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Bari, il frutteto urbano di Peppino

Bari 11 foto 14 July 2021

Il 75enne barese Peppino a partire dal 2011, è riuscito a creare una sorprendente oasi verde stretta tra gli alti palazzi del quartiere Carrassi. La zona del rione è quella adiacente a Parco Due Giugno, precisamente una traversa senza uscita di viale Jacini. Qui Peppino dieci anni fa ha avuto in comodato d’uso un terreno di 600 metri quadri in cui ha piantato, tra gli altri, limoni, aranci, peschi, ciliegi e mandarini: in tutto settanta fusti che ha curato giorno dopo giorno. Un raro “giardino urbano” che è riuscito quindi a farsi largo tra l’asfalto e il cemento, ma che rischia adesso di essere cancellato per sempre. A fine giugno infatti il “contadino” ha dovuto riconsegnare le chiavi dell’appezzamento su richiesta del proprietario. Il motivo del dietrofront rimane ignoto, fatto sta che il destino del piccolo podere appare oggi più che mai incerto (foto di Raniero Pirlo)

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Il 75enne barese Peppino a partire dal 2011 è riuscito a creare una sorprendente oasi verde stretta tra gli alti palazzi del quartiere Carrassi. La zona del rione è quella adiacente a Parco Due Giugno, precisamente una traversa senza uscita di viale Jacini
Il 75enne barese Peppino a partire dal 2011 è riuscito a creare una sorprendente oasi verde stretta tra gli alti palazzi del quartiere Carrassi. La zona del rione è quella adiacente a Parco Due Giugno, precisamente una traversa senza uscita di viale Jacini
Un raro “giardino urbano” che è riuscito quindi a farsi largo tra l’asfalto e il cemento, ma che rischia adesso di essere cancellato per sempre. A fine giugno infatti il “contadino” ha dovuto riconsegnare le chiavi dell’appezzamento su richiesta del proprietario
Un raro “giardino urbano” che è riuscito quindi a farsi largo tra l’asfalto e il cemento, ma che rischia adesso di essere cancellato per sempre. A fine giugno infatti il “contadino” ha dovuto riconsegnare le chiavi dell’appezzamento su richiesta del proprietario
Siamo andati a trovare Peppino in quello che è stato per dieci anni il suo “regno”: un’area visibile già da via della Resistenza, dietro un’inferriata verde
Siamo andati a trovare Peppino in quello che è stato per dieci anni il suo “regno”: un’area visibile già da via della Resistenza, dietro un’inferriata verde
Per raggiungerla svoltiamo su via Jacini e subito dopo a destra in una stradina chiusa
Per raggiungerla svoltiamo su via Jacini e subito dopo a destra in una stradina chiusa
È qui che incontriamo Peppino, proprio davanti all’entrata del giardino ormai serrata con un lucchetto. È assieme al suo fidato volpino di nome Zorro, che lo ha accompagnato in tutta la sua avventura
È qui che incontriamo Peppino, proprio davanti all’entrata del giardino ormai serrata con un lucchetto. È assieme al suo fidato volpino di nome Zorro, che lo ha accompagnato in tutta la sua avventura
L’uomo comincia a raccontarci la storia del frutteto. «Era il 2011 quando mi fu affidato questo terreno incolto – ci dice -. C’erano solo erbacce in cui proliferavano topi e veniva utilizzato per gettare rifiuti. In più essendo un posto buio e abbandonato rappresentava per i tossicodipendenti un perfetto angolo dove drogarsi al riparo da occhi indiscreti»
L’uomo comincia a raccontarci la storia del frutteto. «Era il 2011 quando mi fu affidato questo terreno incolto – ci dice -. C’erano solo erbacce in cui proliferavano topi e veniva utilizzato per gettare rifiuti. In più essendo un posto buio e abbandonato rappresentava per i tossicodipendenti un perfetto angolo dove drogarsi al riparo da occhi indiscreti»
Peppino all’epoca, già in pensione come funzionario di banca, pensò bene di sfruttare il campo per piantarci degli alberi da frutto. Limoni, percochi, marzaioli, mandarini, clementini, aranci, peri, peschi, ciliegi, melograni, cachi, albicocchi...
Peppino all’epoca, già in pensione come funzionario di banca, pensò bene di sfruttare il campo per piantarci degli alberi da frutto. Limoni, percochi, marzaioli, mandarini, clementini, aranci, peri, peschi, ciliegi, melograni, cachi, albicocchi...
...ma anche ortaggi come piselli e cavolfiori
...ma anche ortaggi come piselli e cavolfiori
Durante la ricerca di una motozappa che avvenne un incontro fondamentale, quello con il suo cane. «Quel giorno stavo parlando col meccanico – racconta - quando notai questo volpino abbandonato che continuava ad avvicinarsi a me. Decisi così di portarmelo a casa»
Durante la ricerca di una motozappa che avvenne un incontro fondamentale, quello con il suo cane. «Quel giorno stavo parlando col meccanico – racconta - quando notai questo volpino abbandonato che continuava ad avvicinarsi a me. Decisi così di portarmelo a casa»
Zorro divenne in poco tempo la mascotte del quartiere, conosciuto e salutato da tutti, in particolare dai bambini della scuola d’infanzia comunale che sorge accanto al terreno. «Nella prima decade di giugno organizzavamo con piccoli e maestri un istruttivo e divertente giro nel frutteto», sottolinea il contadino
Zorro divenne in poco tempo la mascotte del quartiere, conosciuto e salutato da tutti, in particolare dai bambini della scuola d’infanzia comunale che sorge accanto al terreno. «Nella prima decade di giugno organizzavamo con piccoli e maestri un istruttivo e divertente giro nel frutteto», sottolinea il contadino
Ma per lui c’è anche una bella notizia, un piccolo premio di consolazione. «Un privato mi ha affidato la cura di sette alberi posti su un cortile situato accanto al “mio” giardino – ci spiega con soddisfazione -. Farò in modo che diventi un altro paradiso, dove crescere i miei nuovi “figli”»
Ma per lui c’è anche una bella notizia, un piccolo premio di consolazione. «Un privato mi ha affidato la cura di sette alberi posti su un cortile situato accanto al “mio” giardino – ci spiega con soddisfazione -. Farò in modo che diventi un altro paradiso, dove crescere i miei nuovi “figli”»