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Bari, il grande Ipogeo del Seminario

Bari 32 foto 8 July 2021

Con i suoi 1500 metri quadri di superficie rappresenta il più grande tra gli insediamenti sotterranei presenti nelle campagne baresi. Parliamo dell’ipogeo del Seminario, un vero e proprio mondo nascosto che con il suo susseguirsi di archi, corridoi e ambienti concatenati forma un intricato labirinto situato a pochi passi dalla zona commerciale di Santa Caterina (foto di Antonio Caradonna)

32 fotografie
Per raggiungere il luogo ci lasciamo alle spalle il centro commerciale di Santa Caterina e...
Per raggiungere il luogo ci lasciamo alle spalle il centro commerciale di Santa Caterina e...
...superando il cavalcavia che sovrasta la statale 16...
...superando il cavalcavia che sovrasta la statale 16...
...proseguiamo per 400 metri fino all’incrocio con strada Caratore del Carmine
...proseguiamo per 400 metri fino all’incrocio con strada Caratore del Carmine
Alla fine di quest’ultima si staglia la grigia facciata della settecentesca Masseria del Seminario, di proprietà ecclesiastica che dà il suo “religioso” nome anche all’ipogeo
Alla fine di quest’ultima si staglia la grigia facciata della settecentesca Masseria del Seminario, di proprietà ecclesiastica che dà il suo “religioso” nome anche all’ipogeo
Lasciamo alla nostra destra l’edificio per addentrarci su un sentiero di campagna delimitato da muretti a secco
Lasciamo alla nostra destra l’edificio per addentrarci su un sentiero di campagna delimitato da muretti a secco
Attraverso un varco ci facciamo strada tra gli alberi di ulivo...
Attraverso un varco ci facciamo strada tra gli alberi di ulivo...
...fino a un vasto avvallamento nel terreno colmato da folta vegetazione: siamo di fronte all’accesso dell’ipogeo
...fino a un vasto avvallamento nel terreno colmato da folta vegetazione: siamo di fronte all’accesso dell’ipogeo
Una scaletta in pietra ci permette di scendere per cinque metri lungo la parete rocciosa...
Una scaletta in pietra ci permette di scendere per cinque metri lungo la parete rocciosa...
...e raggiungere un ampio atrio rettangolare: l’anticamera dell’intera struttura
...e raggiungere un ampio atrio rettangolare: l’anticamera dell’intera struttura
Subito di fronte a noi si apre una prima “stanza” chiusa: sui muri tufacei notiamo verdi segni di umidità, massi e detriti, risultato dei crolli delle arcate superiori
Subito di fronte a noi si apre una prima “stanza” chiusa: sui muri tufacei notiamo verdi segni di umidità, massi e detriti, risultato dei crolli delle arcate superiori
Sulla nostra sinistra scorgiamo invece uno stretto varco che ci permette di introdurci nella prima cavità del complesso, avvolta dall’oscurità
Sulla nostra sinistra scorgiamo invece uno stretto varco che ci permette di introdurci nella prima cavità del complesso, avvolta dall’oscurità
Scopriamo così un ampio locale, chiuso sul soffitto da una copertura a volta, invaso quasi interamente da un alto cumulo di terriccio e pietre che ne ostruisce altri accessi
Scopriamo così un ampio locale, chiuso sul soffitto da una copertura a volta, invaso quasi interamente da un alto cumulo di terriccio e pietre che ne ostruisce altri accessi
Ci troviamo in quello che era un tempo il laboratorio centrale del casale rupestre, fulcro delle attività produttive dei monaci
Ci troviamo in quello che era un tempo il laboratorio centrale del casale rupestre, fulcro delle attività produttive dei monaci
Tra le macerie notiamo anche alcune ossa di animali di cui non è possibile capire la provenienza
Tra le macerie notiamo anche alcune ossa di animali di cui non è possibile capire la provenienza
Su di esso si affacciano altri piccoli vani ciechi segnati da archi scavati nella roccia che poggiano su mezzi pilastri quadrangolari
Su di esso si affacciano altri piccoli vani ciechi segnati da archi scavati nella roccia che poggiano su mezzi pilastri quadrangolari
Spostandoci sulla sinistra seguiamo l’andamento semicircolare della stanza con le sue tre piccole feritoie di areazione
Spostandoci sulla sinistra seguiamo l’andamento semicircolare della stanza con le sue tre piccole feritoie di areazione
Proseguiamo il nostro viaggio tra cupe cavità e ci ritroviamo in un vasto spazio...
Proseguiamo il nostro viaggio tra cupe cavità e ci ritroviamo in un vasto spazio...
...contraddistinto dalla presenza di un’antica macina utilizzata per pressare cereali e olive...
...contraddistinto dalla presenza di un’antica macina utilizzata per pressare cereali e olive...
...e di alcuni affossamenti artificiali: antiche vasche per l’approvvigionamento dell’acqua
