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Bari, il desolato centro sportivo ai piedi del Faro
Reti distrutte, divise abbandonate, trofei e gagliardetti confusi tra i rifiuti e soprattutto tanta erba sintetica, il tutto ai piedi del maestoso Faro di San Cataldo svettante sul mare. È ciò che resta di uno storico impianto sportivo del quartiere Marconi in cui si sono allenate generazioni di giovani baresi, tra cui i cestisti dell’Arx, veterana squadra di basket locale. Un luogo oggi ridotto a discarica a cielo aperto che attende una riqualificazione promessa dal Comune (foto di Antonio Caradonna)
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Reti distrutte, divise abbandonate, trofei e gagliardetti confusi tra i rifiuti e soprattutto tanta erba sintetica, il tutto ai piedi del maestoso Faro di San Cataldo svettante sul mare
È ciò che resta di un vasto impianto sportivo del quartiere Marconi in cui si sono allenate generazioni di giovani baresi, tra cui i cestisti dell’Arx, veterana squadra di basket locale
Siamo andati a visitare l’ex “regno” dell’Arx, partendo da via Tripoli, lì dove si affaccia un piccolo edificio incluso tra l’ingresso del faro e la chiesa di San Cataldo
Entrarci non è possibile, ma riusciamo a scorgere sulla facciata le targhe dell’associazione. Su una di esse sono riportate la data di fondazione, come detto il 1955, e la scritta “Coni” con i cinque anelli intrecciati
«All’interno c’erano coppe, fotografie e ritagli di giornale, molti dei quali parlavano della nostra squadra di basket», spiega Francesco, ex capitano dell’Arx
Per accedere all’area percorriamo via Tripoli e raggiungiamo la cancellata semiaperta situata all’incrocio con via Mogadiscio
Ci ritroviamo così su una superficie all’aperto leggermente sopraelevata rispetto al lungomare Starita. Alla nostra sinistra si staglia il blu dell’Adriatico, mentre di fronte a noi ecco il Faro, che ci guarda dall’alto dei suoi 62,4 metri di altezza
Quello che rappresentava il posto ideale dove fare sport in città, è ora però ridotto a un immondezzaio
Per terra ci sono carcasse di stampanti, pezzi di sanitari...
...un cestello di lavatrice...
...escrementi di animali, vetri rotti e rifiuti di ogni tipo
A dominare c’è comunque il verde dell’ormai malmessa erba sintetica dei campi di calcetto...
...segnati ancora dalle linee bianche di gioco
Attraversiamo ora quello che doveva essere il campo da pallacanestro e da pattinaggio circondato dalla vegetazione cresciuta in ogni angolo
Ed eccoci davanti a un prefabbricato degradato attorno al quale si accumulano sedie rotte e pezzi di mobilio
Ci affacciamo all’interno grazie a una porta aperta e vi scorgiamo uno scenario di abbandono: oggetti ammassati l’uno sull’altro, reti, sacchi di plastica, un grande divano bianco al centro
Riversa per terra c’è una brandina...
...oltre a diversi trofei semidistrutti e un tavolo dall’aspetto antico
In una bacheca ecco un segno “della vita precedente”: una targhetta con la dicitura Centro Sportivo il Faro e un galletto biancorosso che porta scritto sul petto l’anno 2006
Accediamo ora all’interno di un'altra struttura. A giudicare dalla presenza di un armadietto con l’adesivo della Croce Verde, probabilmente si trattava di un’infermeria
Qui i muri appaiono malmessi ma la pavimentazione, pur se sporca e costellata di rifiuti, è intatta
Da una finestra senza vetri è possibile scorgere il mare al di là del muretto che circonda l’area
Infine accediamo, attraverso della scale in discesa, all’interno di un terzo fabbricato
Ci immettiamo così in uno stretto e buio corridoio...
...alla fine del quale si allarga uno spazio che fungeva un tempo da spogliatoio. Lo capiamo dai resti delle docce, ormai prive di manopole e soffioni