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Bari e le sue 50 zone

Bari 60 foto 22 gennaio 2024

Dall’Umbertino a Pane e Pomodoro, da San Marcello al Quartierino, dal Villaggio del Lavoratore a Sant’Anna. Di che parliamo? Delle 50 zone (più 9 sottozone) in cui è possibile suddividere Bari: grande città a cui va ormai stretta la rigida distinzione amministrativa in quartieri, circoscrizioni e municipi. Perché il capoluogo pugliese è formato da aree anche molto differenti tra loro per storia, posizione geografica, profilo architettonico e ceto sociale dei suoi residenti. Zone che non è possibile racchiudere all’interno di poche denominazioni ufficiali. Ad esempio: se io risiedo in via Tripoli, vicino al Faro, non dirò mai che abito nel quartiere Marconi, men che meno nel Municipio 3, ma che sono in realtà a San Cataldo. E poi una cosa è vivere in via dei Mille, un’altra è alloggiare in viale Einaudi: siamo sempre nel rione San Pasquale, ma in un contesto urbanistico completamente differente, quasi opposto.   Siamo quindi andati a farci un giro per Bari alla scoperta delle sue 50 zone, i cui nomi sono stati assegnati quasi sempre dagli stessi residenti (o magari dalle agenzie immobiliari), spesso prendendo a prestito punti di riferimento noti a tutti.

60 fotografie
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Carcere – Percorrendo corso Alcide De Gasperi verso il centro si entra in una zona sviluppatasi a partire dal Dopoguerra in quella che un tempo veniva chiamata “Contrada Padreterno” per via della presenza di un’edicola raffigurante Dio. Questo quadrilatero è segnato dalla presenza del carcere cittadino
Carcere – Percorrendo corso Alcide De Gasperi verso il centro si entra in una zona sviluppatasi a partire dal Dopoguerra in quella che un tempo veniva chiamata “Contrada Padreterno” per via della presenza di un’edicola raffigurante Dio. Questo quadrilatero è segnato dalla presenza del carcere cittadino
Carrassi bassa – Superato viale Papa Giovanni XIII corso Alcide de Gasperi cambia nome in corso Benedetto Croce e permette l’ingresso nella parte storica di Carrassi, nata subito dopo la Prima guerra mondiale. Il quartiere, nonostante sia stato interessato da un rifacimento urbanistico negli anni 60 e 70, conserva ancora la Caserma Rossani e il tempio ortodosso della Chiesa Russa, entrambe di inizio 900
Carrassi bassa – Superato viale Papa Giovanni XIII corso Alcide de Gasperi cambia nome in corso Benedetto Croce e permette l’ingresso nella parte storica di Carrassi, nata subito dopo la Prima guerra mondiale. Il quartiere, nonostante sia stato interessato da un rifacimento urbanistico negli anni 60 e 70, conserva ancora la Caserma Rossani e il tempio ortodosso della Chiesa Russa, entrambe di inizio 900
Picone/Policlinico – Siamo ora sull’extramurale Capruzzi, strada dalla quale partono varie vie che conducono nel rione Picone, meglio conosciuto come “quartiere del Policlinico”. Qui ha infatti sede il più grande ospedale della città, la cui costruzione iniziò nel 1936. L’area venne urbanizzata a partire dall’inizio del secolo scorso su quello che era il letto dell’antico torrente Picone
Picone/Policlinico – Siamo ora sull’extramurale Capruzzi, strada dalla quale partono varie vie che conducono nel rione Picone, meglio conosciuto come “quartiere del Policlinico”. Qui ha infatti sede il più grande ospedale della città, la cui costruzione iniziò nel 1936. L’area venne urbanizzata a partire dall’inizio del secolo scorso su quello che era il letto dell’antico torrente Picone
La Mendàgne  - La parte più antica del quartiere Picone è “La Montagna”: chiamata così perché situata su una sorta di “collinetta” sopraelevata rispetto al piano stradale. Un quadrilatero segnato da strettissime vie sulle quali si affacciano ancora una manciata di palazzine di inizio secolo, oltre a Palazzo Caleno, uno stabile di fine 800 che comprende anche una piccola cappella
La Mendàgne - La parte più antica del quartiere Picone è “La Montagna”: chiamata così perché situata su una sorta di “collinetta” sopraelevata rispetto al piano stradale. Un quadrilatero segnato da strettissime vie sulle quali si affacciano ancora una manciata di palazzine di inizio secolo, oltre a Palazzo Caleno, uno stabile di fine 800 che comprende anche una piccola cappella
