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Bari, il degrado dello Stadio del Nuoto
Calcinacci a terra, solai divelti, colonne portanti pericolanti. È lo “spettacolo” offerto dalla grande vasca esterna dello Stadio del Nuoto di Bari, più noto come Piscine Comunali. Costruito negli anni Settanta e riqualificato completamente per ospitare i Giochi del Mediterraneo del 1997, il complesso è il fiore all’occhiello delle infrastrutture sportive baresi. Ma oggi la sua gloriosa piscina scoperta di 50 metri, una delle più grandi del Sud Italia, è inagibile a causa dell’avanzato stato di degrado (foto di Valentina Rosati)
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Lo Stadio del Nuoto si trova nel quartiere Marconi, adiacente all’Arena della Vittoria. Varchiamo il grande cancello rosso d’ingresso situato in via Angelo Albanese...
...e alla nostra sinistra notiamo subito l’ingresso all’area esterna che ogni estate si apriva ad atleti, amatori o semplici bagnanti che volevano godersi una giornata di sole e nuoto
Noi però proseguiamo e saliamo la scalinata del corpo principale del complesso, punto d’accesso delle due piscine coperte
Dopo aver varcato la pesante porta trasparente, entriamo nella reception ormai inattiva a causa dell’emergenza Covid e perciò priva dell’usuale viavai di iscritti e istruttori
Attraversando il bar (anch’esso in disuso per la pandemia)...
...ci troviamo nello spazio esterno, circondati da sedie abbandonate e ammassi di foglie portate dal vento
Di fronte a noi si erge il trampolino in cemento con le sue ringhiere rosse consunte...
...affacciato su un’azzurra vasca quadrata profonda 6 metri e completamente vuota, eccetto che per un po’ di acqua stagnante e rifiuti
E a pochi metri ecco la prestigiosa vasca da 50 metri
Le sue piastrelle bianche e azzurre sono l’unica nota di colore in un luogo ormai spento e silenzioso, senza spettatori incitanti sugli spalti né l’incalzare di bracciate a pelo d’acqua di nuotatori
Osservando la superficie della piscina pulita, i blocchi di partenza nuovi...
...e le lucide scalette in ferro, nulla farebbe pensare a uno stato di degrado o inagibilità
Passando per una porticina bianca e scendendo una rampa di strette scale andiamo insieme a lui verso i vani tecnici...
...laddove si trovano le fondamenta del complesso
La scena che ci appare davanti è inquietante: mattoni esposti sul soffitto da cui si staccano pezzi di intonaco bianco...
cavi elettrici pendenti, tubi consunti...
... e finestre di areazione rotte
Attraversiamo un lungo e buio corridoio...
superando i grandi e arrugginiti filtri della piscina...
... nonché contatori con tasti divelti, fili elettrici e cotti a vista
Alzando lo sguardo notiamo anche “toppe” di malta su vecchie tubature. Sono state realizzate anch’esse due anni fa non considerando però tutto il restante stato d’incuria
Raggiungiamo quindi il fondo della vasca olimpionica, dove la situazione di fatiscenza ci appare inequivocabile
Lastre di intonaco che cedono al solo passaggio...
grappe metalliche completamente coperte di ruggine...
... e piloni di sostegno ormai prossimi al crollo