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Bari, il bassorilievo di Barbieri nel grande magazzino
La storia del capoluogo pugliese raccontata per immagini all’interno di un negozio di vestiti. Si può riassumere così lo strano connubio che da sei anni a questa parte caratterizza un locale di via Abate Gimma 87, a Bari. Qui, infatti, all’interno della catena di abbigliamento “Ovs”, tra pantaloni, giacche e magliette, si staglia imperioso un enorme bassorilievo dell’artista salentino Francesco Barbieri (foto di Francesco De Palo)
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La storia del capoluogo pugliese raccontata per immagini all’interno di un negozio di vestiti
Si può riassumere così lo strano connubio che da sei anni a questa parte caratterizza un locale di via Abate Gimma 87, a Bari
Qui, infatti, all’interno della catena di abbigliamento “Ovs”, tra pantaloni, giacche e magliette, si staglia imperioso un enorme bassorilievo dell’artista salentino Francesco Barbieri
All’interno del grande magazzino, mentre il personale passa il bancomat ed emette scontrini, rivolgiamo lo sguardo in direzione delle casse, verso la parte alta della parete frontale. E qui ci troviamo sorprendentemente di fronte al bassorilievo grande 12 metri per 3
Osservando il bassorilievo da sinistra a destra notiamo come il pannello si apra con l’episodio biblico dell’Arca di Noè...
...e si chiuda con la figura di San Nicola, protettore dei baresi
A un esame più attento, vediamo comparire in realtà due volte il Santo di Myra. La prima, accompagnato da un angioletto che gli porge la tiara vescovile, mentre compie il miracolo della resurrezione dei tre bambini
Un po’ più al centro, in alto, ritroviamo il patrono barese in un altro celebre episodio della sua vita: quello in cui dona tre sacchetti pieni di monete ad altrettante fanciulle povere in prossimità delle loro nozze
Il legame tra Bari e il suo Patrono lo ritroviamo ancora nella facciata della Basilica eretta a gloria del santo, la cui struttura è chiaramente riconoscibile nel bassorilievo, al pari di altre architetture cittadine, prima fra tutte il Palazzo del Sedile, che si individua facilmente all’interno di una veduta di Bari, posta dall’artista salentino al centro del lavoro
Barbieri dedica tutta la parte centrale del manufatto alle attività umane che ne rappresentano le plurisecolari fonti di ricchezza. Ecco così un ulivo, vero “albero della vita” per la Puglia, e una donna ai suoi piedi con una giara per l’olio
Ma non è finita. In rapida successione, possiamo notare altre figure che rimandano alla viticoltura, al lavoro dei campi e soprattutto alla pesca, simboleggiata dalla presenza di un pescatore
Qui è ammirevole il virtuosismo con cui lo scultore ha modellato la rete che imprigiona i pesci
Da evidenziare anche la donna addormentata con il suo bambino, evidente riferimento al riposo che segue le fatiche del lavoro
A contrapporsi al buio, ripreso anche dalla figura della dea della caccia Diana, che dorme in una falce di luna, in alto si scorge la presenza di Apollo mentre conduce il carro del sole
Notiamo infine tre navi. Una, vicina a san Nicola, è senza dubbio una “caravella” e rinvia non soltanto al santo, ma anche al celebre logo simbolo della Fiera del Levante, qui trasposto in scultura. Ma i vascelli potrebbero richiamare anche un altro importante momento della vita barese: la nave con la quale il Doge di Venezia, nel 1002, liberò la città dall’assedio dei Saraceni