Tutte le gallerie
Fotogallery
Bari, il Palazzo Ingami-Scalvini
È tra gli edifici più misteriosi, affascinanti ed eleganti di tutta Bari e conferisce a un angolo del quartiere Murat un tocco di immaginario medioevale con le sue facciate popolate da bestie, fiere e draghi. Parliamo del Palazzo Ingami-Scalvini, uno dei massimi esempi di architettura eclettica della città (foto di Antonio Caradonna)
25 fotografie
Il palazzo si trova in via Cairoli ad angolo con via Putignani. Strutturato su cinque livelli, è inserito in un contesto fatto di palazzi neoclassici e strutture erette negli anni 70
Il primo particolare che salta all’occhio è il suo aspetto “spezzato”...
...in pietra chiara nella parte inferiore e in laterizio rosso nella seconda metà
La fascia centrale, con le sue finestre-balconi bifore provviste di arco, è la più lussuosa...
...parapetti e rilievi sono decorati e le colonnine paiono di granito rosa
Ma a rendere questo palazzo speciale sono le facciate animate da un vero e proprio bestiario medievale, con scimmie, arieti...
draghi e leoni...
...che si alternano a volti umani e divini
Il portale d’ingresso presenta un decoratissimo arco a tutto sesto poggiato su due colonnine con teste di guerrieri
Sopra il portone ecco la prima epigrafe in latino di cui si arricchisce l’Ingami-Scalvini: è la locuzione "Per aspera ad astra"
Un’altra scritta riprende invece il motto attribuito a Giovanni Pico della Mirandola: Faber est suae quisque fortunae (“ciascuno è artefice della propria sorte”).
L’esortazione al duro lavoro contenuta nelle targhe è cara alla Massoneria, a cui rimandano anche il dio Mercurio sulla facciata di via Putignani...
...e i segni zodiacali dipinti sul sotto cornicione dell’ultimo piano
Ma non è finita: sulla parasta angolare c’è uno stemma con ruota dentata e martello e nelle vicinanze un gallo, simboli che lasciano adito a pochi dubbi
Ma è arrivato ora il momento di entrare, per andare a scoprire ciò che questo palazzo cela al suo interno. Superiamo un grifone presente sull’architrave...
...e ci ritroviamo davanti a un atrio quadrangolare con una volta a crociera completamente dipinto in stile neogotico dai fratelli Prayer. Non c’è un angolo lasciato libero
Col naso all’insù ammiriamo affrescate in forma femminile le quattro virtù cardinali. Ciascuna di esse è identificata da nome latino e simboli
La figura della Sapienza, con un libro in mano
Dal centro pende un lampadario in ferro nero con piccoli serpenti, emblema massonico della salvezza
Sul muro di fronte a noi sono invece raffigurati un elmo da cavaliere e quattro stemmi araldici, ennesimo richiamo alla cavalleria medievale
Ci immettiamo quindi nel vano scala oltrepassando un sottarco adornato: spadroneggiano decorazioni rosse e bianche tra cerchi con inclusi motivi floreali e cieli turchesi con soli alternati a stelle
Da qui gradini e ascensore si inerpicano per i quattro piani superiori: la scalinata è accompagnata da una ringhiera con archi e onde che costituiscono un motivo tipicamente romanico
Ognuno dei livelli ospita sulla parete un rosone in ferro con due grifoni addorsati
Mentre dal secondo piano in poi le porte degli appartamenti sono coronate da dipinti, illuminati dalla calda luce di una torciera
A completare il tutto c’è infine il soffitto dell’ultimo livello, a cassettoni trompe-l'œil blu con girasoli rossi