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Quartierino – Raggiungendo la fine di viale Orazio Flacco si pone davanti a noi un grande incrocio. Andando dritto si entra nel quartiere Poggiofranco, a destra invece, superata una grande masseria abbandonata, ci ritroviamo alle spalle del Policlinico nel cosiddetto “Quartierino”. Questo “rione nel rione” sorto negli anni 60 comprende la sede del Conservatorio oltre ai resti di vecchie fabbriche
Quartierino – Raggiungendo la fine di viale Orazio Flacco si pone davanti a noi un grande incrocio. Andando dritto si entra nel quartiere Poggiofranco, a destra invece, superata una grande masseria abbandonata, ci ritroviamo alle spalle del Policlinico nel cosiddetto “Quartierino”. Questo “rione nel rione” sorto negli anni 60 comprende la sede del Conservatorio oltre ai resti di vecchie fabbriche
Far West – Situato all’interno dell’area del Quartierino, ma separato da tutto il resto dai binari delle Ferrovie Appulo Lucane, si trova un piccolo agglomerato di antiche e diroccate case soprannominato il “Far West”. Un fazzoletto di terra che si affaccia su via Cifarelli, dove tra numerose edicole votive, campi di calcio improvvisati e allevamenti di polli, vivono un centinaio di persone
Far West – Situato all’interno dell’area del Quartierino, ma separato da tutto il resto dai binari delle Ferrovie Appulo Lucane, si trova un piccolo agglomerato di antiche e diroccate case soprannominato il “Far West”. Un fazzoletto di terra che si affaccia su via Cifarelli, dove tra numerose edicole votive, campi di calcio improvvisati e allevamenti di polli, vivono un centinaio di persone
Poggiofranco bassa  - Ritornando all’incrocio tra viale Orazio Flacco e viale Papa Giovanni XIII e dirigendoci verso sud, entriamo a Poggiofranco “bassa”. Qui tra gli anni 60 e 70, partendo da alcune case popolari sorte negli anni 50 attorno all’ex sanatorio Cotugno, fu creato un agglomerato di abitazioni dai colori caldi, dotate di giardino e inserite in un contesto di strade alberate
Poggiofranco bassa - Ritornando all’incrocio tra viale Orazio Flacco e viale Papa Giovanni XIII e dirigendoci verso sud, entriamo a Poggiofranco “bassa”. Qui tra gli anni 60 e 70, partendo da alcune case popolari sorte negli anni 50 attorno all’ex sanatorio Cotugno, fu creato un agglomerato di abitazioni dai colori caldi, dotate di giardino e inserite in un contesto di strade alberate
Poggiofranco alta – A sud di Poggiofranco bassa si “innalza” la cosiddetta Poggiofranco alta, delimitata da via Martin Luter King, Via Camillo Rosalba, Carbonara e via Giulio Petroni. Qui imperiosi palazzi condominiali dall’architettura postmoderna convivono con piccoli parchi e orti coltivati. Una zona abitata dalla “Bari bene” prettamente residenziale
Poggiofranco alta – A sud di Poggiofranco bassa si “innalza” la cosiddetta Poggiofranco alta, delimitata da via Martin Luter King, Via Camillo Rosalba, Carbonara e via Giulio Petroni. Qui imperiosi palazzi condominiali dall’architettura postmoderna convivono con piccoli parchi e orti coltivati. Una zona abitata dalla “Bari bene” prettamente residenziale
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Villaggio del Lavoratore – Riprendiamo la statale 16 verso nord e imbocchiamo l’uscita Bari-Stanic per giungere su via Bruno Buozzi. Qui subito sulla destra si apre il cosiddetto “Villaggio del Lavoratore”, nato nel 1950 per dare un’abitazione alle migliaia di dipendenti della Stanic, gigantesca raffineria che fu attiva dal 1937 al 1976
Villaggio del Lavoratore – Riprendiamo la statale 16 verso nord e imbocchiamo l’uscita Bari-Stanic per giungere su via Bruno Buozzi. Qui subito sulla destra si apre il cosiddetto “Villaggio del Lavoratore”, nato nel 1950 per dare un’abitazione alle migliaia di dipendenti della Stanic, gigantesca raffineria che fu attiva dal 1937 al 1976
Zona Industriale – Via Bruno Buozzi superato il cavalcavia della tangenziale si trasforma in statale 96, strada che attraverso vari accessi permette l’ingresso nella grande Zona Industriale, che si estende su quasi duemila ettari di superficie a ovest del centro cittadino coinvolgendo anche i comuni di Modugno e Bitonto. Creata a partire dal 1960, conta della presenza di più di 700 fabbriche
