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Bari, il Palazzo delle Sfingi
All’ombra del ponte XX Settembre, nell'ultimo tratto di Corso Cavour che precede la ferrovia, vi è un palazzo dal prospetto rosso che cattura l'attenzione grazie al suo inconfondibile portale ligneo, in cui si inseriscono due protomi simmetricamente disposti su battenti di bronzo che ricordano le antiche maschere funerarie dei faraoni egizi. Stiamo parlando di Palazzo Borracci, ribattezzato da molti “Palazzo delle Sfingi”, uno degli esempi più particolari di Liberty barese e custode al suo interno di una profusione di rimandi al mondo esoterico e massonico (foto di Nicola Lasalandra)
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Palazzo Borracci si trova al civico 208 di Corso Cavour, all'ombra del ponte XX Settembre e ad angolo con Via Dieta di Bari e via Zuppetta
La facciata rosso pompeiano, la cui brillantezza è oggi attenuata da una patina di smog, mantiene ancora il suo fascino...
...grazie ai raffinati dettagli architettonici in stile neo-egizio
L’ingresso è incorniciato da paraste in marmo decorate con bassorilievi floreali...
...sormontato da una testa femminile scolpita con un ricco copricapo decorato con foglie di acanto
A colpire maggiormente lo sguardo del visitatore è il portone, in legno e ferro battuto, a due ante...
...ciascuna delle quali comprende una cornice rettangolare...
...e maniglioni con incise decorazioni che richiamano la pianta del papiro e la variegata vegetazione del fiume Nilo
Sopra i battenti, con picchiotti in bronzo, sporgono i volti delle “sfingi”...
...due faraoni riconoscibili dal tipico copricapo (nemes) che simboleggia la natura divina del sovrano, con lunghi nastri che ricadono lateralmente a incorniciarne il viso
Al centro del nemes svetta l’ureo, il serpente che protegge il monarca
Andiamo a visitare l'edificio, per ritrovarci in un atrio...
...dove una scalinata dall'originale balaustra in ferro battuto con richiami fitoformi conduce ai piani superiori
I simboli del repertorio figurativo egizio vengono reiterati sul soffitto a botte color ocra...
...lungo il quale corre una fascia affrescata a motivi floreali e geometrici sui toni dell'azzurro, del verde, del rosso e del nero
Gli stessi elementi decorativi tornano ad abbellire la parte interna di un arco che precede le scale e poggia su dei capitelli a volute
Sul primo pianerottolo si presenta davanti a noi una vetrata su cui è possibile riconoscere in una cornice floreale uno scarabeo...
...che secondo la tradizione egizia rappresentava il trionfo sulla morte
Ogni appartamento conserva poi le porte in legno originali...
...e sugli architravi è incisa una sequenza di fiori di loto
Il secondo pianerottolo presenta anch'esso una vetrata....
...su cui questa volta protagonista è il profilo di un volto femminile con un peculiare copricapo a forma di uccello, probabilmente un ibis, altro animale sacro per il “popolo delle Piramidi”
Torniamo nell'atrio e veniamo accolti dall'avvocato Savino Gambatesa, che da dieci anni occupa, al piano rialzato del palazzo, quello che un tempo era lo studio di Borracci
L'appartamento presenta un’antica pavimentazione a scacchiera con mattonelle rosse, bianche e nere...
...e le porte in legno e vetro dell'epoca, su cui è ben visibile un monogramma con le iniziali del primo proprietario
Sulle nostre teste si staglia una volta affrescata con lo stesso rosso brillante che caratterizza la facciata del palazzo...
...circondata da una cornice color ocra in cui si susseguono foglie di papiro e boccioli di loto
Passiamo ora alla camera adiacente, lì dove rimaniamo incantati da un soffitto a “specchio” affrescato...
...realizzato nell’ottobre del 1915, riporta anche la firma dell'artista, quella di Tommaso Stramaglia
Il dipinto presenta, nel riquadro centrale, una cornice ovale a foglie di lauro che richiamano le decorazioni nei quattro angoli. All'interno si trova una figura femminile morbidamente avvolta da un panneggio che rappresenta probabilmente l'Allegoria della Vanità
Su ciascun lato sono infine raffigurati putti e figure allegoriche ritraenti le protettrici delle arti, ovvero le muse Clio, Euterpe, Urania, Tersicore ed Erato