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Bari, il caffè ospitato in un vecchio monastero

Bari 29 foto 8 February 2025

BARI – Nel capoluogo pugliese c’è un bar dove si può prendere un caffè tra archi, nicchie in pietra e stemmi vescovili. È il Vergnano: un locale ospitato in un antico palazzo seicentesco che fu anche sede del convento di Santa Teresa Nuova. Questo particolare luogo si trova al civico 128 di via Amendola, di fronte all’ingresso del Campus universitario di Bari (foto di Rafael La Perna)

29 fotografie
Il Caffè Vergnano si trova al civico 128 di via Amendola...
Il Caffè Vergnano si trova al civico 128 di via Amendola...
...di fronte all’ingresso del Campus universitario di Bari
...di fronte all’ingresso del Campus universitario di Bari
Superate due colonne sorvegliate da statue di leoni...
Superate due colonne sorvegliate da statue di leoni...
...e percorso un lungo viale...
...e percorso un lungo viale...
...si arriva davanti all’entrata del bar inclusa in un vecchio arco murato
...si arriva davanti all’entrata del bar inclusa in un vecchio arco murato
Basta varcare la soglia per ritrovarsi in un vasto ambiente con pietra a vista caratterizzato da una volta a botte...
Basta varcare la soglia per ritrovarsi in un vasto ambiente con pietra a vista caratterizzato da una volta a botte...
...e da un secolare pavimento bianco e nero
...e da un secolare pavimento bianco e nero
Quella in cui ci troviamo è infatti un’antica residenza arcivescovile risalente al XVII secolo che divenne sede del monastero di Santa Teresa Nuova nel 1935
Quella in cui ci troviamo è infatti un’antica residenza arcivescovile risalente al XVII secolo che divenne sede del monastero di Santa Teresa Nuova nel 1935
Le suore abbandonarono però lo stabile nel 1958, perchè necessitava di complessi e costosi interventi di restauro. Preferirono quindi far edificare un nuovo convento, accanto al precedente, dove continuano ancora oggi ad accogliere i bisognosi di aiuto
Le suore abbandonarono però lo stabile nel 1958, perchè necessitava di complessi e costosi interventi di restauro. Preferirono quindi far edificare un nuovo convento, accanto al precedente, dove continuano ancora oggi ad accogliere i bisognosi di aiuto
Nel 2011 gli ambienti religiosi sono stati adattati a bar, senza essere però stravolti. «Abbiamo persino migliorato la struttura  - sottolinea il 52enne Alfredo De Giorgi, titolare dell’attività -. Quando lo abbiamo preso in fitto l’edificio si presentava in totale stato di degrado»
Nel 2011 gli ambienti religiosi sono stati adattati a bar, senza essere però stravolti. «Abbiamo persino migliorato la struttura - sottolinea il 52enne Alfredo De Giorgi, titolare dell’attività -. Quando lo abbiamo preso in fitto l’edificio si presentava in totale stato di degrado»
Ci guardiamo attorno e notiamo subito delle arcate...
Ci guardiamo attorno e notiamo subito delle arcate...
...e delle nicchie verticali nel muro dietro il bancone del bar
...e delle nicchie verticali nel muro dietro il bancone del bar
Il resto della sala è invece composto da un lungo vano...
Il resto della sala è invece composto da un lungo vano...
...con una elegante volta unghiata...
...con una elegante volta unghiata...
...illuminata da un lucernario con cupoletta forata
...illuminata da un lucernario con cupoletta forata
Sul fondo si trova poi un’arcata bianca e una piccola scala in pietra che porta a un vano rialzato
Sul fondo si trova poi un’arcata bianca e una piccola scala in pietra che porta a un vano rialzato
«Questo ambiente era la chiesa del monastero e qui si trovavano l’abside e l’altare, che è stato rimosso tempo fa», ci spiega la nostra guida indicandoci i segni più scuri che delimitavano l’ara liturgica