Zona Industriale – Via Bruno Buozzi superato il cavalcavia della tangenziale si trasforma in statale 96, strada che attraverso vari accessi permette l’ingresso nella grande Zona Industriale, che si estende su quasi duemila ettari di superficie a ovest del centro cittadino coinvolgendo anche i comuni di Modugno e Bitonto. Creata a partire dal 1960, conta della presenza di più di 700 fabbriche
Stanic – Invece andando verso il centro via Bruno Buozzi costeggia il muro perimetrale dell’ex Stanic, che oggi racchiude un’area di 500mila metri quadrati non accessibile ai baresi. Verso la fine della strada, all’altezza dell’ex centrale dell’Enel (anch’essa dismessa), trovano spazio alcuni caseggiati, tra cui le palazzine che furono abitate dai primi operai della Stanic (all'epoca "Anic") negli anni 30
Stanic – Invece andando verso il centro via Bruno Buozzi costeggia il muro perimetrale dell’ex Stanic, che oggi racchiude un’area di 500mila metri quadrati non accessibile ai baresi. Verso la fine della strada, all’altezza dell’ex centrale dell’Enel (anch’essa dismessa), trovano spazio alcuni caseggiati, tra cui le palazzine che furono abitate dai primi operai della Stanic (all'epoca "Anic") negli anni 30
Cimitero/Ponte Adriatico – Via Bruno Buozzi oltrepassato un sottopasso della ferrovia conduce davanti all’entrata del Cimitero di Bari. Quest’ultimo, assieme al grande Ponte Adriatico realizzato nel 2016, segna l’aspetto di una zona di Bari dove accanto a imponenti palazzi nati tra gli anni 60 e 70, convivono officine abbandonate, tribunali in disuso e marmerie funerarie
Cimitero/Ponte Adriatico – Via Bruno Buozzi oltrepassato un sottopasso della ferrovia conduce davanti all’entrata del Cimitero di Bari. Quest’ultimo, assieme al grande Ponte Adriatico realizzato nel 2016, segna l’aspetto di una zona di Bari dove accanto a imponenti palazzi nati tra gli anni 60 e 70, convivono officine abbandonate, tribunali in disuso e marmerie funerarie
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Libertà/Via Manzoni – Via Crispi oltrepassata via Brigata Regina conduce nel popoloso quartiere Libertà. Nato tra la fine dell’800 e l’inizio del 900 come prosecuzione del murattiano, mantiene quasi inalterato l’aspetto di cento anni fa, caratterizzato da innumerevoli palazzine d’epoca in stile liberty, la maggior parte delle quali però in evidente stato di degrado. La parte più vicina al centro è tagliata da via Manzoni, un tempo ricca di negozi
Libertà/Via Manzoni – Via Crispi oltrepassata via Brigata Regina conduce nel popoloso quartiere Libertà. Nato tra la fine dell’800 e l’inizio del 900 come prosecuzione del murattiano, mantiene quasi inalterato l’aspetto di cento anni fa, caratterizzato da innumerevoli palazzine d’epoca in stile liberty, la maggior parte delle quali però in evidente stato di degrado. La parte più vicina al centro è tagliata da via Manzoni, un tempo ricca di negozi
Libertà/Redentore – A sud-ovest del quartiere si apre invece la zona che si identifica attorno all’Istituto del Redentore, complesso religioso presente qui dal 1905 e comprendente anche una caratteristica chiesa neogotica. Un’area che comprende l’ex Manifattura dei tabacchi e situata un po’ “ai margini”, edificata com’è accanto ai binari della ferrovia dai quali è “separata” da muri, cancelli e sovrappassi
Libertà/Redentore – A sud-ovest del quartiere si apre invece la zona che si identifica attorno all’Istituto del Redentore, complesso religioso presente qui dal 1905 e comprendente anche una caratteristica chiesa neogotica. Un’area che comprende l’ex Manifattura dei tabacchi e situata un po’ “ai margini”, edificata com’è accanto ai binari della ferrovia dai quali è “separata” da muri, cancelli e sovrappassi
Libertà/Tribunale - A nord-ovest del Libertà più antico, tagliata traversalmente da via Crispi, si apre una porzione del quartiere dove a palazzi di epoca fascista si affiancano edifici più moderni degli anni 60 e 70. Tra questi la sede del Palazzo di Giustizia di Bari, realizzata nel 1967
