presenta con un prospetto di colore bianco e rosso, scandito da finestre timpanate e coronato da un cornicione al centro del quale si eleva la particolare torretta dell’orologio
Di fronte al politeama si staglia invece l’imponente Palazzo della Prefettura, di severo stile neoclassico. Progettato dopo che nel 1806 Bari “strappò” a Trani il titolo di capoluogo di provincia, si presenta con un prospetto di colore bianco e rosso, scandito da finestre timpanate e coronato da un cornicione al centro del quale si eleva la particolare torretta dell’orologio
Siamo ora all’angolo di piazza Massari, dove incontriamo Palazzo Diana. Sede della banca della famiglia omonima fino al suo fallimento avvenuto a fine 800, ha un caratteristico colore rosso mattone e un portone dalla cornice di pietra bianca affiancato da quattro semicolonne della stessa tonalità
Siamo ora all’angolo di piazza Massari, dove incontriamo Palazzo Diana. Sede della banca della famiglia omonima fino al suo fallimento avvenuto a fine 800, ha un caratteristico colore rosso mattone e un portone dalla cornice di pietra bianca affiancato da quattro semicolonne della stessa tonalità
Incrociamo sulla nostra sinistra una particolare chiesetta neogotica: è l’ex cappella dell’imponente palazzo Barone Ferrara che le sorge accanto...(foto di Alessia Schiavone)
Incrociamo sulla nostra sinistra una particolare chiesetta neogotica: è l’ex cappella dell’imponente palazzo Barone Ferrara che le sorge accanto...(foto di Alessia Schiavone)
...questo edificio fu progettato nel 1843 per il nobile signore che gli diede il nome e si presenta con un grande portale incluso tra due colonne dal capitello ionico
...questo edificio fu progettato nel 1843 per il nobile signore che gli diede il nome e si presenta con un grande portale incluso tra due colonne dal capitello ionico
Prima di lasciare il corso non possiamo però non perderci nella miriade di dettagli del prospetto di palazzo Fizzarotti. Ricchissimo esempio di neogotico veneziano nonché  esempio più noto dei palazzi in stile eclettico del capoluogo pugliese, l’edificio si caratterizza anche per la ricchezza di simboli esoterici (foto di Katia Moro)
Prima di lasciare il corso non possiamo però non perderci nella miriade di dettagli del prospetto di palazzo Fizzarotti. Ricchissimo esempio di neogotico veneziano nonché esempio più noto dei palazzi in stile eclettico del capoluogo pugliese, l’edificio si caratterizza anche per la ricchezza di simboli esoterici (foto di Katia Moro)
Altro esempio di stile eclettico è palazzo Ingami Scalvini, ubicato nella perpendicolare via Cairoli ad angolo con via Putignani. Costruito nel 1923 è costellato anch’esso di richiami massonici inseriti in una struttura di stile medievale
Altro esempio di stile eclettico è palazzo Ingami Scalvini, ubicato nella perpendicolare via Cairoli ad angolo con via Putignani. Costruito nel 1923 è costellato anch’esso di richiami massonici inseriti in una struttura di stile medievale
Torniamo ora indietreo nell’area universitaria incontrando la recentemente ammordernata piazza Cesare Battisti e ricevendo l’”abbraccio” dell’ingresso concavo dell’ex Palazzo delle Poste. Costruito durante il Regime Fascista tra il 1931 e il 1934 per ospitare uffici postali e telegrafici, oggi è stato restituito a nuova vita come centro polifunzionale dipendente dall’Università di Bari
Torniamo ora indietreo nell’area universitaria incontrando la recentemente ammordernata piazza Cesare Battisti e ricevendo l’”abbraccio” dell’ingresso concavo dell’ex Palazzo delle Poste. Costruito durante il Regime Fascista tra il 1931 e il 1934 per ospitare uffici postali e telegrafici, oggi è stato restituito a nuova vita come centro polifunzionale dipendente dall’Università di Bari
Fino a raggiungere via Crisanzio. All’angolo con via De Rossi si trova un palazzo di stile eclettico dai colori rosa pallido e acceso. Costruito nel 1924, accompagna un’architettura schematica e funzionale a dettagli più fantasiosi e peculiari come i mascheroni che sovrastano le finestre e le nicchiette contenenti figure mitologiche
Fino a raggiungere via Crisanzio. All’angolo con via De Rossi si trova un palazzo di stile eclettico dai colori rosa pallido e acceso. Costruito nel 1924, accompagna un’architettura schematica e funzionale a dettagli più fantasiosi e peculiari come i mascheroni che sovrastano le finestre e le nicchiette contenenti figure mitologiche
Continuiamo a percorrere via Crisanzio superando l’elegante edificio bianco e crema che si trova sull’angolo opposto, che con i suoi quattro livelli coniuga neoclassicismo e liberty con una geometria più severa...
Continuiamo a percorrere via Crisanzio superando l’elegante edificio bianco e crema che si trova sull’angolo opposto, che con i suoi quattro livelli coniuga neoclassicismo e liberty con una geometria più severa...