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Altamura, la Cattedrale di Santa Maria Assunta
Una maestosa cattedrale voluta da Federico II arricchita da fini decori, preziosi dipinti e marmi intagliati. È Santa Maria Assunta, duomo costruito nel XIII secolo nel cuore di Altamura e interessato negli anni da vari restauri: tra gli ultimi quello dei “matronei”, i loggiati superiori tornati visitabili nel 2016 (foto di Valentina Rosati)
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Per visitare la chiesa attraversiamo Porta Bari...
...e passeggiamo su corso Federico II di Svevia fino a Piazza Duomo
Qui incontriamo la facciata in pietra bianca dell’edificio, chiusa dalle due torri campanarie in stile romanico che sovrastano un magnifico rosone e un portale decorato
I due campanili sembrano identici ma non lo sono. Quello a destra è la torre della prima costruzione, federiciana. Quello a sinistra fu probabilmente edificato a metà 500
Percorriamo con lo sguardo gli oltre 45 metri d’altezza...
...e scorgiamo la loggetta settecentesca, con una statua della Vergine Assunta realizzata in “mazzarò”, un tipo di pietra locale
Il rosone venne invece creato a metà del XVI secolo e dal suo centro, in cui è raffigurato l’agnello di Dio, partono quindici colonnine arricchite da motivi floreali e terminanti in arabeschi intrecciati
In alto a sinistra c’è poi una finestra gotica, tre le poche originali rimaste nel complesso
Richiama i motivi tipici dell’epoca: due colonne laterali con leoni, una cornice a foglie e un bestiario decorativo medievale costituito da elefanti e grifoni
L’elemento che colpisce maggiormente è però il ricco portale del XIV secolo
Le sue formelle finemente intagliate narrano la vita di Gesù dalla nascita alla Pentecoste
L’Ultima Cena occupa l’architrave. Al di sopra il timpano è dominato da una Madonna con Bambino e due angeli
Attraversiamo ora il portone ligneo “sorvegliato” da leoni stilofori cinquecenteschi
La chiesa si presenta a tre navate e il piano strutturale è quello del tempo di Federico. È subito evidente il contrasto con la sobrietà della facciata: l’interno è infatti opulento ed elaborato, frutto di interventi massicci operati nella seconda metà dell’800
A imperare è il marmo colorato. I capitelli che sorreggono l'impianto della chiesa sono stuccati e dipinti con contrasti cromatici che vanno dall’oro al verde
Il soffitto, anch'esso impreziosito di intarsi, è costellato di stemmi di nobili e papi
Ai lati dell'ingresso sono posizionate due acquesantiere barocche del 1735 con la Madonna circondata da angeli. Sulla destra troviamo anche l'ambone in pietra calcarea di Putignano del XVI secolo, sorretto da cinque colonnine e decorato da incisioni di scene della vita di Gesù
Nella navata sinistra è custodito invece un presepe del 1587 attribuito alla bottega materana di Persio. Le stalattiti sono vere: appartengono alle grotte carsiche della zona
In un’altra cappella scorgiamo un altare di metà XVIII secolo con una statua di San Giuseppe con Bambino, lavoro della bottega del Bernini del 1654
Nell’ultima è invece esposto il frammento di un affresco raffigurante il volto di Cristo: datato fine XIV secolo, è l’unica testimonianza delle decorazioni che un tempo arricchivano l’intera cattedrale
Giungiamo quindi all'altare principale del 1735, in marmo bianco e policromo, che sostituì quello ligneo cinquecentesco. Al di sopra campeggia il dipinto dell'Assunzione della Vergine del 1546, una delle poche opere superstiti dell’artista Leonardo Castellano
Alle spalle dell’altare si dispone il coro in legno...
...formato da 64 stalli in noce ciascuno diverso dall'altro
Insieme alla sedia episcopale e al pulpito rappresenta un prezioso lascito dell'arte napoletana dell’intaglio del XVI secolo
Procedendo nella navata di destra incontriamo le altre sei cappelle. In una di esse sono collocate due delle opere più significative della chiesa: la Conversione di San Paolo di Domenico Morelli...
... e la Maddalena di Francesco Netti, entrambi ottocenteschi
Saliamo ora sui matronei duecenteschi del piano superiore che ospitano anche il Museo Diocesano. Usciamo così dalla Cattedrale e passiamo sotto l'Arco Duomo
Entriamo quindi in un claustro facente parte del palazzo vescovile...
...e accediamo a due rampe di scale che ci portano a un altezza di circa 20 metri
Attraversata una saletta, ci ritroviamo all'ingresso della parte sopraelevata della cattedrale che si estende lungo due camminamenti paralleli sovrastanti le navate laterali
...che si estende lungo due camminamenti paralleli sovrastanti le navate laterali
Giunti sul matroneo centrale ci affacciamo dalle trifore con colonnine rivestite di marmo rosa e verde e godiamo della vista della chiesa dall'alto. Restiamo affascinati dai colori e i giochi di luce riflessi sulle decorazioni
Riprendiamo però il giro per osservare l’esposizione degli antichi manufatti conservati in teche apposite. Cominciamo con gli argenti: reliquiari, croci, ostensori, messali, oggetti devozionali donati all’esposizione o ritrovati nel corso di scavi archeologici nel territorio altamurano
Seguono i paramenti sacri, fatti di tessuti ricamati con varie tecniche. Tra questi c’è anche il famoso “Mantello di Murat”, di inizio Ottocento, che sarebbe stato donato dall’allora re di Napoli al prelato De Gemmis e da lui adattato a piviale
Chiude l’Archivio, che conta oltre 4000 documenti storici
Terminiamo il nostro viaggio percorrendo i ballatoi esterni. Qui, che sia nelle finestre bifore o nella serie di arcate che si susseguono lungo il loggiato nord, domina ovunque la semplicità della pietra bianca
E sul capitello di una colonnina scoviamo anche il viso Federico II, che sembra vigilare sulla chiesa da lui voluta