Libertà/Tribunale - A nord-ovest del Libertà più antico, tagliata traversalmente da via Crispi, si apre una porzione del quartiere dove a palazzi di epoca fascista si affiancano edifici più moderni degli anni 60 e 70. Tra questi la sede del Palazzo di Giustizia di Bari, realizzata nel 1967
Libertà/Via Napoli – Infine a nord del rione si trova l’area più “monumentale” del Libertà, percorsa da via Napoli, lunga strada che presenta importanti pezzi di “archeologia indutriale”, quali l’ex Gasometro, l’ex stazione della Ferrotramviaria Bari-Barletta, oltre alla particolare palestra ex Gil. Su corso Vittorio Veneto si stagliano invece la caserma della Guardia di Finanza e la Caserma Italia entrambi di periodo fascista
Libertà/Via Napoli – Infine a nord del rione si trova l’area più “monumentale” del Libertà, percorsa da via Napoli, lunga strada che presenta importanti pezzi di “archeologia indutriale”, quali l’ex Gasometro, l’ex stazione della Ferrotramviaria Bari-Barletta, oltre alla particolare palestra ex Gil. Su corso Vittorio Veneto si stagliano invece la caserma della Guardia di Finanza e la Caserma Italia entrambi di periodo fascista
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Marisabella/Ex zona industriale - Corso Vittorio Veneto superato l’incrocio con via Brigata Regina entra nel quartiere Marconi andando a costeggiare l’ansa di Marisabella, area portuale dove il mare è in attesa di essere colmato di cemento. Sulla sinistra si apre invece una larga zona dove a dominare sono grandi e vecchie fabbriche ormai dismesse
Marisabella/Ex zona industriale - Corso Vittorio Veneto superato l’incrocio con via Brigata Regina entra nel quartiere Marconi andando a costeggiare l’ansa di Marisabella, area portuale dove il mare è in attesa di essere colmato di cemento. Sulla sinistra si apre invece una larga zona dove a dominare sono grandi e vecchie fabbriche ormai dismesse
Guaragnèdde – Nell’angolo a sud-est della predetta aerea, si delinea un particolare quadrilatero compreso tra via Brigata Regina, via Napoli, via Arcangelo Scacchi e via Oreste Pietro. Una manciata di basse e scalcinate antiche palazzine che formano la cosiddetta “Guaragnèdde”, il cui nome rimanda a storie di stalle, vecchie botteghe e antiche locande
Guaragnèdde – Nell’angolo a sud-est della predetta aerea, si delinea un particolare quadrilatero compreso tra via Brigata Regina, via Napoli, via Arcangelo Scacchi e via Oreste Pietro. Una manciata di basse e scalcinate antiche palazzine che formano la cosiddetta “Guaragnèdde”, il cui nome rimanda a storie di stalle, vecchie botteghe e antiche locande
Stadio della Vittoria/Villaggio Trieste – Corso Vittorio Veneto prima di diventare lungomare Starita incrocia sulla sinistra viale Orlando, che conduce allo Stadio della Vittoria, lì dove per decenni ha giocato il Bari calcio. Attorno all’impianto si aprono larghe strade che ospitano più che altro capannoni. La zona maggiormente abitata è il “Villaggio Trieste”: agglomerato di palazzine realizzate nel 1956 per ospitare i profughi provenienti dall’Est Europa
Stadio della Vittoria/Villaggio Trieste – Corso Vittorio Veneto prima di diventare lungomare Starita incrocia sulla sinistra viale Orlando, che conduce allo Stadio della Vittoria, lì dove per decenni ha giocato il Bari calcio. Attorno all’impianto si aprono larghe strade che ospitano più che altro capannoni. La zona maggiormente abitata è il “Villaggio Trieste”: agglomerato di palazzine realizzate nel 1956 per ospitare i profughi provenienti dall’Est Europa
Fiera del Levante - A nord del vecchio stadio, delimitato da alte mura, si trova il quartiere fieristico inaugurato nel 1930 e formato da piazze, vie, fontane ed edifici, proprio come un normale rione, pur senza la presenza di abitazioni. Ospita uffici e sedi istituzionali, ma soprattutto grandi eventi, il principale dei quali è quello della Fiera del Levante
Fiera del Levante - A nord del vecchio stadio, delimitato da alte mura, si trova il quartiere fieristico inaugurato nel 1930 e formato da piazze, vie, fontane ed edifici, proprio come un normale rione, pur senza la presenza di abitazioni. Ospita uffici e sedi istituzionali, ma soprattutto grandi eventi, il principale dei quali è quello della Fiera del Levante
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