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Apricena, Sculture in corso
Un museo all'aperto con cui un paese del foggiano celebra in modo artistico la sua secolare tradizione estrattiva. È l'obiettivo di "Sculture in corso", esposizione permanente di quattro preziose opere che adornano dal 2019 corso Roma, la via principale di Apricena, centro conosciuto in tutto il mondo per il suo pregiato marmo (foto di Antonella Pia Merla)
18 fotografie
I piccoli capolavori sono stati realizzati da quattro artisti diversi: ciascuno di loro ha avuto a disposizione un blocco di pietra locale della medesima dimensione, avendo poi carta bianca su come esprimere il proprio talento
Cominciamo a percorrere corso Roma partendo dal piazzale Costa, muovendoci quindi in direzione ovest. Sulla destra avvistiamo il primo manufatto: è stato approntato dal toscano Giuliano Vangi e si intitola "Donna che si gira"
In effetti è composto da tre profili...
......con altrettanti volti di una ragazza, scolpiti proprio per dare l'idea di una giovane che si sta voltando
Le teste sono unite da decorazioni che richiamano le forme di un albero di alloro...
...e non è un caso: Vangi si è ispirato alle "metamorfosi" di Ovidio
Più lineare è il significato della seconda opera: "Dalle cave all'architettura", allestita da Ugo La Pietra. È composta da sette cilindri, la cui osservazione dal basso verso l'alto rievoca proprio il ciclo della lavorazione della pietra
La base scalpellata simboleggia l'estrazione della roccia "grezza", mentre il corpo centrale levigato richiama la maestria degli artigiani. In cima a ciascun fusto si stagliano infine palazzi in miniatura di varia forma a righe orizzontali...
...a simboleggiare la capacità dell'uomo di costruirsi il proprio habitat a partire dalle risorse del territorio
Proseguiamo il cammino e incrociamo sempre sulla sinistra la terza bellezza di corso Roma: la "Soffioscultura" di Francesco Granito, che ad Apricena ci è nato pur vivendo a Bari
Si tratta di una piuma gigante in posizione verticale, che soprende per l'accuratezza con cui ne sono stati modellati i filamenti laterali
L'opera fornisce sensazioni volutamente contrastanti. Razionalmente, essendo di pietra, non può spostarsi dalla sua ubicazione
Eppure si è davanti a un qualcosa che normalmente tende a muoversi al minimo soffio di vento, con la mente che tende a non escludere del tutto questa remota possibilità
La quaterna si chiude con "Chrysalys", frutto dell'ingegno di Cristian Biasci
È per distacco la scultura più sensuale: si tratta di una figura umana che appare quasi in movimento ed è pronta a fondersi con il resto del blocco in entrambi i suoi lati
Sembra che la roccia stia per perdere la sua proverbiale solidità, evolvedosi in qualcosa di "liquido"
E terminata la carrellata di statue, il tour può concludersi nel vicino Palazzo della Cultura: uno spazio in cui oltre alle miniature e alle bozze delle quattro perle, sono raccolti reperti che vanno dalla preistoria al Medioevo...
...un altro modo con cui Apricena omaggia la sua storia