...e di alcuni affossamenti artificiali: antiche vasche per l’approvvigionamento dell’acqua
Da qui si dirama un corridoio, chiuso da un tompagno, che probabilmente collegava questo complesso agli altri ipogei vicini
Da qui si dirama un corridoio, chiuso da un tompagno, che probabilmente collegava questo complesso agli altri ipogei vicini
Il tunnel ci conduce, dopo qualche metro, nell’ambiente più suggestivo di tutto l’ipogeo. La fioca luce che trapela da un’apertura ci permette di ammirare uno spesso pilastro centrale e le arcate superiori che sorreggono l’intera struttura
Il tunnel ci conduce, dopo qualche metro, nell’ambiente più suggestivo di tutto l’ipogeo. La fioca luce che trapela da un’apertura ci permette di ammirare uno spesso pilastro centrale e le arcate superiori che sorreggono l’intera struttura
Delle crepe aperte nella muratura rossastra pendono centinaia di piccole radici che “decorano” l’ambiente a mo’ di fitte tende
Delle crepe aperte nella muratura rossastra pendono centinaia di piccole radici che “decorano” l’ambiente a mo’ di fitte tende
Qui gli spazi si fanno sempre più angusti e tetri data la mancanza totale di luce derivante dall’esterno. Proseguiamo per una decina di metri, quasi perdendoci tra i vari ambienti concatenati tra loro...
Qui gli spazi si fanno sempre più angusti e tetri data la mancanza totale di luce derivante dall’esterno. Proseguiamo per una decina di metri, quasi perdendoci tra i vari ambienti concatenati tra loro...
...sino a incrociare una stretta apertura in un muro crollato che varchiamo con difficoltà
...sino a incrociare una stretta apertura in un muro crollato che varchiamo con difficoltà
Una cascata di macerie e terra che scende da un’apertura nel soffitto invadendo l’intero antro, ci costringe a camminare carponi per oltrepassarla, raggiungendo così la parte più nascosta di tutto il complesso
Una cascata di macerie e terra che scende da un’apertura nel soffitto invadendo l’intero antro, ci costringe a camminare carponi per oltrepassarla, raggiungendo così la parte più nascosta di tutto il complesso
Di fronte a noi si aprono diversi locali e stanze cieche, molte delle quali murate e invase da ragnatele sulle pareti
Di fronte a noi si aprono diversi locali e stanze cieche, molte delle quali murate e invase da ragnatele sulle pareti
Per terra troviamo vecchie bottiglie e pezzi di vasellame ceramico...
Per terra troviamo vecchie bottiglie e pezzi di vasellame ceramico...
...gettati negli anni dall’apertura circolare presente sul soffitto semiocclusa dalla vegetazione
...gettati negli anni dall’apertura circolare presente sul soffitto semiocclusa dalla vegetazione
Ritorniamo sui nostri passi e raggiungiamo un ultimo corridoio di cui a stento riusciamo a intravedere la fine. Lo percorriamo per circa venti metri fino a renderci conto che risulta interamente murato: anche questo doveva servire un tempo da raccordo con le altre cavità ipogeiche presenti in zona
Ritorniamo sui nostri passi e raggiungiamo un ultimo corridoio di cui a stento riusciamo a intravedere la fine. Lo percorriamo per circa venti metri fino a renderci conto che risulta interamente murato: anche questo doveva servire un tempo da raccordo con le altre cavità ipogeiche presenti in zona
Non potendo proseguire riemergiamo nell’avvallamento da dove era iniziato il nostro viaggio e raggiungiamo esternamente un secondo ingresso posto a cinquanta metri dal principale
Non potendo proseguire riemergiamo nell’avvallamento da dove era iniziato il nostro viaggio e raggiungiamo esternamente un secondo ingresso posto a cinquanta metri dal principale
Quest’ultimo è inaugurato da un dromos: un corridoio a cielo aperto che, scendendo nel terreno, conduce a una serie di ambienti in passato probabilmente destinati a uso religioso
Quest’ultimo è inaugurato da un dromos: un corridoio a cielo aperto che, scendendo nel terreno, conduce a una serie di ambienti in passato probabilmente destinati a uso religioso
Una ventina di anni fa alcuni privati ne avevano progettato una rifunzionalizzazione come locale notturno sotterraneo, snaturando interamente la sacralità del luogo. Lo stesso ingresso risulta infatti trasformato da lavori edilizi e ormai non è quasi più raggiungibile a causa della vegetazione incolta che ne blocca la discesa
Una ventina di anni fa alcuni privati ne avevano progettato una rifunzionalizzazione come locale notturno sotterraneo, snaturando interamente la sacralità del luogo. Lo stesso ingresso risulta infatti trasformato da lavori edilizi e ormai non è quasi più raggiungibile a causa della vegetazione incolta che ne blocca la discesa