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Bari, il "castello" dell'istituto Alberotanza
Lo chiamano “il castello” perché con il suo perimetro ottagonale e il caratteristico torrino merlato ricorda proprio una fortezza medievale. Si tratta dell’Istituto Pietro Alberotanza, un’ottocentesca e particolare struttura in stile neoromanico nascosta tra le strade del periferico quartiere San Paolo di Bari. Un edificio che dopo essere stato per anni la residenza di un barone è stato nel 1968 adibito a scuola dalle suore Minime della Passione (foto di Federica Calabrese)
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Per visitare l'istituto, una volta entrati nel rione attraverso viale Europa...
...bisogna proseguire su viale delle Regioni...
...per poi accedere nella zona più popolare del “Cep”, realizzata tra gli anni 50 e 60 per dare una casa ai senzatetto baresi
Tra vecchi edifici e accanto alla chiesa parrocchiale di San Paolo si trova una grande area situata tra via Umbria e via Lazio
In una traversa di quest’ultima strada, da poco intitolata a via Madre Elena Aiello....
...si apre il cancello blu che segna l’ingresso della scuola
Mentre ci incamminiamo verso l’antico stabile la coordinatrice suor Anna Rizzuto ci racconta la storia dell’Alberotanza
Un istituto che, nel frattempo ingranditosi negli anni 80 grazie a una moderna e più ampia struttura, accoglie bambini e ragazzini con situazioni “problematiche”...
...offrendo loro istruzione, attività di doposcuola, laboratori di informatica e un servizio mensa
Ma eccoci arrivati davanti all’edificio neoromanico di fine Ottocento
Di colore beige, si presenta come un parallelepipedo formato da grandi blocchi tufacei...
...e scandito lateralmente da monofore a sesto pieno con ghiere d’arco leggermente strombate
In effetti pare proprio di trovarsi davanti a un maniero...
...con tanto di torre arricchita da merli guelfi con dentellatura regolare...
...e colonne cilindriche sormontate da un particolare coronamento a lanterna
«Si tratta di un raro caso di villa costruita con le sembianze di una fortezza – sottolinea l’architetto Simone De Bartolo –. Il coronamento della torre poi...
...così come gli archetti pensili che inquadrano le finestre, sono addirittura modellati sul disegno del Castello Normanno-Svevo di Bari»
Non ci resta ora che entrare. Salendo su una delle due imperiose scalinate laterali...
...e oltrepassando una porticina in ferro grigio...
...accediamo a una sobria anticamera. In quella che un tempo era la segreteria...
...si trovano una cassettiera in legno scuro, due sedie dai toni rosati e qualche icona sacra appesa alle pareti
Superato l’atrio, l’accogliente ambiente ottagonale che ci appare davanti si snoda attorno a un piccolo spazio centrale scandito da bianchi pilastri quadrati...
...e illuminato da un lucernario
Perlustriamo l’edificio, composto da sei stanze, tra cui lo studio della responsabile...
...e un piccolo “salotto” con adiacente cucina in cui le suore si riuniscono periodicamente
E scopriamo anche la piccola cappella. Conserva un piccolo altare in pietra coronato da un Gesù crocifisso con morbidi panneggi dorati alle sue spalle
Le due colorate vetrate laterali da cui permea la luce esterna esibiscono l’una il simbolo dell’eucarestia...
...l’altra dei bambini indirizzati verso la retta via
Usciamo ora dall’edificio per attraversare un’area che ci conduce a degli scalini che precedono una porta vetrata
Attraversandola ci ritroviamo nell’attuale teatro della scuola, un locale dalle grosse arcate in pietra che rappresentava un tempo la vecchia panetteria dell’Alberotanza
Sul pavimento si trova ancora una botola che permetteva di accedere alla dispensa dov’erano contenuti cereali, olive e farine