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Bari, il complesso Teodoro Massa di Carrassi
La sua importanza è data dal fatto di essere uno dei pochi edifici storici del quartiere Carrassi di Bari sopravvissuti alle demolizioni avvenute a partire dal Secondo Dopoguerra. È questa la storia del “Teodoro Massa”: un complesso costituito da tre fabbricati uniti da un cortile interno che si staglia da quasi un secolo tra viale della Repubblica e via Guido de Ruggiero, a due passi dalla Chiesa Russa. Conosciuto dai più come “Palazzo dei mutilati”, fu eretto nell’ex contrada San Lorenzo tra 1929 e il 1930 per volere di Mussolini al fine di dare una casa ai militari rimasti inabili a causa del primo conflitto mondiale (foto di Christian Lisco)
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La storia del “Teodoro Massa”: un complesso costituito da tre fabbricati uniti da un cortile interno che si staglia da quasi un secolo tra viale della Repubblica e via Guido de Ruggiero
Conosciuto dai più come “Palazzo dei mutilati”, fu eretto nell’ex contrada San Lorenzo tra 1929 e il 1930 per volere di Mussolini al fine di dare una casa ai militari rimasti inabili a causa del primo conflitto mondiale
Ci troviamo su viale della Repubblica, alle spalle della Chiesa Russa. Camminando verso il centro cittadino ecco sulla sinistra i primi due fabbricati del complesso. Separati da un cancello e da un breve viale, sono introdotti da un largo marciapiede che li distanzia dalla trafficata arteria cittadina
Presentano entrambi una facciata rosa e bianca...
...impreziosita da un balconcino colonnato e da decori in pietra
Un cornicione sporgente con tegole divide poi il piano attico segnato da una serie di lesene. Le centrali sorreggono il timpano di coronamento...
...lì dove è presente lo stemma dell’Anmig di ispirazione romana, ovvero uno scudo con tre gladii su una corona di spine
Ci avviciniamo ai due massicci portoni in legno. Entrambi gli ingressi sono chiusi tra due alte colonne squadrate e sopraelevati dal piano stradale da tre ampi gradoni
Ai piedi dei portoni sono presenti degli antichi “nettascarpe”
All’interno ci si imbatte in eleganti androni con pareti a pannelli marmorei aventi al centro dei gradini che conducono alla tromba delle scale
Lasciamo ora i due palazzi gemelli per andare a visitare l’edificio principale del complesso, che si staglia sulla perpendicolare via Guido de Ruggiero
Pensato per ospitare i sottufficiali, svetta con il suo imperioso prospetto bianco e ocra su uno spiazzo adibito a parcheggio
La dimora si innalza su cinque piani scanditi da una sequenza parallela di finestre con imposte marroni...
...alcune delle quali sormontate da decori a conchiglia o a stella e da fini architravi
Impreziosiscono la facciata una serie di balconcini alcuni più semplici con ringhiere in ferro...
...altri più massicci con colonne e timpani spezzati sorretti da pilastri quadrangolari
Chiude in alto il piano attico, dominato al centro dall’imponente stemma “romano” già presente sugli altri due fabbricati
La vista dell’imperiosa dimora è però “sporcata” da una moderna quanto discutibile costruzione chiara...
...sorta qualche anno fa al posto della storica officina degli Aceto, famiglia che per sessant’anni ha riparato le biciclette dei baresi
Non ci resta quindi che accedere al suo interno, attraversando il grande portone in legno
Siamo nel vasto androne centrale che conduce a una luminosa vetrata che dà sul cortile interno
Nell’ingresso sono ancora presenti le originarie cassette delle lettere in legno...
...l’antico locale del portiere indicato da un’insegna retrò...
...e una piccola nicchia con una statua della Madonna
Raggiungiamo quindi il cortile, un largo spiazzo decorato con due alte palme...
...e verdi aiuole con attorno vecchie panchine
Intravediamo anche una porticina con su scritto “Ufficio”: il vecchio locale amministrativo del complesso usato ancora oggi per le riunioni di tutti i condòmini
Da questo punto possiamo godere della vista della splendente cupola della Chiesa Russa dominata da una croce dorata
Rientriamo però nel palazzo e, attraverso una delle scale che conserva l’originale ringhiera, raggiungiamo infine il terrazzo
Da qui su è possibile osservare viale della Repubblica e attorno a noi gli altri moderni edifici del quartiere Carrassi: quelli che accerchiano questo secolare palazzo che ha resistito a tristi abbattimenti e demolizioni