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Bari, i campi di calcetto in erba sintetica
C'erano una volta il calcio di strada, praticato in luoghi ad accesso libero e gratuito. Poi, a partire dagli anni 80, l'urbanizzazione di Bari ha cancellato quegli spazi comuni e al loro posto sono sorti centri sportivi dotati di campi in erba sintetica. Abbiamo così visitato i pionieri di questa "rivoluzione" del pallone (foto di Gennaro Gargiulo)
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C'era una volta il calcio di strada, praticato in luoghi ad accesso libero e gratuito. Poi, a partire dagli anni 80, l'urbanizzazione di Bari ha cancellato quegli spazi comuni e al loro posto sono sorti centri sportivi dotati di campi in erba sintetica
Questi moderni rettangoli di gioco si diffusero velocemente, soprattutto a ridosso della tangenziale, diventando così dei veri e propri “templi” dove i baresi di tutte le età possono sfidarsi a suon di tiri e gol. Attualmente nel capoluogo sono presenti una ventina di centri sportivi
Il nostro tour parte dall'impianto più antico di Bari: l'Olimpic center, sorto nel 1980 ai margini del quartiere Japigia
«Lo realizzai nel 1980 - ci spiega Sandro Atzeni, fondatore dell'Olimpic -, l’intento era quello di promuovere un possibile business di produzione di erba sintetica. E la cosa ha funzionato, visto che dopo di noi in tanti hanno deciso di aprire impianti di futsal, chiedendo a noi di realizzarli»
Da cinque anni a gestire il complesso è il 37enne Giancarlo, che incontriamo subito dopo aver varcato l'entrata
«Non c'è un attimo di respiro - sottolinea il responsabile -. Non accogliamo solo comitive desiderose di svagarsi per un'oretta, ma anche scuole calcio e squadre che prendono parte a tornei organizzati da noi»
Entriamo in un gabbiotto dove tra sacchi colmi di palloni e a scaffali pieni di attrezzature per gli allenamenti, incontriamo il collaboratore Piero, che in sette anni di lavoro ne ha viste di cotte e di crude
«Una volta - racconta il 60enne - mi è capitato persino di trovare negli spogliatoi una teglia con avanzi di riso, patate e cozze»
Ci avviamo verso il vicino svincolo della tangenziale, non prima di aver costeggiato l’adiacente Di Palma, altro impianto di calcetto, eretto nel 1996
Imbocchiamo la strada a scorrimento veloce in direzione nord e guidiamo fino al confine tra Fesca e Palese, lì dove sorge il De Palo...(foto di Antonio Caradonna)
...l'impianto è risalente al 1983 (foto di Antonio Caradonna)
Ad accoglierci è l'indaffarato Giampiero, 40enne che lavora qui da diversi anni e ci parla dei ragazzini di oggi, rei a suo dire di essersi "imborghesiti"
Ci immettiamo nuovamente sulla statale, stavolta in direzione sud. All’altezza di Mungivacca costeggiamo la Cofit, altro centro nato negli anni 80, dove però ci impediscono di scattare fotografie
Poco male, visto che non lontano, in via Fanelli, si affaccia il Green park, creato nel 1986 sotto l'insegna di "Club paradiso" e ribattezzato quattro anni dopo con l'attuale nome
Entriamo nel centro imbattendoci subito nel proprietario, il 70enne Gianni, vicino a uno dei suoi tanti campi di calcio a cinque
Anche lui non sembra essere un "fan" delle nuove generazioni. «Non hanno la stessa passione che vedo nei più grandi», ci confida il titolare
Ci congediamo da Gianni per dirigerci verso l'ultima tappa del viaggio: il centro Ines, che si trova nei pressi del “cimitero inglese”, sulla strada che porta da Carbonara a Triggiano
A darci il benvenuto è il titolare Vito, 86 anni e un'esistenza dedicata al calcio
«L’erba sintetica l’ho messa alla fine degli anni 80 – ricorda – ma io fui il primo a Bari ad affittare dei campi di pallone»