«Questo ambiente era la chiesa del monastero e qui si trovavano l’abside e l’altare, che è stato rimosso tempo fa», ci spiega la nostra guida indicandoci i segni più scuri che delimitavano l’ara liturgica
Ci spostiamo nei due vani laterali, che adesso ospitano i tanti tavoli del caffè. Quello di destra, leggermente rialzato, presenta lo stesso pavimento del precedente ed è diviso da una doppia arcata bianca, sorretta da una possente colonna
Ci spostiamo nei due vani laterali, che adesso ospitano i tanti tavoli del caffè. Quello di destra, leggermente rialzato, presenta lo stesso pavimento del precedente ed è diviso da una doppia arcata bianca, sorretta da una possente colonna
Sulla volta in tufo troviamo invece un altro lucernario rotondo. «Questa era la stanza da dove le suore di clausura seguivano le celebrazioni liturgiche, nascoste dalle grate», ci spiega Alfredo conducendoci nell’altro locale adiacente
Sulla volta in tufo troviamo invece un altro lucernario rotondo. «Questa era la stanza da dove le suore di clausura seguivano le celebrazioni liturgiche, nascoste dalle grate», ci spiega Alfredo conducendoci nell’altro locale adiacente
L’ambiente, illuminato da una vetrata...
L’ambiente, illuminato da una vetrata...
...e da un ulteriore lucernario, stavolta quadrato...
...e da un ulteriore lucernario, stavolta quadrato...
...mostra un pavimento più moderno, formato da pannelli neri quadrati. Questa è la zona dove era ospitata la mensa delle sorelle...
...mostra un pavimento più moderno, formato da pannelli neri quadrati. Questa è la zona dove era ospitata la mensa delle sorelle...
...come testimonia una foto antica
...come testimonia una foto antica
Sulla parete attira la nostra attenzione un bianco stemma ecclesiastico in gesso con nappe, croci e un libro aperto al centro. «Ci è stato donato dalle suore, era l’emblema dell’arcivescovo che qui risiedeva», precisa Alfredo
Sulla parete attira la nostra attenzione un bianco stemma ecclesiastico in gesso con nappe, croci e un libro aperto al centro. «Ci è stato donato dalle suore, era l’emblema dell’arcivescovo che qui risiedeva», precisa Alfredo
Attraverso un corridoio seguiamo ora la nostra guida alle spalle della struttura. Ci ritroviamo così in un ampio cortile limitato da un muro. «Questo spazio esterno era il chiostro del monastero», ci spiega Alfredo, mostrandoci alcune vecchie foto in bianco e nero
Attraverso un corridoio seguiamo ora la nostra guida alle spalle della struttura. Ci ritroviamo così in un ampio cortile limitato da un muro. «Questo spazio esterno era il chiostro del monastero», ci spiega Alfredo, mostrandoci alcune vecchie foto in bianco e nero
Tutt’attorno erano disposte le varie celle con gli alloggi delle monache
Tutt’attorno erano disposte le varie celle con gli alloggi delle monache
Alzando lo sguardo, riusciamo anche a scorgere il piccolo campanile, privo di campana, che si è comunque conservato nel tempo
Alzando lo sguardo, riusciamo anche a scorgere il piccolo campanile, privo di campana, che si è comunque conservato nel tempo
Mentre altre immagini storiche mostrano il grande portone in legno, ora non più esistente, che un tempo dava accesso alla residenza
Mentre altre immagini storiche mostrano il grande portone in legno, ora non più esistente, che un tempo dava accesso alla residenza
In un angolo notiamo infine una malmessa struttura di due piani con finestre rettangolari e un alto arco come ingresso: una pertinenza dell’antica dimora dell’arcivescovo non visibile dalla strada
In un angolo notiamo infine una malmessa struttura di due piani con finestre rettangolari e un alto arco come ingresso: una pertinenza dell’antica dimora dell’arcivescovo non visibile dalla strada